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pubblicato il 11 ottobre 2008

Nanotubi di carbonio per immagazzinare idrogeno

Un nuovo passo verso l'auto fuel cell

Nanotubi di carbonio per immagazzinare idrogeno

In uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Nano Letters, tre ricercatori greci hanno presentato un nuovo materiale che sfruttando le nanotecnologie del carbonio sarebbe in grado di immagazzinare in sicurezza l'idrogeno. Se confermata da successive sperimentazioni, la produzione di questo materiale potrebbe rendere molto più vicina e concreta la possibilità di realizzare vetture alimentate a idrogeno, potendo disporre di robusti serbatoi in grado di contenere l'infiammabile e prezioso gas.

I tre scienziati ellenici (Georgios K. Dimitrakakis, Emmanuel Tylianakis e George E. Froudakis) sono partiti da precedenti ricerche mirate all'utilizzo dei nanotubi di carbonio (CNT) per lo stoccaggio dell'idrogeno. I nanotubi sono delle microscopiche strutture cilindriche filiformi dal diametro 50.000 più sottile di un capello, composte da pochi atomi di carbonio disposti a reticolo.
In pratica la nuova ricerca ha sfruttato la potenza di calcolo dei modelli computerizzati per realizzare una innovativa struttura di contenimento del gas idrogeno costituita da fogli di grafene (una rete bidimensionale di carbonio spessa un solo atomo) stabilizzati da colonne verticali dei già citati nanotubi di carbonio e da ioni di litio.

Quello che i ricercatori greci hanno soprannominato "pillared graphene" (letteralmente, grafene colonnato) è un materiale che potrebbe teoricamente contenere 41 grammi di idrogeno per litro di volume, un valore molto vicino ai 45g/l richiesti dal ministero dei trasporti USA (DOE) per i serbatoi per autotrazione. A questo punto non resta che attendere la fase sperimentale vera e propria, l'unica in grado di confermare o smentire le teorie di uno studio così interessante e promettente per il futuro della mobilità e dei trasporti.

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Tag: Curiosità , idrogeno


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