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Attualità

pubblicato il 27 ottobre 2008

La Ferrari potrebbe lasciare la Formula 1

Così a Maranello dicono no al "motore unico"

La Ferrari potrebbe lasciare la Formula 1

La minaccia è di quelle che fanno paura. E non bisogna necessariamente essere appassionati di competizioni motoristiche o addetti ai lavori per intuirne la portata. Il CdA della Ferrari riunito a Maranello per la presentazione della trimestrale, ha dichiarato di esser pronto a valutare l'uscita dal Campionato Mondiale di Formula Uno. Si tratta della risposta, durissima, al piano della FIA di imporre a tutti i Team il cosiddetto "motore unico", ovvero la condivisione fra tutte monoposto di buona parte dei componenti meccanici. Una tale rivoluzione del regolamento secondo la Ferrari "priverebbero la Formula Uno della sua stessa ragion d'essere, basata su competizione e sviluppo tecnologico".

La posizione della Ferrari appare quanto mai ragionevole e merita di essere ascoltata non fosse altro perchè stiamo parlando di una Scuderia che dal 1950 ad oggi, non ha mai perso un campionato. Tra l'altro un'eventuale uscita sarebbe valutata "insieme ai propri partner", come puntualizza la nota stampa, con conseguenze facilmente immaginabili. La FIA dal canto suo ha appena attivato il bando di gara per la fornitura del motore unico e le aziende eventualmente e interessate per i Mondiali del 2010, 2011 e 2012, hanno tempo fino al prossimo 7 novembre per candidarsi.

I DUE SCHIERAMENTI "LITIGANTI"
Tutti d'accordo nel dover porre un freno all'escalation dei costi che, in Formula Uno hanno raggiunto livelli stratosferici, tutti - o quasi - contro una ipotesi del genere che vanificherebbe, di fatto, la possibilità di sperimentare che è sempre stata caratteristica-base della tecnica da corsa, in particolare nella massima formula. Ferrari e FOTA, (associazione che raggruppa la maggior parte delle squadre di Formula Uno, alla cui presidenza è stato nominato Montezemolo), sono nettamente contrari alla standardizzazione alla quale si è appena accennato al punto che, in tempi recenti, ha adombrato la possibilità di organizzare direttamente un campionato alternativo a quello della massima formula.
Dall'altra parte della barricata la FIA, che sembra intenzionata ad esercitare la sua autorità con decisioni impopolari, Bernie Ecclestone, patron della SLEC, azienda detentrice dei diritti televisivi della F.1, che ha avanzato la proposta di ridistribuire i proventi derivanti dai diritti commerciali non più in base ai risultati ed all'importanza della squadra, bensì su base paritetica, uguale per tutti, e ciò allo scopo di favorire le squadre minori, sempre alle prese con problemi di budget.

IL (POSSIBILE?) TERZO
In tutta questa vicenda chi può avere interesse a gestire una fornitura unica di motori? Qui, sia chiaro, si entra nel campo dei "si dice"; forse la stessa Mecachrome, che ha una organizzazione industriale strutturata per i grandi numeri, oppure addirittura si parla di una "resurrezione" della "Cosworth" da qualche tempo liquidata. Quest'ultima è stata sempre legata a doppio filo alla Ford tanto che i suoi celebri 8V per un certo periodo hanno pressoché monopolizzato le forniture di motori ai cosiddetti "garagisti" inglesi (e non solo) erano appunto denominati Ford-Cosworth. Trovando alcuni capitali - che nonostante la crisi esistono - la Cosworth potrebbe tornare a nuova vita dimensionata per la produzione di motori meno sofisticati e costosi degli attuali.

Stiamo assistendo ad un braccio di ferro fra opposti poteri e potrebbe anche darsi che questa provocatoria proposta di Mosley sia, appunto, una provocazione estrema per ottenere, alla fine, qualcosa di diverso partendo da una posizione negoziale di forza.

Vedremo.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Attualità , Ferrari


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