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pubblicato il 16 ottobre 2008

Berlusconi come Sarkozy: sì agli aiuti all'industria dell'auto

Il Governo è favorevole a condizioni ancora da definire

Berlusconi come Sarkozy: sì agli aiuti all'industria dell'auto

Non sa "ancora come", ma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è sicuro che il governo italiano, "così come gli altri paesi europei, potrà aiutare l'industria automobilistica, qualora se ne dovesse ravvisare la necessità". L'importante dichiarazione, che fa ben sperare le case automobilistiche che operano in Italia (il Gruppo Fiat in testa), scosse dalla crisi finanziaria, è arrivata a poche ore di distanza dal termine del Consiglio europeo a Bruxelles.

Il premier ha ricordato come questa sia la stessa linea sostenuta dal presidente di turno dell'Unione Nicolas Sarkozy che, dopo il no dell'Unione Europea, ha recentemente promesso all'industria dell'auto francese un contributo statale di 400 milioni di euro, da investire nei prossimi quattro anni, per lo sviluppo di auto a basso impatto ambientale. Anche la decisione di Bush di destinare 25 miliardi di dollari al mercato dell'auto statunitense è positiva per Berlusconi. ''Quando gli Usa fanno interventi massicci sull'industria autobomibilista, non c'è da scandalizzarsi. Non c'è alcuna ragione per disprezzare gli aiuti di stato al settore, anche le nostre imprese verranno aiutate ove necessario", ha detto.

Parole apprezzate dall'UNRAE, l'Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri. Come ci ha confermato il Segretario Generale, Gianni Filipponi, "qualunque decisione atta ad accelerare il ricambio del parco circolante più vecchio in Italia (parliamo di 10 milioni di auto immatricolate più di 10 anni fa e ancora in circolazione sulle nostre strade) è la più logica ed auspicabile, anche per ridurre le emissioni inquinanti".

Anche secondo il presidente dell'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) Eugenio Razelli, "con l'impatto della crisi finanziaria sull'economia reale, l'industria necessita di un sostegno economico che vada in una duplice direzione: da un lato garantire la transizione del mercato verso veicoli a basse emissioni di CO2, anche tramite il sostegno alla ricerca nell'ambito delle nuove tecnologie attualmente in fase di sviluppo; dall'altro assicurare un intervento strutturale destinato ad accelerare il rinnovo del parco circolante con la sostituzione delle vetture più vecchie, e questo anche per favorire una mobilità sostenibile".

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Tag: Attualità , mobilità sostenibile


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