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pubblicato il 19 settembre 2008

Iveco Campagnola

Fuoristrada "Made in Italy"

Iveco Campagnola
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"20 years after", così esordisce ufficialmente la Campagnola Iveco. Un gradito ritorno per tutti coloro che non riuscivano a comprendere il perchè dell'assenza di una off-road italiana. Un'attesa durata vent'anni, ma che promette una genuina interpretazione del concetto di "off-road", esente dalle contaminazioni dei SUV.

MECCANICA: DAILY DENTRO
Sotto un abito rude, la Campagnola - versione ingentilita della gemella Iveco Massif - nasconde un robusto telaio a longheroni, sospensioni ad assale rigido con molle a balestra e una catena cinematica di derivazione Iveco Daily 4x4. Il motore è un 4 cilindri turbodiesel Euro4 Iveco, common-rail della famiglia HPT da 3 litri e 176 CV, già visto sui veicoli commerciali del Gruppo. Il propulsore, che vanta 400 Nmdi coppia, disponibili tra 1250 e 3000 giri/min, è abbinato al cambio Fiat Powertrain 2840, a sei velocità con overdrive e riduttore. La trazione, come sul recente Daily 4x4, è posteriore con l'integrale inseribile anche in marcia e differenziale posteriore con bloccaggio manuale. Le prestazioni sono di rilievo, per un fuoristrada puro, con una velocità massima stimata in circa 165 km/h a cui fa da contraltare un consumo medio di circa 9 km/litro. La tenuta di strada e la sicurezza sono garantiti da robuste barre antirollio su entrambi gli assi e da un sofisticato sistema ABS, disinseribile nella marcia in fuoristrada, che assicurano l'aderenza alle grosse gomme 235/85 R16.

DESIGN: DEFENDER ALL'ITALIANA
Dicevamo, in apertura, dell'abito. Per qualcuno, sicuramente la nuova Campagnola avrà un'aria familiare. L'off-road torinese, infatti, è il frutto di un accordo tra Iveco e il costruttore iberico Santana (noto in passato per aver prodotto per il mercato europeo la piccola Suzuki SJ), che da decenni realizza una propria versione del Land Rover Defender, il PS 10 nato in seguito ad una vecchia joint-venture con l'ex Rover.
La Campagnola, come la sorella Massif, nasce quindi sull'impianto estetico di base del Defender, su cui sono intervenuti l'Italdesign di Giugiaro e il Centro Stile Fiat. Il risultato appare soddisfacente soprattutto nell'anteriore dove, grazie alla particolare calandra trapezoidale, è stato mantenuto il family feeling con i mezzi pesanti Iveco. I gruppi ottici circolari, dall'originale disposizione obliqua, contribuiscono a rendere il tutto particolarmente personale. Le differenze estetiche tra Massif e Campagnola si limitano alle rifiniture nere che modificano otticamente il profilo dei cristalli, assenti sulla Campagnola.

ABITACOLO: ESSEZIALE E FUNZIONALE
L'abitacolo, seppur distante dai canoni automobilistici di molti SUV, è particolare ed intonato al carattere "specialistico" del modello. La plancia è spigolosa, con una voluminosa consolle centrale a sviluppo essenzialmente verticale. Comandi e componentistica sono di derivazione Daily, ad esclusione del volante e della strumentazione che presentano un design dedicato. Dotazione di livello per la categoria, con interni in pelle, aria condizionata, cristalli elettrici e navigatore satellitare (optional).

COMMERCIALIZZAZIONE: 4.500 ESEMPLARI ALL'ANNO
Al momento la Campagnola resta un esperimento: sono previste solo 499 unità "Opening Edition", numerate con tanto di placca "20 yars after" sui montanti. Unico allestimento disponibile, full optional e a passo corto in due sole tinte pastello - Avorio e Verde Salvia - a circa 30.000 Euro. Se il mercato risponderà positivamente, la produzione proseguirà e la gamma sarà ampliata con versioni a passo lungo e forse anche telonate.

L'obiettivo - cauto - di piazzarne non più di 4500 esemplari anno, tra Massif e Campagnola, attraverso le reti di vendita Fiat e Iveco, nasconde piani ben più ambiziosi, come quello di scalzare proprio il Land Rover Defender dalla posizione di predominio sulle forniture militari. Non è un caso, infatti, che la Campagnola - che si presenta come una profonda e più moderna evoluzione dei concetti chiave del Defender - esordisca in un momento di particolare delicatezza per la Land Rover, che in mano al Tata Group, sarebbe in difficoltà nell'aggiornare e rendere competitiva la propria pietra miliare. Al riguardo, considerando anche i vari rapporti strategici Fiat-Tata, lo scenario è ancora poco chiario.

Autore: Salvatore Loiacono

Tag: Novità , veicoli commerciali


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