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pubblicato il 10 ottobre 2008

"Cancelliamo il Codice della Strada"

Per l'Asaps è meglio la legge della giungla che quella dei Tribunali

"Cancelliamo il Codice della Strada"

Alle sentenze dei Tribunali che mettono in discussione l'attendibilità di etilometro e misuratore di velocità (strumenti utilizzati dalle Forze dell'Ordine per vigilare sulla sicurezza stradale), l'Asaps risponde con una provocazione: "meglio cancellare ogni norma e lasciare che sulla strada ciascuno se la cavi da solo".
A scatenare la reazione sono state due recenti sentenze, decretate una a Firenze e una Cremona: due giudici hanno infatti lasciato "impuniti" degli automobilisti sotto accusa perché le prove a loro carico sono state giudicate "inattendibili". Questo è stato lo spunto "sconcertante" per una riflessione molto più ampia, che riguarda non solo il sistema giudiziario nazionale, ma l'intero meccanismo di controllo che vige sulle nostre strade.

A Firenze un GIP ha respinto decine di decreti penali di condanna perché "l'etilometro in uso alle forze di polizia non è sufficiente a determinare lo stato di ebbrezza del conducente". Un fatto che l'Asaps ha ritenuto molto grave, addirittura "contrario alla sicurezza stradale". "Cosa si pretende, che gli agenti debbano accompagnare ogni sospetto in ospedale? Fare la coda con gli utenti del pronto soccorso? Farsi attribuire un codice di gravità al triage?", ha detto il presidente dell'Asaps Giordano Biserni. L'aver messo in discussione la validità di uno strumento "ufficiale" in dotazione alle forze dell'ordine avrebbe fatto crollare una certezza su cui si basa gran parte del sistema a tutela del cittadino/automobilista. Per l'Asaps un vero e proprio "schiaffo alla memoria di chi, sulla strada, ha perso la vita".

Anche per quanto riguarda la sentenza a Cremona, "si rasenta il grottesco". Qui un altro giudice di pace ha dato ragione ad un automobilista fermato a 230 km/h perché il verbale redatto da due poliziotti che lo inseguivano, misurandone la velocità, non è stato giudicato attendibile. "Accogliendo la tesi che il gesto manuale di inizio e fine della misurazione può comportare errori, un atto perfezionato da agenti che hanno seguito e fermato una persona a 100 km/h sopra il limite massimo non basta più?", chiede la nota.

E' evidente che casi come questi, verificatisi in aule di tribunale, ovvero in quei luoghi "deve trionfare il Diritto", preoccupino associazioni come l'Asaps, che si dedicano alla difesa della sicurezza stradale. "Siamo all'assurdo - ha detto Biserni - meglio a questo punto togliere ogni regola e lasciare che a decidere chi debba sopravvivere e chi debba soccombere sia la legge della jungla. A quella non c'è giudice che tenga".

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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