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pubblicato il 3 novembre 2008

Mercato Italia: ottobre amaro

È il peggior decimo mese dal 1996 e dell’intero 2008

Mercato Italia: ottobre amaro

Come c'era da attendersi, anche ottobre segna un netto arretramento del mercato dell'auto con un calo del 18,89% rispetto allo stesso mese dello scorso anno che consolida ulteriormente la flessione dell'11,97% dei primi dieci mesi del 2008 pari a ben 255.590 immatricolazioni. Con 167.940 immatricolazioni, si tratta del peggior ottobre da qui a 12 anni (nel 1996 ci furono solo 144.248 targhe) e anche del peggiore mese del 2008, ma anche un'ulteriore segnale che sarà anche difficile l'anno si chiuda con le 2.134.755 immatricolazioni che erano state raggiunte nel 2007 dopo dieci mesi. Unico dato meno pessimistico viene dalla raccolta degli ordini, calati in ottobre del 15% a fronte di un dato tendenziale per il 2008 del 17,5%, una percentuale che vuol dire 370mila contratti in meno da evadere che segnano inesorabilmente anche la partenza del 2009.

Non sono solo i numeri assoluti ad essere cambiati, ma la struttura del mercato con un'ulteriore crescita del segmento A e un crollo del segmento B (-28,1%). Tengono le medio-compatte come la Golf, salgono le medie, risalgono nelle preferenze le station wagon, i coupé e le monovolume mentre non si arresta il crescente favore per SUV, crossover e le multispazio. Che le difficoltà siano soprattutto dovute alle famiglie lo si evince anche analizzando la ripartizione delle targhe tra aziende e privati che scendono addirittura a ottobre del 25,4% (114.856 unità contro 154.006), proseguono invece l'ascesa delle propulsioni alternative (GPL, Metano, ibride...) cresciute all'8,42% del totale e il calo del Diesel che passa dal 56,12% al 48%.

Gli unici marchi a poter brindare sono Audi (+17,8%), Chrysler (+1,29%), Jaguar (+40,82%), Mazda (+9,66%), Nissan (+9,63%) e Saab (+5,32%) mentre esplodono la Dacia (+50,33%) e la Subaru (+100,65%), spicca il tracollo di Toyota (-49,88%). Tra quelli che riescono a tenere o incrementare la propria quota ci sono il Gruppo Fiat (da 30,71% a 32,88%), Volkswagen (da 10,17% a 11,39%), Ford (da 8,34% a 9,39%), Daimler (da 5.03% a 5,23%) e BMW (da 3,87% a 4,04%). Scendono PSA (da 10,37%% a 9,23%), General Motors (da 8,88% a 7,79%), Renault (5,38% a 4,59%), Hyundai (% a %), Chrysler (% a %) e Jaguar-land Rover (% a %). Crollano il gruppo Toyota (da 6,15% a 3,81%) e persino Porsche (da 0,21% a 0,17%).

Per quanto riguarda i modelli, spicca il primato a ottobre della Panda con 13.158 immatricolazioni ai danni della Punto che domina sempre i volumi dell'intero 2008 con 137.078 unità contro i 126.311 della sorellina, segno ulteriore di uno spostamento verso segmenti più bassi del mix spinta anche dalla corsa della 500 mentre spicca l'ingresso in decima posizione dell'Audi A4.

"È ormai evidente - ha commentato Salvatore Pistola, Presidente dell'UNRAE, l'Associazione che rappresenta le Case estere operanti in Italia - che la crisi finanziaria è penetrata strutturalmente nelle dinamiche del mercato dell'auto". Pistola inoltre sottolinea come "un rilancio della domanda di auto nuove offrirebbe un contributo rilevante alla ripresa dei consumi e alla crescita del PIL, ma porterebbe anche a rendere meno difficile il raggiungimento degli obiettivi di riduzione della CO2, previsti dall'Unione Europea nel breve/medio periodo".

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni , produzione


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