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pubblicato il 19 settembre 2008

Basta con i soprusi a danno degli automobilisti

Così l'ACI commenta lo scandalo dei semafori truccati

Basta con i soprusi a danno degli automobilisti

"Siamo sconcertati dal coinvolgimento di istituzioni pubbliche locali in forme occulte di 'cartello' a danno degli automobilisti". Con queste parole molto dure il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Enrico Gelpi, ha commentato lo scandalo dei semafori manomessi, che vede indagati finora vigili, funzionari e una trentina di enti locali.

"Non si possono più accettare gli abusi commessi con le nuove tecnologie che assicurano flussi di cassa ai Comuni anziché garantire la sicurezza stradale", ha detto, lamentando che troppo spesso proprio quegli strumenti che dovrebbero garantire ai cittadini-automobilisti una maggiore sicurezza stradale, come i rilevatori ai semafori e gli autovelox, servano invece a produrre introiti. "Lo dimostra il fatto che vengono posizionati prevalentemente su strade urbane trafficate e in quelle a scorrimento veloce piuttosto che in corrispondenza di scuole ed incroci pericolosi".

Un'accusa non da nulla, che la nota ufficiale sostiene riportando gli ultimi dati relativi ai ricavi delle multe per il passaggio con semaforo rosso e più in generale per l'inosservanza della segnaletica. Con un totale di 31,5 milioni di euro annuo nei soli Capoluoghi di provincia, queste "rappresentano la quinta entrata per le casse dei Comuni nell'insieme dei proventi delle contravvenzioni. Gli automobilisti spendono in multe più di 1 miliardo di euro l'anno nei soli Capoluoghi".

Per quei Comuni che non rispettano l'obbligo di reinvestire a favore della mobilità i proventi delle multe, secondo il più alto rappresentante dell'ACI, sarebbe necessaria una sanzione. "La vicenda dei semafori manomessi evidenzia ancora una volta la necessità di rendere obbligatoria per i Comuni la presentazione di bilanci annuali degli incassi delle multe e dei loro reinvestimenti per la mobilità in sicurezza, con l'introduzione di sanzioni severe e blocco dei trasferimenti statali per chi non rispetta tale obbligo", ha concluso, avvicinandosi così alla richiesta fatta qualche tempo da Anas e Confindustria affinché il 50% delle multe venga destinato alla manutenzione della rete stradale.

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