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pubblicato il 2 ottobre 2008

Lamborghini Estoque Concept

La sorpresa, la rivoluzione, la risposta del Toro alla domanda che nessuno si era fatto

Lamborghini Estoque Concept
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Estoque. Come l'arma con cui il toreador trafigge il suo nemico. E' il nome della nuova concept Lamborghini, l'auto che nessuno s'aspettava, l'arma per aggredire il mercato delle granturismo che, per quanto limitato, sembra non conoscere freni.

MISTERO E CURIOSITA' PRIMA DEL SALONE
Nella marea di rumors sulle supercar a quattro porte, il nome Lamborghini non è quasi mai comparso. Anzi, come Ferrari, era uno dei grandi assenti in un contesto dove Porsche e Aston Martin si sono buttati a capofitto già da tempo. Si sapeva che la Casa di Sant'Agata avrebbe presentato a Parigi un nuovo modello. E per creare il giusto clima, Lamborghini ha sapientemente diffuso poche immagini di questa fantomatica auto, senza nulla far trapelare sulla sua architettura. Ma ora l'auto è svelata in tutta la sua bellezza.

EMILIANA DA GENERAZIONI
Concepire una Lamborghini a quattro porte non dev'essere stato semplice. Non esistono precedenti a cui riferirsi e non esistono stilemi a cui affiancarsi per creare un adeguato family feeling (a parte il prototipo Portofino del '87, l'unico modello a quattro porte effettivamente realizzato è stato quel mostro da fuoristrada della LM002). Eppure, nonostante tutto, la Estoque è immediatamente riconoscibile come una purosangue bolognese. Le linee tese e spigolose sono un forte richiamo alla Reventòn - suggerito anche dalla tinta antracite - mentre le proporzioni ricordano che non si tratta di una berlina qualsiasi.
Il frontale, affilato e marcatamente a cuneo, è caratterizzato dal vuoto creato dalle enormi prese d'aria, sovrastate dai due piccoli proiettori bi-Xenon. Il cofano, piatto, ospita due estrattori per il calore prodotto dalla vigorosa meccanica e si raccorda magistralmente con il montante del parabrezza. Al muso fa da contraltare lo specchio di coda. Massiccio e compatto, il "lato B" della Estoque è caratterizzato da volumi pieni ed imponenti inframezzati da una scalfitura trasversale che ospita sottili gruppi ottici a LED. Ma è nel profilo che la Estoque dà il meglio di sè. Muscolosa e dinamica al tempo stesso, la quattro porte bolognese è un riuscito esempio di fusione tra una granturismo e una berlina di lusso. Spiccano le proporzioni, con il lungo cofano anteriore e l'abitacolo "caricato" sulla coda. Dal muso, affilato, parte poi una nervatura, una linea retta che giunge fino a fondersi con i passaruota posteriori, anabolizzanti come quelli di una muscle car anni '70.
Ed è proprio alle auto degli anni '70 che la Estoque - ufficialmente - si ispira. Il rapporto tra i volumi e la forma del padiglione sono un'attenta rivisitazione degli stilemi dell'automobilismo italiano d'alta gamma di un trentennio fa. E il risultato, possiamo dirlo con assoluta certezza, appare centrato: la Estoque riesce ad essere elegante e personale, scostandosi da canoni ormai abusati tra le berline di rango. Una scultura che poggia su enormi cerchi da 22 pollici all'anteriore e 23 al posteriore. Una vettura che trae origine da quella corrente tutta emiliana da cui nascono alcune tra le miglior sportive in senso assoluto.

TRA CONCEPT E REALTA'
Nonostante l'altezza di solo 1.35 m, la Estoque riesce ad essere adeguatamente spaziosa ed accogliente. Grazie al passo di ben 3.01 metri e ai quattro sedili singoli, gli occupanti sono immersi in un ambiente caldo e tecnologico, grazie all'utilizzo esteso di pelle Nappa e a soluzioni d'avanguardia come l'impianto di intrattenimento di bordo, dedicato ai passeggeri dei sedili posteriori, denominato Rear Seat Entertainment. Il conducente, poi, ha di fronte un quadro strumenti particolarmente raffinato, con la possibilità di visualizzare informazioni con grafica analogica (i classici quadranti) o in una più elaborata rappresentazione digitale. Adeguato al carattere del modello anche il bagagliaio che in Lamborghini dicono adatto ad ospitare le sacche da golf di quattro persone...

IL V10 DI FAMIGLIA
Poco è trapelato, invece, sulla meccanica. La Estoque rimane un concept, e la Casa ci tiene a precisarlo, ma la logica ci suggerisce che non sarà un semplice esercizio. A confermarlo c'è l'intenzione ufficiale di Lamborghini di creare una terza linea di prodotto e l'utilizzo per questo prototipo di soluzioni già ampiamente definite, come il V10 della LP560-4 e un derivata versione V8 turbocompressa ad alta efficienza. A Sant'Agata non si esclude una versione ibrida e per la prima volta nella storia, una con alimentazione a gasolio. Sono concetti già sperimentati nell'ambito del gruppo VAG - Porsche (di cui Lamborghini fa parte) per lo sviluppo della Porsche Panamera.

E proprio le analogie con la Panamera sono un'ulteriore conferma che la Estoque sia più vicina alla produzione di quanto in Lamborghini vogliono far credere. Tra un paio d'anni potrebbe già essere in strada.

Autore: Salvatore Loiacono

Tag: Novità , Lamborghini


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