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pubblicato il 30 ottobre 2008

Alfa Romeo 169 preview

La futura ammiraglia Alfa Romeo: noi la immaginiamo così

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L'Alfa Romeo vuole tornare ad essere davvero grande con una grande Alfa, la 169. Sarà un modello tutto nuovo destinato a sostituire l'ormai vetusta 166 e a rinverdire la grande tradizione delle berline a trazione posteriore con motore V6 della Casa del Portello interrottasi nel 1987 con l'uscita di scena dell'Alfa 6 (allora chiamata "Alfettona") e il debutto della 164 a trazione anteriore e figlia del progetto che coinvolgeva Fiat, Lancia e Saab rispettivamente con la Croma, la Thema e la 9000. La 164 rappresentava anche un cesura netta nello stile, firmato da Pininfarina, e fu seguita nel 1997 dalla 166, basata sull'evoluzione della stessa piattaforma e uscita di produzione l'anno scorso.

Dopo il debutto della piccola MiTo, per l'Alfa è dunque arrivato il momento di avere un'ammiraglia vera, un modello che, senza raggiungere le dimensioni e il posizionamento dell'Audi A8, della BMW Serie 7 e della Classe S, possa portare lo Scudetto con orgoglio ed essere adeguata a guidare il ritorno del Biscione in Nordamerica, recentemente rimandato al 2011. È infine probabile, interpretando le dichiarazioni dell'Amministratore Delegato di Alfa Romeo, che si torni a denominazioni dei modelli basate sui nomi e non più sui numeri. La 169 avrà quindi un nome.

DESIGN: A SCUOLA DALLA 8C COMPETIZIONE
Il nostro designer ha realizzato una versione virtuale dell'Alfa 169, basandosi su indiscrezioni e bozzetti dimostrativi ufficiali (in particolare quelli mostrati nelle presentazioni agli azionisti), oltre che su di una serie di spunti stilistici derivati dalle vetture più recenti come la 8C Competizione e la MiTo, entrambe frutto del Cento Stile della Casa.
La 169 invece dovrebbe arrivare nel 2011, proprio in tempo per lo sbarco in America, ed essere lunga oltre 4,90 metri con uno stile da berlina coupé, oggi tanto in voga, ma che si sarebbe potuto dare anche all'antenata 164. La 169 l'abbiamo immaginata forte, filante e decisa, con il frontale dominato dagli immancabili Scudetto e "baffi" che costituiscono la presa d'aria anteriore e danno l'attacco al lungo cofano scolpito da due profonde nervature a freccia. Il profilo laterale è dolce, quasi da lunga coupé, mentre la fiancata, chiusa da minigonne inferiori, presenta due "scalini" rimarcati da linee dal tratto deciso: una rettilinea inferiore, che nasce dal parafango posteriore; l'altra un poco curva e inclinata in avanti, come nella recente tradizione tedesca. Il tutto con spalle larghe e con una coda corta, ma ben raccordata da apparire importante, degna di un'ammiraglia.

PIATTAFORME: VARIE IPOTESI
Paradossalmente, per la 169 ci sono più certezze per lo stile che per la piattaforma. Tre le ipotesi al vaglio. La prima è ripetere l'operazione compiuta con la 8C Competizione, utilizzando un pianale accorciato derivato dalla Maserati Quattroporte. Rimane il problema dei costi e del peso perché, essendo nato per potenze superiore, dovrebbe essere alleggerito. Ma la leggerezza, vista l'importanza per i consumi e le emissioni, non è un dettaglio e in Alfa non vogliono ripetere l'errore fatto con la 159, di una vettura obiettivamente troppo pesante. La seconda ipotesi parla di un accordo con Jaguar per il pianale della XF attraverso la nuova proprietà di Tata, da anni partner industriale di Fiat Auto. La terza invece porterebbe al recente accordo con BMW che della trazione posteriore è maestra, ma proprio per questo ci sembra difficile che ceda uno dei suoi punti di forza a un marchio alla cui filosofia deve molto. C'è poi la strada che porta a Daimler, ma è tutta da fare così come quella che porta a Chrysler, magari prendendo uno dei suoi stabilimenti dall'altra parte dell'Oceano per produrre la 169 a due passi dal mercato americano. In ogni caso, con queste incertezze industriali e quelle legate alla crisi mondiale, non è ipotizzabile che la 169 arrivi sul mercato prima della fine del 2011.

MOTORI NUOVI: TORNA IL V6
Un'altra partita fondamentale sarà quella dei motori per il quale ci sarà un altro grande ritorno: il V6 tutto Alfa Romeo. Dopo infatti l'abbandono del leggendario V6 progettato da Giuseppe Busso e la poco edificante esperienza con il V6 General Motors prodotto dalla consociata australiana Holden per la 159, pare che l'Alfa Romeo stia lavorando a un nuovo V6 tutto fatto in casa e dotato di iniezione diretta. Ricordiamo che la 156 2.0 JTS è stata nel 2002 la prima vettura italiana a essere equipaggiata di questa tecnologia che sarà riproposta nella sua forma più aggiornata. La cilindrata designata sarebbe intorno ai 3 litri con potenze nell'ordine dei 300 CV. A questo nuovo V6 si dovrebbe affiancare il nuovissimo 4 cilindri 1,8 litri turbo a iniezione diretta che debutterà il prossimo anno sulla 149 e dotato dell'esclusiva distribuzione variabile in fasatura e in altezza Multiair che potrebbe essere proposto in due versioni con potenze comprese tra 200 e 250 CV. Altro V6 sarà il 2,9 litri Diesel biturbo di origine VM che l'Alfa aveva già sviluppato per la 159 e che in seguito venne accantonato per i costi eccessivi. Si tratta dello stesso motore previsto nel 2009 per la Cadillac CTS e che rientra negli accordi sullo sviluppo dei motori Diesel che ancora accomuna Fiat e General Motors. Grazie ai due turbo a geometria variabile e all'impianto Common Rail di ultima generazione (piezoinettori a 2000 bar e fino a 8 iniezioni per ciclo), può erogare tranquillamente oltre 250 CV e una coppia di 550 Nm garantendo il raggiungimento degli standard anti inquinamento previsti per i prossimi anni.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Anticipazioni , Alfa Romeo


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