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Curiosità

pubblicato il 26 settembre 2008

Ferrari V4 Superbike

Un'ipotetica moto Ferrari progettata dal designer israeliano Amir Glinik

Ferrari V4 Superbike
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Il quesito iniziale era tanto semplice quanto suggestivo: "perché non esiste una moto Ferrari?". Partendo da questa idea, il designer industriale israeliano Amir Glinik ha realizzato un modello virtuale talmente interessante da acquisire velocemente una grande popolarità nel web. Il suo nome è Ferrari V4 Superbike ed è una moto "estrema" in tutti i sensi: dal design alla tecnologia, dal motore alla componentistica...

Punto di partenza è stato, come si addice ad una Ferrari, il motore, che in un certo senso è il "cuore" di questa moto, dal punto di vista tecnico, ma anche stilistico e strutturale. Si tratta di una "sezione" di un V12 della Ferrari Enzo (ma la Ferrari lo permetterà mai?), che diventa così un poderoso V4, modificato per l'impiego motociclistico. Il motore è disposto in posizione centrale in modo da ottenere naturalmente la conformazione della sella, con un perfetto bilanciamento dei pesi.

Il telaio, in origine, doveva essere realizzato con un tipico traliccio tubolare, secondo l'uso storico Ferrari, ma il designer ha optato per una più efficiente gabbia in alluminio, pur sempre conservando i tubi nella parte anteriore, per sostenere batteria, serbatoio dell'olio ed altri elementi. Da notare anche gli scarichi accoppiati, che si muovono sinuosamente nella fiancata fino alla zona alta della coda, dove i terminali assumono una forma quasi quadrata.

Naturalmente una moto Ferrari non poteva non esprimere esclusività anche nei dettagli: ecco dunque i comandi disposti come quelli dei jet F16 (per poter concentrare molti pulsanti in uno spazio minimo, con la migliore ergonomia possibile), oppure la strumentazione con schermo analogo a quello delle Ferrari di Formula 1, o le pedane e i pedali ispirati alle pedaliere Ferrari... Vengono quindi applicate le più moderne soluzioni ingegneristiche disponibili: ad esempio, i freni con disco perimetrale, due pinze e un complesso sistema di controllo elettronico, che fa agire in caso di necessità anche freni aerodinamici supplementari... Da notare, infine, le forcelle "a U", con struttura in alluminio e ricoperte di materiali compositi.

Fin qui la moto "nuda", dall'aspetto particolarmente suggestivo, grazie soprattutto alla presenza del motore, bello anche soltanto da guardare. Su questa base Amir Glinik ha sviluppato una carrozzeria aerodinamica che nasconde completamente le parti meccaniche e che si ispira al "linguaggio" tipico delle automobili Ferrari - si veda, ad esempio, la grande presa dinamica anteriore. La moto, che si guida in posizione praticamente sdraiata, eccede forse un po' troppo nelle rotondità, ma è soltanto un primo esempio di come potrebbe essere "ricoperto" il telaio, sfruttando peraltro i colori tipici Ferrari (rosso, nero e giallo). A quanto pare, qualche facoltoso collezionista si sarebbe già fatto avanti per averne una: chissà se questo modello virtuale potrà dunque diventare realtà...

Autore: Sergio Chierici

Tag: Curiosità , Ferrari


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