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Mercato

pubblicato il 31 ottobre 2008

L’auto vale più dei suoi volumi

Un’analisi del valore generato restituisce una visione diversa del mercato

L’auto vale più dei suoi volumi

C'è un modo diverso, e forse più giusto, di vedere al mercato dell'automobile che non è quello classico del numero di veicoli targati, ma del valore che esso genera. La briga di farlo se la sono presa gli studenti del Master sull'Automobile con la seconda edizione della ricerca "Il mercato auto a valore" presentata oggi in occasione del convegno "La Capitale Automobile" promosso dal Centro Studi Fleet&Mobility e che interessa tutta la filiera del settore automotive. Erano infatti presenti i massimi esponenti delle associazioni interessate: UNRAE per le Case automobilistiche, FEDERAICPA per i concessionari, ANIASA per le aziende di noleggio a breve e lungo termine e ASSILEA per le società di leasing. Tutte hanno sede a Roma e anche per questo si parla di capitale automobile: Roma ospita il quartier generale delle Case che generano la quota maggiore di immatricolazioni (36%), che da sola assorbe il 14% perché qui si crea il 61% del fatturato che riguarda le flotte aziendali, l'84% del noleggio a breve termine e l'81% dei carburanti venduti alla pompa.

Proviamo dunque a vedere il mercato sotto l'ottica del valore e partiamo dal dato cumulativo. Nel 2007 l'automobile in Italia ha generato un giro di affari di 51.067.578.293 euro a fronte di un numero di immatricolazioni di 2.513.955 unità e di un prezzo d'acquisto di ogni automobile di 20.314 euro. Ma come sono stati calcolati questi dati? Si è partiti dai prezzi di listino di ciascun modello considerando le versioni più importanti, sono stati inclusi IVA e IPT ed esclusi optional, sconti e promozioni, ma sono stati ponderati con gli sconti medi ottenuti attraverso un panel fornito dal mensile InterAutoNews e da altri operatori del settore. Questi valori includono la rottamazione che ha riguardato circa 315.000 vetture, ovvero il 13% dei volumi a fronte di un contributo statale di circa 250.000 euro. A questo proposito, va detto che nonostante la rottamazione abbia ovviamente privilegiato le vetture piccole, il mercato a valore è cresciuto di più che non in volume (7,4% contro 6,7%). Questo dato dà ancora di più la dimensione di quanto il 2007 sia stato un anno d'oro, forse irripetibile, non solo per il record di immatricolazioni, ma ancora di più per il giro d'affari. Una possibile spiegazione è che, in presenza di incentivazioni che riducono il prezzo di listino, le case e i concessionari non sono incentivati a concedere sconti e possono quindi recuperare quella marginalità che si perderebbe nelle promozioni.

Il mercato in valore ci dà una classifica assai differente frutto di una visione davvero diversa del mercato. Fiat è sempre prima, ma con il 17,9% contro il 24% in volume, Ford è seconda con il 6,9% contro l'8% e al terzo posto viene a sorpresa BMW con 6,8% di quota contro il 3,2% delle immatricolazioni e si piazza al secondo posto per valore medio della vettura con 42.831 euro anche se il brand che ha fatto meglio è Land Rover che è riuscita a far pagare al suo cliente ogni vettura ben 45.847 euro contro i 39.893 di Audi, i 38.893 di Mercedes. Più staccate Alfa Romeo (27.471 euro) e Volkswagen (22.277) che si situa al confine tra i marchi premium e quelli di massa precedendo la Nissan (20.413 euro) che è quella ad essere cresciuta di più (+14,1%) rispetto al 2006. Questi due dati confermano, nel primo caso, il posizionamento elevato del brand tedesco, ma anche una sua debolezza nella parte bassa del listino che le ha anche impedito di beneficiare meno degli altri della rottamazione. Nel secondo caso invece c'è il successo della Qashqai che pesa sempre di più nel mix del costruttore giapponese dominato sempre meno dalla Micra.

Anche la classifica tra i modelli per valore riserva belle sorprese. Ai primi tre posti ci sono Fiat Punto e Panda insieme alla Ford Focus, mentre al quarto c'è la BMW Serie 3, evidentemente perché viene venduta a un prezzo medio di 39.229 euro contro i 14.065 della Punto o 20.622 della Focus, anche se in questo segmento sono i clienti Golf quelli disposti a spendere di più e non poco: 22.715 euro ovvero oltre 2.000 in più. Anche questo è un sintomo evidente della percezione del brand.

Più giusto vedere i volumi o i soldi? I pezzi di ferro e quelli carta? Per valutare questo business servono entrambi seppure quello dell'automobile rimanga l'unico settore industriale che giudichi se stesso non attraverso il fatturato e i margini, ma attraverso i volumi. L'analisi del valore ci restituisce una visione diversa e complementare che mette a nudo la forza di ogni singolo marchio, quanto questo riesca a imporre i propri prodotti convincendo il cliente sul loro valore. Per quanto quindi questo modello sia nuovo e perfettibile, offre interessanti spunti di discussione.

E la
crisi? Non si poteva non parlarne durante il convegno. Anzi, si è giocato a dare un pronostico per il 2009. La previsione di tutti gli attori si attesta tra 2.030.00 e 2.050.000 immatricolazioni, ma soprattutto c'è la percezione che la crisi abbia provocato uno shock che darà al mondo dell'automobile un'iniezione di moderazione e trasparenza per dimensionarsi secondo il mercato "vero" e non quello creato artificialmente attraverso promozioni e km 0 che, a conti fatti, non fanno gli interessi di nessuno.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Mercato , immatricolazioni , produzione


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