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pubblicato il 21 ottobre 2008

Sarkozy: l'Europa deve rispondere al piano USA

Il presidente di turno Ue lancia la sua ricetta anti-crisi per il settore dell'auto

Sarkozy: l'Europa deve rispondere al piano USA

L'Unione Europea deve preparare un piano unitario a sostegno dell'industria dell'auto. La pensa così Nicolas Sarkozy che, parlando in qualità di presidente di turno dell'Ue di fronte all'Assemblea plenaria del Parlamento Europeo, ha sottolineato l'urgenza di una strategia comunitaria che risponda a quanto stabilito dall'amministrazione Bush: "25 miliardi di dollari con tassi a prezzi imbattibili per salvare dal fallimento i tre costruttori americani di automobili", ha detto. Di fronte a questa decisione, la Comunità europea, che ha rifiutato la richiesta dell'Acea di versare 40 miliardi di euro per lo sviluppo di auto ecologiche, deve intervenire. "La nostra presidenza si batterà per questo", ha aggiunto.

Il piano di salvataggio dei tre grandi gruppi automobilistici americani predisposto da Washington potrebbe mettere in seria difficoltà le industrie europee che, molto presto, dovranno fare i conti anche con le nuove norme comunitarie sulle emissioni di CO2, al vaglio proprio in questi giorni. "Noi domandiamo ai costruttori europei di costruire ora veicoli puliti, ma non possiamo consentire - ha spiegato Sarkozy - che l'industria automobilistica si trovi in situazione di distorsione grave di concorrenza con i suoi concorrenti americani".

Questo, "impone la questione di politiche settoriali europee per difendere le industrie europee". Secondo Sarkozy, che ha recentemente destinato 400 milioni di euro ai costruttori francesi per lo sviluppo dell'auto a basse emissioni, ogni paese europeo dovrebbe valutare l'opportunità di creare un fondo sovrano per dare una risposta industriale alla crisi. "Ciò non vuol dire rimettere in discussione il mercato unico, non vuol dire rimettere in discussione il principio della concorrenza, non vuol dire dire mettere in discussione le regole degli aiuti di stato, vuol dire che l'Europa deve dare una risposta unica e che non sia ingenua di fronte alla concorrenza delle grandi economie mondiali". Perchè in effetti, "il nostro dovere è che l'Europa possa continuare a costruire navi, aerei, auto, treni, perchè l'Europa ha bisogna di industria potente".

Per trasformare queste parole in realtà, secondo il presidente di turno dell'UE, quello che serve adesso è "un governo europeo dell'Economia". "Non è possibile che la zona euro vada avanti senza un governo dell'economia chiaramente identificabile. La Bce deve essere indipendente, ma per poter dispiegare pienamente la sua azione deve essere affiancata da un governo dell'economia dell'Eurogruppo".

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