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Motorsport

pubblicato il 2 novembre 2008

F1: Brasile agrodolce

Conclusione di campionato al cardiopalma

F1: Brasile agrodolce

La conclusione di questo campionato di Formula 1, avvincente nel suo complesso, avrebbe accontentato Re Salomone nel suo risultato definitivo, ma probabilmente, non nello svolgimento dell'epilogo. Avevamo definito Vettel "l'uomo della pioggia" e quanto ha fatto nuovamente vedere oggi in pista ne è stata la riprova con un sorpasso ad Hamilton che ricorda ai non più giovani una simpatica canzoncina degli anni '60: "fatti più in là".

Il pilota inglese non sarebbe riuscito a riprenderlo, il Vettel più ragazzino di lui, mostruosa sarebbe stata la beffa e penoso il digerirla. Ancor più penoso - ma questa è la vita - è stato vedere l'ultimo giro di gara attraverso le espressioni della gente dei due box, sgomento, tripudio e ancora sgomento in contemporanea e ad opposto andamento. La regia ha sapientemente e prontamente diviso gli schermi TV in due mandando i sentimenti in diretta. Un reality show con i fiocchi.

Al di là della fredda legge dei numeri occorre dire che una beffarda casualità, che risponde al nome di Glock ma avrebbe potuto essere uno, nessuno o centomila, ha restituito ad Hamilton quello che Vettel gli aveva tolto mentre lassù in cima, solitario trionfatore, Massa costruiva la più amara delle sue vittorie.

Inutile recriminare: se la guardiamo con il "cuore rosso", la Ferrari ha perso il Mondiale Piloti per un punto, ma vinto a mani basse quello costruttori, oltretutto per l'8° volta negli ultimi dieci anni. Se l'ottica diviene argentea ecco un raggiante Hamilton vincitore, con molta fortuna (a bilanciamento della sfortuna dello scorso anni) ed una McLaren che, pur perdente, vede un Ron Dennis soddisfatto. Se l'occhio è quello dello sportivo disincantato che ama prima di tutto la lotta, il Gran Premio ha regalato uno spettacolo superbo, reso ancor più eccitante ed incerto dalla cabala - siamo in Brasile o no? - climatica.
Se infine chi guarda è l'uomo d'affari, Bernie Ecclestone nella fattispecie, ecco che sotto il profilo dello show-business il bilancio più positivo non avrebbe potuto essere: incertezza, lotta in pista, colpi di scena, pioggia che va e viene, outsider e pugili creduti suonati che all'improvviso, grazie alla scarsa aderenza, onorano con grinta se stessi ed il loro passato. Ed ancora il trionfatore perdente che suscita sempre tanta simpatia ed audience, il ragazzino ancora un po' antipatico ma tanto bravo, che negli ultimi chilometri di pista tutto perde e tutto ritrova, compreso il sorriso della sua splendida e ripresissima fidanzata russo-hawaiana.

Questo Mondiale, per molti versi avvincente, è anche stato il campionato delle occasioni perse piuttosto che di quelle afferrate; vediamo quindi non le vittorie (peraltro 5 a testa) ma gli "inciampi" dei nostri due protagonisti.
MASSA: i rifornimenti gli hanno creato problemi in Canada e problemoni a Singapore; anche la meccanica non lo ha aiutato molto: nonostante la sua proverbiale affidabilità il motore lo ha tradito due volte (Australia e Ungheria) mentre in Gran Bretagna un problema ad un dado gli ha pregiudicato le qualifiche;
HAMILTON: anche lui alle prese con un dado capriccioso in Malesia, in Canada tampona Raikkonen in Pit-lane con semaforo rosso, fora un pneumatico in Ungheria ed è vittima di un fastiodissimo mal di collo al G.P. d'europa.

Se si guarda quindi alla mala sorte più che alla fortuna bisogna proprio riconoscere che ce n'è stata per tutti! E poi, se proprio vogliamo parlare di sfortuna che dire del povero Glock, che su un quarto posto con la Toyota, suo fino a 50 metri dal traguardo ed oltretutto con Trulli alle spalle, ci avrebbe messo non una ma diecimila firme?

Bene: il Re Campionato è morto Viva il Re; che tutti risorgano nel 2009, dopo il riposino invernale, pronti a dare nuovamente battaglia aiutati si spera, dal nuovo regolamento tecnico che vedrà la reintroduzione delle slick, l'innalzamento e ridimensionamento degli alettoni posteriori, la sparizione di tutte quelle appendici aerodinamiche fiorite, nel tempo, sulle monoposto come antenne sui nostri condomini.

Il tutto per restituire al pilota un po' più del suo ruolo, cosa che tutti da tempo auspichiamo.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport , Ferrari , formula 1 , piloti


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