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pubblicato il 29 ottobre 2008

Aumentano i "guidatori designati"

L'ACI rilancia 'Guida il tuo team' per combattere la guida in stato d'ebbrezza

Aumentano i "guidatori designati"

Affermata all'estero, la figura del "guidatore designato" sta conquistando anche l'Italia: 7 giovani su 10 sono disposti a non bere per riaccompagnare gli amici a casa. E' questo il dato più rilevante che emerge dalla campagna di sensibilizzazione pubblica "Guida il tuo team", promossa da ACI e Diageo (produttore di bevande alcoliche), e dai risultati di una ricerca commissionata a Eurisko.

L'iniziativa, nata due anni fa e rilanciata oggi con un testimonial d'eccezione, il campione mondiale di Formula1 Mika Häkkinen, ha coinvolto oltre 350 mila persone e ha individuato più di 2.500 guidatori designati. La consapevolezza degli automobilisti più giovani sulla sicurezza stradale si sta diffondendo e questo, secondo il Presidente dell'Automobile Club d'Italia, Enrico Gelpi, è uno degli strumenti più utili per combattere l'incidentalità. I controlli delle forze dell'ordine, anche se numerosi, non bastano, "si vince soltanto con l'incessante attività di formazione, soprattutto sui giovani", ha detto Gelpi, sottolineando come "i passi compiuti dal Ministro Maria Stella Gelmini e dal Ministro Altero Matteoli per l'introduzione della sicurezza stradale tra le materie scolastiche vanno nella giusta direzione", soprattutto perché l'età media di chi inizia a bere alcolici si sta abbassando sempre di più.

Per questo, l'ACI crede che "al percorso formativo devono contribuire con più incisività anche i gestori dei locali pubblici e gli imprenditori dell'intrattenimento. La collaborazione delle associazioni di categoria dei locali da ballo è fondamentale", ha detto Gelpi. Le tabelle sul tasso alcolemico nei locali sono uno strumento utile per l'informazione e la sensibilizzazione dei ragazzi, ma non possono essere l'unico contributo dei gestori alla sicurezza.

In Italia nel 2006, secondo i dati di ACI e ISTAT, i sinistri dovuti all'alcol sono stati oltre 4.200, pari all'1,4% del totale, mentre in Europa questa incidenza è pari al 40-50%. Purtroppo ciò non significa che siamo più virtuosi, ma che nel nostro paese, come ha detto Gelpi, "difficilmente si effettua il controllo alcolemico sui guidatori coinvolti in incidente". Servirebbe quindi "un provvedimento legislativo che imponga il test dell'alcol a chi provoca un incidente per consentire la piena conoscenza del fenomeno da governare, altrimenti lo si governerà in maniera sempre inefficace". Da qui l'auspicio dell'ACI che sia rivisto l'intero quadro normativo, perché "il Codice della Strada così articolato e complesso non riesce ad orientare efficacemente i comportamenti degli automobilisti. Troppi italiani non sanno a quali provvedimenti vanno incontro se sorpresi con un tasso alcolemico di poco superiore allo 0,5 grammi per litro di sangue".

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , aci


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