pubblicato il 24 ottobre 2008
Cara automobile, nessun credito
Così la crisi finanziaria sta fermando l’industria dell’auto
Crisi. La parola più gettonata di questi tempi, anche nel mondo dell’automobile dove, a debolezze strutturali e a mutamenti epocali che stanno modificando la geografia dell’automobile, si aggiungono tutti i problemi che stanno interessando le economie mondiali, con precisi riflessi sui piani industriali delle Case e sui livelli occupazionali.
Le notizie di questi giorni sono un vero bollettino di guerra: Fiat che mette in cassa integrazione 4.700 persone, General Motors che ferma le sue due fabbriche tedesche dove lavorano 6.500 dipendenti e annuncia un taglio di produzione di 40mila unità, Ford che lima i suoi piani produttivi del 3% nonostante il lancio di due pezzi forti come Fiesta e Ka e nel suo impianto di Valencia lascia a casa 990 lavoratori. Persino Toyota che, dopo anni di avanzata inarrestabile, deve ammettere di dover fare una seppur minima marcia indietro da 10,4 a 9,7 milioni di unità prodotte limitando l’arretramento nelle vendite da 9,37 milioni a 9,3. Volkswagen, che sembra quella in maggiore salute di questi tempi, ha programmato la riduzione della produzione del 10% per il suo impianto di Bratislava dove si producono Volkswagen Touareg, Porsche Cayenne e Audi Q7 attraverso il part-time fino alla fine dell’anno di un terzo degli 8.500 lavoratori.
Anche i ricchi piangono perché la Bentley ha annunciato un taglio del 15% della produzione e di 50 lavoratori su 3800 presso l’impianto di Crewe a fronte di un calo delle vendite del 18,6%. Nissan, deve fronteggiare il successo della Qashqai ma anche la crisi del resto del gamma con il licenziamento di 1.680 persone, mentre il partner Renault fermerà le fabbriche una o due settimane dopo aver ha informato i sindacati di 4.900 esuberi. Non si salva neppure il gruppo PSA che applicherà misure di cassa integrazione in quasi tutti suoi stabilimenti per ridurre del 30% la produzione.
Il timore è che questo sia solo l’inizio e che tutte queste onde, seppur grandi, alla fine si sommino in un’onda lunga che potrebbe creare problemi enormi alla più grande industria del mondo che impiega circa 15 milioni di persone, con tutto quello che ne consegue a livello economico e sociale.
C’è poi il problema ambientale che aumenta i costi. Alle normative Euro5 ed Euro6 si sono sommati gli obiettivi di emissioni per il CO2 (130 g/km come media di flotta per il 2012). Patrick Pélata, Chief Operating Officer di Renault, afferma che, se gli obiettivi non cambieranno, i costi per le Case cresceranno fino al 2015 al ritmo del 3% all’anno e non potranno che essere trasferiti al cliente con conseguente contrazione del mercato e perdita del 10% della forza lavoro. Ci vogliono soldi, proprio quando non ce ne sono: per le Case, che devono sviluppare vetture sempre più pulite; per i concessionari che devono avere capacità finanziarie sempre più importanti; per i clienti che per la stragrande maggioranza fa ricorso a prestiti quando occorre cambiare l’automobile.
In questo scenario, sono ricomparsi gli aiuti di stato. Proprio in America, nella patria del liberismo, lo Stato Federale ha fornito alle Case prestiti agevolati per 25 miliardi di dollari, proprio per questo Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, ha detto all’Unione Europea che le Case hanno bisogno di 40 miliardi per non perdere competitività mentre in Francia, Germania e Italia il mondo politico annuncia di voler mettere mano al portafoglio per aiutare le rispettive industrie automobilistiche.
Di sicuro, la realtà europea sembra in vantaggio perché l’industria produce già da tempo modelli più piccoli con consumi ed emissioni inferiori che rappresentano la manna per quelle Case americane che hanno consociate in Europa come General Motors e Ford, ma perché questo trasferimento avvenga, ci vorrà tempo e non si sa se sarà sufficiente per salvarle dal baratro. Il fallimento di General Motors è stato definito “non impossibile” da Merryl-Lynch e Ford ha i suoi immobili ipotecati per fronteggiare l’indebitamento. Chrysler, dopo la separazione da Daimler tenta disperatamente di internazionalizzarsi, ma la sua gamma è troppo “americana” e le alleanze che dovevano portare in dote modelli più compatti procedono a rilento tanto che Cerberus, la private equity che ha acquisito Chrysler meno di due anni fa, se ne vuole liberare, magari cedendola a General Motors in cambio del 51% di GMAC, la finanziaria di GM già posseduta al 49% da Cerberus. Ma questo porterà inevitabilmente a una ristrutturazione ancora più feroce di quella annunciata da entrambe le Case e che coinvolgerà non solo gli operai, ma anche impiegati (GM ne vuole tagliare il 15%) e maestranze dei fornitori. Si parla di cessione di marchi che non ha saputo gestire (vedi Saab) o di un loro stop definitivo sulle orme di quanto accaduto a Oldsmobile nel 2004. Si parla persino della chiusura del centro di sviluppo GM di Strasburgo.
Anche Ford, dopo aver venduto i suoi cespiti britannici (Aston Martin a un consorzio anglo-americo-kuwaitiano, Jaguar e Land Rover a Tata), pensa di cedere parte del suo 33% di Mazda e si parla della Denso, nell’orbita Toyota. C’è infine un problema serissimo del credito al consumo. Le finanziarie delle Case si sono dissanguate offrendo sconti e rateizzazioni fino a 8 anni per arginare invano la concorrenza giapponese e coreana in un mercato dove le famiglie sono indebitate per il 140% del PIL e dove qualcuno già parla di bolla delle carte di credito. Anche qui si parla insistentemente di aiuti da Washington per sostenere le vendite.
Cosa succederà? Il problema è proprio questo: le Case non lo sanno. Le borse vanno in altalena, tutte le previsioni di vendita stanno saltando e gli scenari ipotizzati si infrangono contro la realtà. Fiat pensa di poter mantenere gli obiettivi del 2008, grazie ad una gamma tutto sommato adatta al mercato, ma gli analisti sono preoccupati per la robustezza finanziaria del gruppo il cui titolo, ieri, ha perso in borsa il 5,69%. Altre Case si trovano invece a fronteggiare simultaneamente trimestrali di cassa disastrose e il crollo dei loro titoli in borsa con il rischio persino di doversi difendere da scalate ostili.
Si comincia a temere anche una crisi per contagio dei mercati emergenti con la Russia e la Cina che non crescono più con tassi a due cifre. Le uniche speranze sono racchiuse nel raffreddamento del costo del petrolio anche se l’Opec proprio oggi a annunciato un taglio della produzione di 1,5 milioni di barili al giorno e l’euro sta continuando a perdere forza sul dollaro. Si spera anche nelle elezioni americane che potrebbero portare a un rilancio dell’economia e dare l’impulso a un nuovo accordo mondiale sui mercati finanziari in grado di assicurare stabilità.
C’è poi la speranza ecologica, ovvero che una crisi così profonda costringa finalmente ad accelerare il distacco dal petrolio con l’ingresso massiccio nei listini (e non solo nei saloni e nei comunicati stampa) di vetture ibride, elettriche o anche a idrogeno. Ma chi farà la prima mossa con il rischio di bruciarsi definitivamente? Perché, sia chiaro, indietro non si torna e i numeri di una volta non potranno più tornare.
Autore: Nicola Desiderio
Tag: Mercato
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Nuovo commento 34 Commenti
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Non pessimismo, dati di fatto
ULGAT
Pubblicato il 24/10/2008 alle 17:35
Ecco, stiamo arrivando. Le nostre più grosse industrie sono andate all’estero a produrre (FIAT e Pirelli compreso). In Italia abbiamo perso migliaia di posti di lavoro. Nel contempo sono arrivati 4 milioni di poveracci che hanno fame più di noi e che quindi si vendono a poco e si prendono i pochi posti liberi. Gli italiani occupati prima, disoccupati ora a causa dell’emigrazione industriale, per mangiare il pane devono necessariamente vendersi al livello degli extracominitari, altrimenti il lavoro non lo trovi. Certamente la cosa non preoccupa l’extracomunitario in quanto lui pensa quasi esclusivamente a mangiare ed a spedire (giustamente) qualche soldo a casa. Di fatto non consuma altro. Ma in un mondo consumistico come il nostro, se non compri l’inutile chiudi. Recede lo stipendio, recede il consumo. Recede il consumo, si crea altra disoccupazione e si crea il vortice della recessione. Se non si aumenta il potere d’acquisto della massa, tanto da invogliare anche l’extracomunitario a consumare l’inutile, qui chiudiamo. Dedicato alle industrie: come potete pensare di produrre in Polonia, nella Repubblica Ceca, in Cina, in India, etc. e vendere qui, se qui avete creato disoccupazione quindi povertà ?
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Parole sante quelle di Ulgat!
Andrea the metallers
Pubblicato il 24/10/2008 alle 17:57
Ulgat hai ragione,gli imprenditori si arricchiscono e noi il contrario perchè o non ci assumono o ci licenziano,devono capire che se continuano così si fregano con le loro mani!
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X ULGAT
BENETTON TREVISO
Pubblicato il 24/10/2008 alle 18:02
Sul discorso tuo iniziale che le case vanno a produrre la e vogliono vendere qua ti posso dare ragione in parte (visto che le multinazionali vogliono vendere su scala mondiale quindi adesso qui perche' ci sono i soldi un domani in cina) ma sul fatto che e' questo che ha prodotto la crisi ti dico e' meglio che ti leggi un po' i giornali perche' la crisi e' generata da speculazione e fantafinanza americana e adesso ci rimettono tutti anche le aziende che non speculavano (economia reale)
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e' fisiologico
degno_superstar
Pubblicato il 24/10/2008 alle 18:23
Il pianeta sta esaurendo le sue risorse ed e' normale contenere i consumi... questa crisi ci insegnera' a ridare il giusto valore alle cose. Ben venga!
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crisi
Red art
Pubblicato il 24/10/2008 alle 18:48
Il discorso di ulgat fila come l'olio, ma ha anche ragione benetton treviso. Il lavoro in italia è stato umiliato da una generazione impreditoriale capace solo ed esclusivamente del puro, e fine a se stesso, guadagno netto. gli impreditori hanno visto per anni i dipendenti come scocciatori a cui dover dare (per legge) qualche spicciolo di liquidazione. si sono recati in massa dove un'operaio, o moriva di fame (letteralmente) o lavorava per lui. paga? 4 calci in culo. Benetton, gli imprendiotri puntano al mercato globale? ma ti sei accorto che razza di crisi è questa? globale. altamente preoccupante. l'ottimismo mi vien da lascialrlo all'euronics. (?) saluti.
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ci vuole ottimismo
francesco
Pubblicato il 24/10/2008 alle 19:06
Scusate se sono una delle poche voci fuori dal coro, la crisi cè, va governata, ma deve permanere l' ottimismo. per adesso la crisi è una crisi finanziaria e non una crisi dell' economia reale.... chiaramente anche l'economia reale sta girano peggio ma non peggio di 1 anno fa. Queste grandi aziende oltre a suburie la crisi reale che cè, risentono molto di più della crisi della finanza. Adesso è l' ora di smetterla di fare i finanzieri d' assalto, giocare neppure in borsa, ma con i futures o con gli indici.... è colpa di chi in questi anni ha fatto soldi troppo facili se la finanza è in grave crisi..... Per la crisi reale è invece dall' infausto 1 gennaio del 2001.... quando si è avuto l' equazione 1000 lire= 1 euro! quella è stata davvero la crisi!
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.................!
siculo
Pubblicato il 24/10/2008 alle 20:00
come disse il giamaicano rasta in predator2: SONO CAZZI AMICO..
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HAI RAGIONE degno_superstar
madapigi
Pubblicato il 24/10/2008 alle 20:03
è quello che penso anche io.. il pianeta sta finendo le risorse e non è più sostenibile vivere in questa ricchezza facendo quello che ci pare e piace, e senza alcun sacrificio per fare qualcosa per il pianeta! spero che l'economia crolli, voglio alzarmi una mattina e vedere al telegiornale le borse al -100%. al diavolo il denaro! deve sparire, è la causa della rovina del pianeta. ritorniamo tutti alle capanne.. così ritroveremo i veri valori della vita.. senza auto, pc, telefoni e cazzi vari, e "forse" poi, potremmo far risorgere una civiltà migliore e con tecnologie alternative.. ps: so che potrebbe essere un'utopia ma mi piace sognare un mondo così ;p
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COME GODO|
GUFO
Pubblicato il 24/10/2008 alle 20:16
ANCHE ,SE AVETE SOLDI NON SPENDETELI IN AUTO DI IMPRENDITORI BANDITI, CHE FALLISACANO TUTTI ILLIMITATTAMENTE. VI VENDONO A 100 CIO' CHE ALORO COSTA 20 VERGOGNA. E POI E' ORA DI INVESTIRE SU AUTO IBRIDE ED ELETTRICHE ED ABBASSARE I NOLEGGI. PERCHE' IMPOVERIRE LE FAMIGLIE CON L'ACQUISTO QUANDO E' SUFFICIENTE NOLEGGIARLE A PREZZO ONESTO.
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X Gufo
l'agricolo
Pubblicato il 24/10/2008 alle 21:28
E' vero, a noi vendono a 100 quello che a loro costa 20 (facciamo 30) ma ricordati che le aziende ci guadagnano 20, e il restante 50 se lo "prende" in tasse (facciamo prima a dire che se lo ruba) lo Stato. Ricordati che ogni cosa che compri, c'è minimo il 20% di IVA. Per quale motivo? Per comprargli la barca e le ville? Cosa ci dà lo stato in cambio? Degli ospedali che quando ci vai muori perchè sono pieni di topi e malattie per la sporcizia; Una scuola che già fa schifo perchè i professori sono pagati una miseria (e tra poco sarà ancora peggio); Dei trasporti che fan schifo; Una giustizia che fa acqua da tutte le parti (superi il limite di velocità ti sequestrano la macchina, super multe ecc.. ma se sei un criminale come fabrizio corona diventi anche famoso). Io sinceramente penso che ci voglia la crisi, la gente finchè non sta male non capisce cosa ha veramente valore... Conosco persone devono pagare il mutuo per la casa, devono pagare la rata della macchina e poi vanno in giro vestiti prada e dolce e gabbana dalla testa ai piedi.. Su dai un po' di coerenza..
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E' fisiologico
Bluoceano
Pubblicato il 24/10/2008 alle 21:41
E' fisiologico che la gente non può starsene a comprare auto nuove ogni sei mesi.Già alla faccia di tutte le crisi di questo mondo ogni famiglia tipo italiana .: marito,moglie e 2 figli, ha 3 auto.E quindi si inventano rottamazioni a iosa per costringere la gente a rinnovare il parco auto ma sempre a spese degli automobilisti perchè l'usato te lo svalutano, con le mini rate la macchina la paghi in 10 anni, tipo mutuo di appartamento, e poi restyling e tecnica sempre più trasferita all'auto ti invecchiano l'auto nuova dopo appena un anno di vita.Vero è che non dobbiamo essere pessimisti e che ci sono speculazioni varie da parte delle banche americane, ma resta il fatto che con l'euro ci hanno inginocchiato: 1 PRODI 2 BERLUSCONI che non ha avviato all'epoca i controlli nei negozi 3 commercianti speculatori per i quali 1000 lire = 1 €, ora dobbiamo rimboccarci le maniche ma non trovo giusto aiuti statali solo per le auto, in quanto l'economia non è basata solo sulle automobili.
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Complimenti per un articolo interessante
Manuel Fangio
Pubblicato il 24/10/2008 alle 22:48
L'articolo è bello e da un quadro chiaro del settore, complimenti ad un sito che riesce a trattare bene anche argomenti economico-finanziari. Peccato pero' che la platea di lettori, a giudicare da alcuni commenti, sia ancora composta, spero in piccola parte, da gente imbevuta di cultura vetero marxista che vede il mondo diviso in dipendenti ed imprenditori impegnati nella lotta di classe! A questi dico svegliatevi che la guerra è finita, imprenditori o dipendenti stiamo tutti nella stessa barca e la competizione e la globalizzazione impongono di lavorare con serietà. E' inutile fare vittimismo oppure prendersela con la società consumistica alla quale siamo ormai tutti abituati. Basta poi comportarsi da consumatori intelligenti e i produttori si adegueranno.
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QUOTO MANUEL
francesco
Pubblicato il 25/10/2008 alle 11:42
Manuel hai perfettamente ragione.... ormani nessuno più dall' operaio al notaio o al grande imprenditore è in grado di rinunciare ai frutti del nostro tempo... vorrei vedere che è in grado tra quelli che sono nel forum di abolire il cellulare ad esempio.... Si deve diventare consumatori oculati e non farsi imbacuccare il cervello dalle case.... Io riporto la mia esperienza personale: non comprerò mai più Bmw, o Audi.... sono aziende poco serie, perchè ogni anno fanno un restayling al prodotto facendo invecchiare di colpo il tuo nuovo veicolo... Noi consumatori dobbiamo premiare le ditte che si comportano con serietà che si rendono conto che un autovettura non è una camicia che puà essere cambita ogni giorno! Io mi sento di premiare aziende come Land Rover jaguar,jeep, aziende che hanno fatto della serietà un proprio cavallo di battaglia almeno per quanto riguarda il design....
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caro Francesco
degno_superstar
Pubblicato il 25/10/2008 alle 14:00
Se ti preoccupi che il veicolo acquistato invecchia di colpo evidentemente e' perche' vedi crollare la quotazione sull'usato. Allora ci stai dentro alla logica di questo mercato che dice appunto: cambia macchina ogni tre anni. Io me ne FOTTO! ho una 156 del 1998 (usata) e anche se e' uscito il restyling e poi la 159 a me frega poco! non cambio la mia auto per mero prurito di culo. Che il mercato si sarebbe saturato lo avrebbero dovuto immaginare. Mi fanno inkazzare questi dirigenti di case automobilistiche che durante il boom fanno i sboroni e ora fanno gli accattoni! Il loro motto: Capitalisti con i poveri ma socialisti fra di loro.
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Mettiamo in chiaro un po' di cose
l'agricolo
Pubblicato il 25/10/2008 alle 14:43
x Manuel Fangio E' vero siamo nella stessa barca e le responsabilità sono di tutti, operai, imprenditori e compagnia bella, senza distinzioni. Perchè quello che è successo è stato causato da 3 cose: Se le banche non si divertivano troppo a giocare in borsa, probabilmente molte cose si sarebbero potute evitare; Se le aziende avessero spinto meno alla corsa ai cosumi per forza, con prodotti che invecchiano ogni anno, con offerte del tipo "compri la macchina con 10 euro al mese (però per 80 anni)"; E infine se i consumatori non ci fossero cascati come dei polli e non avessero fatto 1000 mutui per la casa, la macchina dell ultimo modello, il cellulare super nuovo con mille funzioni inutili, i vestiti firmati ecc... senza poterseli permettere, solamente per "apparire", credo che tutto questo non sarebbe successo. E ora pagheremo tutti. Tranne i politici. Loro possono buttare i soldi come gli pare perchè intanto, anche se le colpe di fondo sono le loro, e quindi dovrebbero essere i primi a pagare e non il contrario, ache se vi sarà una recessione, essi se ne andranno felici e pieni di soldi alle Cayman alla faccia nostra.
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Caro Fangio, sempre e solo dati di fatto.....
ULGAT
Pubblicato il 25/10/2008 alle 15:26
Non so se i discorsi pseudo marxisti erano rivolti a me, ma se lo fossero stati Le posso comunicare di aver sbagliato nettamente indirizzo. Lei scrive: "Basta poi comportarsi da consumatori intelligenti e i produttori si adegueranno." Infatti eccoci al dunque: Dopo che una moltitudine di persone (di cui fortunatemente mi tiro fuori) si sono indebitati per oggetti utili ma non determinanti come l'auto, il telefonino, il televisore, il PC, la stampante, e persino le vacanze, finalmente hanno capito che era ora di finirla. Compro se ho i soldi altrimenti non se ne fa nulla !! L'effetto è che la massa non consuma più l'inutile. Ciò che da un primo impatto sembrerebbe ottimo, in una società come la nostra risulta devastante. E non sto parlando di speculazioni bancarie e finanziarie. Sto parlando di consumi. Saremo anche sulla stessa barca, ma il capitano non può pensare di non dar da mangiare agli schiavi e pretendere che essi remino con vigore. Qualcuno ci provò, finì male per tutti ! Chi ha orecchie per intendere intenda.
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Quoto L'agricolo alla grande!!!
Trust (Uk)
Pubblicato il 25/10/2008 alle 16:52
E infine se i consumatori non ci fossero cascati come dei polli e non avessero fatto 1000 mutui per la casa, la macchina dell ultimo modello, il cellulare super nuovo con mille funzioni inutili, i vestiti firmati ecc... senza poterseli permettere, solamente per "apparire", credo che tutto questo non sarebbe successo. E ora pagheremo tutti. Tranne i politici. Loro possono buttare i soldi come gli pare perchè intanto, anche se le colpe di fondo sono le loro, e quindi dovrebbero essere i primi a pagare e non il contrario, ache se vi sarà una recessione, essi se ne andranno felici e pieni di soldi alle Cayman alla faccia nostra. Questo si che e "parlare"!!!
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Pubblicato il 25/10/2008 alle 19:42
Si...l' operaio che fa le rate per la punto e che vede il suo stipendio valere sempre meno è nella stessa barca di chi con speculazioni ed artifizi finanziari ha guadagnato quantità enormi di soldi ben al sicuro in conti svizzeri senza risentire minimamente della crisi che ha creato...mi riesce difficile immaginare questa barca, sicuramente sarà bella grossa...
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x degno-superstar
francesco
Pubblicato il 25/10/2008 alle 22:06
caro degno, hai ragione quando dici che ci sto dentro al mercato, come ci stiamo dentro tutti, nell' auto la cose è più evidente a causa delle cifre alte che vengono tirate in ballo.... ma come ci sto dentro io ci starai dentro sicuramente anche tu, se non starai dentro il mercato dell' auto starai dentro il mercato dell' informatica o della telefonia che è pressochè identico... Sinceramente non credo che nel 2008 ci sia qualcuno che si possa ritenere al di fuori di questo mercato bello o brutto che sia... mi viene difficile immaginarmi qualsiasi soggetto in giro con una ritmo, che magari parla con il telefono a gettoni e che porta ancora il pastrano del diploma...l' essere fuori dal sistema credo sia una pura illusione, puoi essere più o meno dentro ma sempre dentro ci sei.... Venendo al personale io mi sento dentro al sistema perchè per motivi di studio sono costretto ad utilizzare ogni giorno l' auto percorrendo circa 40000 km annui.... con una percorrenza del genere è diffile non cambiare auto dopo 4 anni o al max cinque, anche perchè la meccanica è meccanica e non è miracolosa...quindi il poco che risparmierei cercando di non essere uomo del mercato rischierei di pagarlo con gli interessi. Purtroppo mi è toccato essere parte attiva nel mercato dell' auto, cerco di essere parte abbondantemente più passiva in altri mercati... ma esserne totalmente estranei è impossibile! Se qualcuno riesce ad essere estraneo a tutto mi spieghi come fa... cercherò di seguirlo sotto questa sua campana di vetro....
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ULGAT for president!!!
Overmarine
Pubblicato il 25/10/2008 alle 22:21
Quoto e straquoto!
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francesco
degno_superstar
Pubblicato il 26/10/2008 alle 11:53
Se l'auto la usi per lavoro che ti frega quanto vale sull'usato usala e' quando e' (veramente) andata buttala. Restyling e non un rottame resta tale quanto pensi di ricavare dalla sua vendita... Vorrei consigliarti di trovare soluzioni alternative all'uso dell'auto ma preferisco farmi i c***i miei. Hai ragione pero' quando dici che magari sto dietro a qualche altro tipo di mercato (telefoni, PC, ecc. ecc.) ma un giorno mi alzai e mi resi conto che ero circondato di stronzate e da allora ho deciso di non comprare piu' niente di inutile. Lo stanno facendo in molti e alcuni purtroppo per necessita'. Peccato che per il mercato questo e' puro terrorismo. Cazzi loro.
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degno
francesco
Pubblicato il 26/10/2008 alle 12:18
degno scusami ma il discorso è opinabile e ti spiego perchè: allora per i PC sono tutte cazzate, e concordo, ma se ogni anno vengono rinnovati i software alle lunghe sei costreto anche a rinnovare l 'hardware, pena il non riuscire a lavorare... io utilizzo autocad e altri programmi se non è molto perfomante il pc sono cazzi amari.... non posso perdere 3 secondi per tagliare una linea... se perdo 3 seondi a linea a fine lavoro ho perso qualche settimana.... e addio esame! Per la macchina ho venduto proprio l' altra settimana la mia vecchia auto, 4 anni 150'000 km, pagata 31000€, permutata a 20000 € tra sconto e valutazione.... differenza che ho sborsato 12000 €. Tra due anni la mia vecchia macchina avrebbe fatto 230'000 km con un valore residuo che tenderebbe allo 0, e sperando di non aver avuto necessità di interventi costosi... il valore residuo della mia macchina sarebbe al max 10000 €( sperando appunto di essere fortunati sulla manutenzione). tra 2 anni avrei dovuto esborsare 22000 € nella migliore delle ipotesi.... e il mio guadagno dove sarebbe stato? ti rispondo anche a proposito dei mezzi pubblici: con i soldi che si paga di tasse dovrebbero essere perfetti, invece sono peggio dei cessi delle metropolitane, dal paese dove abito io passa un treno ogni morte di papa... cosa faccio perdo giornate intere in stazione aspettando il buon momento? oppure vado nel paese con la stazione più importante e prendo il treno? quando sono al paese importante ho già fatto il 60% della strada... quindi pagherei, oltre alla macchina, anche il treno, il parcheggio.... ecc ecc.... senza però avere i vantaggi della macchina... quindi un pò becco e bastonato....
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va bene...
degno_superstar
Pubblicato il 26/10/2008 alle 14:10
Guarda... lungi dal criticarti ognuno fa come gli pare, mi sembra di capire che non hai problemi di soldi, quando ero studente non li sapevo nemmeno contare 31000 € :-) In ogni caso hai detto bene "se" ogni hanno vanno rinnovati i software. Tu sei studente e probabilmente non le paghi tu le licenze software. Ma un professionista invece paga tutto lui e, beato chi puo' permettersi una licenza Autodesk con relativo PC all'anno. Ti rispondo in merito ai mezzi pubblici. Non mi interessa viaggiare in business class in metro, il vero problema sono al piu' i scioperi che ti lasciano letteralmente a casa. Io, che ho lavorato a Roma e a Milano ho risolto con uno scooter 150 cc e mentre superavo le carriole incolonnate sulla palmanova notavo che molte erano con un sola persona dentro. vabbe' rischio di diventare retorico... ciao
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E' tutto organizzato
cicciofiat500
Pubblicato il 26/10/2008 alle 15:40
Ragazzi,voi dovete cercare di capire che è tutto quanto organizzato!!!!Sono LE BANCHE a governare il mondo-"signoraggio bancario"-e la politica non è altro che la sua cameriera.Vogliono disintegrare questo sistema monetario per crearne un altro,diverso,come accadde in germania nel '48,Bonn abolì il marco tedesco e migliaia di persone furono rovinate in un attimo!!!!!La gente si suicidò per la disperazione,tanto era dipendente dai soldi.Ora,quello che voglio dirvi è questo:io amo le automobili,ma il mondo dell'auto è disonesto,ed io voglio che questa crisi organizzata-non finirò mai di dirlo-getti merda non solo sulle case,ma anche sull'OPEC,su tutte le industrie petrolifere,ed affini.Crollerà tutto,e solo allora noi POTREMMO RIDERE. Un piccolo consiglio a chi vuole aquistare una nuva auto:non fatelo,se proprio non potete tenervela compratela usata.Non è il momento di arricchire aziende automobilistiche.Proprio no.
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degno
francesco
Pubblicato il 26/10/2008 alle 16:37
sicuramente non posso ritermi una persona che sta male economicamente, da qui a dire che ce ne sono da buttare via ce ne corre... vorrei anche dire che 31000 € sono tanti, ma la vita è a 360°, se fai altre rinuncie, anche da studente puoi sicuramente fare un passettino un pò più lungo sull' auto... Anche il PC nuovo ogni anno è un pò tanto, ma essendo tu giovane saprai bene, che la vita lavorativa di un PC per averlo efficente è 4 anni dopo di che avnti il prox... tenendo un pc 4 anni non mi sento un consumista, lo cambio per poter lavorare un pò meglio... infine hai mai provato all' università a non istallare il software nuovo? personalmente usavo autocad 2006, con l' uscita del '07, programma pessimo, sono stato costretto ad adottarlo... e sai perchè?perchè le persone salvavo i file in autocad2007 non apribili con il 2006.... dopo qualche mese di moccoli a ripetizione mi sono visto costretto ad adottare il nuovo programma che sul mio già datato portatile ( e anche mal messo) non ce la faceva a girare ottimamente...quindi cambio!!! Cmq ora stiamo divagando, non è il luogo per discutere del consumismo.... e del mercato.... Ti a mio avviso oggi un pò per cause interne un ò per cause esterne è molto difficile essere estranei al contesto, si può essere più o meno partecipi... ma sempre partecipi si è.... Ciao degno a prresto...
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Solo domani ........
Catorobe
Pubblicato il 26/10/2008 alle 18:58
Solo domani potremmo sapere come finiranno le cose. Crisi economica, crisi industriale, calo dei consumi e via dicendo, forse chi doveva gestire il mercato non ha capito che il motore trainante era la massa e non i benestanti, che si hanno soldi da spendere, ma non sono loro il traino del mercato. Pretendere che il "ceto medio" tirasse il carretto spendendo ben oltre le proprie possibilità, non regge più e la cosidetta crisi espanderà i propri effetti su tutti gli aspetti del mondo, sia economico che lavorativo. Per far funzionare il proprio paese bisognerà produrre e consumare in esso le risorse, è necessario. Può sembrare un paradosso, ma ha ragione chi dice che alcuni gruppi industriali sono andati all'estero solo per una questione di manodopera a costi minori, riportando il prodotto finito nel proprio paese vendendolo a prezzi di sicuro guadagno. Nel frattempo parecchi di noi hanno perso il lavoro, non avendo più la possibilità di rientrare in esso se non con contratti "da schiavitù" ( vedi precariato ). Poi siccome in un post precedente ci si riferiva, ai vari metodi di pagamento che questo pseudo mercato propone, vorrei far presente la mia situazione, di una famiglia di 4 persone e di cui due lavorano (speriamo in maniera sicura), con solo la rata del mutuo casa da pagare a fine mese, ma fatte salve le spese di utenze dei vari servizi, rimane ben poco per spendere anche in semplici divertimenti, come un cinema per dire. L'auto è l'ultimo problema che ci poniamo, finche andranno, non le cambieremo e poi non è detto che ce ne potremmo permettere una nuova. Bisogna sperare solo che chi in futuro gestirà il mondo economico, sia gente che comprende che non basta solo una Laurea in Economia per conoscere il mondo. Il mondo reale è ben diverso da come lo pensano, ci rialzeremo ne sono sicuro, ma spero che si capisca la lezione e che da oggi in poi si affidino le responasabilità a persone capaci di creare guadagno e utili per tutti. Scusate se sono stato a volte un pò retorico. Ma credo che per il futuro di tutti sia interesse comune avere gente capace, non solo acculturata, nei posti chiave e anche di chiachierare un pò di meno, in fin dei conti le parole sono alcune volte solo aria sprecata.
28
eh dite bene voi
PAOLO
Pubblicato il 27/10/2008 alle 14:30
adesso "bisogna" aiutare le banche?perche' sono in crisi? poverine...come mi fanno pena.. ma a me chi mi ha aiutato quando per un "fido" mi strozzano, si vendano i loro palazzi pieni di marmi e la scrivania del direttore con la poltrona rivestita in pelle umana(c'e'ne' un pezzetto anche della mia)bisogna aiutare i fabbricanti di macchine..ah si?bene cosi si ferma l' indotto che c'e' intorno(portate pazienza io ci lavoro con l' indotto e...la lingua batte dove il dente duole)il carrozziere, il meccanico , l' elettrauto il gommista....a casa perche' la macchina e' nuova e non ha bisogno di niente poi al primo guasto paff...si butta e via con una nuova....anch'io come qualcuno sopra ho un 155 del 1995 e non ci penso neanche a sostituirlo in barba ai loro "compra compra" alche il furgone ha 370mila km.....ma ne DEVE fare altrettanti ciao a tutti
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x Catorobe
l'agricolo
Pubblicato il 27/10/2008 alle 16:21
Ottima analisi, niente da aggiungere. Ovviamente quando mi riferivo ai consumatori polli, non volevo intendere tutti i consumatori in generale. Quello che intendevo dire è che c'è gente che fa tanti mutui e prestiti per comprarsi cose inutili (vestiti firmati costosissimi, cellulare appena uscito, tv grosse come cinema ecc...), solo per una questione di apparenza, e poi magari si lamenta di non arrivare a fine mese. Purtroppo poi c'è anche gente che nonostante tutti li sforzi possibili si trova incolpevolmente nella stessa situazione, magari perchèviene licenziato o comunque per cause simili..
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Riepilogo di Manuel Fangio
Manuel Fangio
Pubblicato il 27/10/2008 alle 21:31
Senza pretendere di voler concludere l’ argomento, mi pare che dai numerosi commenti successivi al mio intervento molti lettori ritengono che le: A) cause della crisi sono imputabili alle banche che speculano insieme ai politici che speculano pure loro o comunque non intervengono e agli imprenditori che affamano il popolo non dando salari e stipendi sufficienti per consumare ; B) soluzioni per difendersi dalla crisi sono quelle di adottare modelli di consumo “sostenibili” senza farsi rimbambire dalla pubblicità e consumando solo cose utili. Mentre il concetto sub B) puo’ essere considerato valido a livello individuale (ma certo non sufficiente per uscire dalla crisi), mi pare che le tesi professate da alcuni sulle cause della crisi (sub A) si qualifichino da sole come stupidaggini sostenute da chi crede ancora alla befana!
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X Manuel Fangio
l'agricolo
Pubblicato il 28/10/2008 alle 15:14
Bè allora, visto che tu non credi alla Befana, esponici tu quali sono le vere cause di questa crisi. Perchè la causa a tutto questo c'è, non succede per caso. E visto che dici che tutte le tesi proposte fin ora sono state solo stupidaggini, sono proprio curioso di sentire la tua tesi.
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Accontentiamo l' Agricolo....
Manuel Fangio
Pubblicato il 28/10/2008 alle 22:39
La crisi finanziaria nasce negli Stati Uniti a causa della forte crescita di strumenti finanziari strutturati alla base dei quali non vi era una sufficiente quantità di capitale come riserva di sicurezza. Per fare un paragone possiamo dire che la situazione, a causa di scarsezza di cointrolli delle autorità monetarie, era paragonabile a quella di una banca che raccoglieva un miliardo di depositi e ne prestava altrettanti a creditori poco solvibili senza mantenere una riserva obbligatoria . Questo credito "facile" è saltato improvvisamente con lo sgonfiamento delle quotazioni immobiliari (delle garanzie cioè prestate a fronte dei crediti) innestando una catena di insolvenze nel sistema finanziario che si sono rapidamente ripercosse in Europa e nel mondo (il cosiddetto "contagio") poichè viviamo in una economia globalizzata: se fallisce una banca in America, affonda anche una banca in Europa che gli aveva fatto credito. Di qui il diffondersi del panico, il denaro non gira piu' e si blocca l'economia reale. Conclusione, è vero che ci sono responsabilità a vari livelli ma in questa situazione non serve la caccia "all'untore" perchè in tutto il mondo si è beneficiato da questa situazione di credito facile, dalle aziende che hanno finanziato investimenti, ai privati che magari si compravano la casa e la macchina, cosa che prima non potevano fare. L'economia mondiale ha potuto crescere in queste condizioni a tassi elevatissimi rispetto al passato, sollevando dalla fame centinaia di milioni di persone. Se queste brevissime considerazioni sono vere, è chiaro che tanti interventi in questo forum sono totalmente fuori bersaglio se non ridicoli.
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l'agricolo
Pubblicato il 29/10/2008 alle 19:07
Ok, era questo che volevo sentire. Spesso la gente critica le opinioni degli altri senza un valido motivo. Per fortuna non è il tuo caso. Sono d'accordo con quello che hai detto, ma è anche bene ricordare che in tempi di crisi purtroppo sono sempre prima i più deboli a rimetterci (vedi cassa integrazione, licenziamenti ecc...) senza inutili storie di lotte di classe e simili... purtroppo sono i fatti...
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crisi o non crisi
aldo
Pubblicato il 07/11/2008 alle 01:45
crisi o non crisi io vi dico che se pagassi meno tasse ( irap, irpef, imposte regionali e comunali e altre cazzate) forse avrei più soldi in tasca e spenderei di più, invece mi ritrovo a stillare questi euro che mi restano per arrivare a fine mese e mantenere una famiglia. anche questo non è un motivo valido per far crescere una crisi.?
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BASTA
Pubblicato il 24/10/2008 alle 17:30
BASTA PESSISMISMO, ALLARMISMO PIU' DEL DOVUTO LA CRISI C'E' MA NON VEDIAMOLA PIU' NERA PERCHE' IN ECONOMIA IL PESSIMISMO FA PIU' DANNI DELL'ECONOMIA VORREI SAPERE I GIORNALI COSA CI GUADAGNANO DA TUTTO STO ALLARMISMO!! CON IL PESSISMISMO NON SI VA DA NESSUNA PARTE E DEPRIMETE LA GENTE!!