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Attualità

pubblicato il 8 ottobre 2008

Crisi & Auto

Il comportamento dei consumatori

Crisi & Auto

Zygmunt Bauman ha oggi scritto, ne "il mondo drogato della vita a credito" che "la filosofia imprenditoriale vigente ribadisce che il commercio ha l'obbiettivo di impedire che si soddisfino i bisogni, deve creare altri bisogni che esigano di essere soddisfatti e identifica il compito dell'offerta col creare domanda". Questa analisi, spietatamente reale, spiega in poche, semplicissime parole la causa del crollo di un castello, quello della finanza di carta, quella finanza speculativa al servizio non del sistema produttivo, ma di se stessa.

Il sistema di vendita delle auto, dagli esemplari a km zero alle maxi-rateazioni senza anticipo caratterizzate dal "prendi subito paghi la prima rata tra sei mesi", ha seguito questi principi. D'altronde andar controcorrente avrebbe significato per la singola Casa automobilistica (per il bastian contrario) cedere posizioni di mercato ed ha contribuito, nel suo "piccolo", alla maturazione degli avvenimenti di questi ultimi giorni.

Si sa che in tempi di crisi la forbice tra abbienti e non abbienti tende ad allargarsi a favore dei primi ed il mercato dell'auto conferma il fenomeno: si sta registrando in questo ultimo periodo una forte domanda di supercar o comunque di vetture dal costo di acquisto importante alla quale si contrappone un generalizzato calo di vendite dei segmenti medio e medio-superiore.

Crisi vera, maggior consapevolezza e "panic suasion" formano un cocktail che induce, quanto meno, ad una maggiore consapevolezza nell'utilizzo dei propri mezzi ed ecco quindi che si registra, ad esempio, una veloce ascesa del valore dell'oro, classico bene rifugio, ed una stagnazione - in molti casi una contrazione - dei consumi non primari, accompagnata da una modifica degli orientamenti dei consumatori che stanno lasciando, almeno per il momento, il superfluo a favore del concreto; i super mercati discount e hard discount, terreno di caccia dei più attenti e dei meno abbienti, vengono sempre più gettonati anche dalla middle-class che, nell'ambito dei prodotti di gruppo, inizia a puntare sui marchi più economici.

Mutatis mutandis, il fenomeno sta avvenendo anche nel mondo dell'auto: l'intuizione di Tata di produrre un'auto a basso costo un'auto a basso costo, da commercializzare in prevalenza nei Paesi in via di sviluppo, potrebbe trovare un riscontro non trascurabile anche nei cosiddetti paesi ricchi; un esempio, su scala diversa ma comunque indicativa, è il successo di vendita registrato dalla Dacia Sandero, commercializzata in Italia solo nell'ultima decade di settembre con prezzi compresi tra 8 e 10.000 euro

Al di là della Sandero l'intera produzione Dacia ha fatto registrare un balzo in avanti rispetto all'andamento delle vendite del controllante Gruppo Renault; analogo trend nel Gruppo Fiat che, ancor più negli ultimi mesi, vede in testa la parte bassa del listino (Punto, 500 e Panda) e questo vale anche per le principali altre Case automobilistiche. Si ricorda che l'andamento di questo comparto si inquadra in un generale contesto riflessivo del mercato che nei primi 9 mesi ha fatto registrare in Italia una contrazione delle immatricolazioni superiore all'11%, ed un rallentamento sia del mercato dell'usato e sia delle radiazioni (euro 0 e 1): in altre parole, permute ed acquisti si rimandano a tempi migliori.

Questo quadro, non confortante, spinge anche a cambiamenti nell'approccio all'utilizzo dell'auto dei privati come delle imprese. Ne fanno fede da un lato l'orientamento degli uni verso vetture piu' economiche ed "environment friendly"; dall'altro l'aumento delle immatricolazioni da parte di flotte aziendali e delle grandi società di noleggio a seguito dell'aumento della domanda, in particolare, di pacchetti di servizi integrati. Si può dire quindi che inizia ad affermarsi, sia pur marginalmente, l'idea di considerare "il bene auto" su basi meno emotive e più utilitaristiche rispetto al passato, come del resto confermato dalle tendenze emerse al Salone di Parigi.

La crisi finanziaria attuale e le attese ripercussioni sull'economia reale, pur influendo pesantemente sui volumi, non cambieranno sostanzialmente la struttura della domanda, ma unita alle sempre più stringenti norme anti-inquinamento e ad una maggiore coscienza del consumatore, probabilmente contribuirà a modificarne i comportamenti in senso più responsabile e consapevole.

Nel frattempo chi ha una minima disponibilità ed intende cambiar macchina si guardi attorno con calma: le super-offerte iniziano a proliferare.

Autore: Giovanni Notaro

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