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pubblicato il 17 settembre 2008

L'UNRAE chiede una revisione della politica fiscale sui carburanti

I dati sulle immatricolazioni europee parlano chiaro

L'UNRAE chiede una revisione della politica fiscale sui carburanti

"E' urgente la necessità di rivedere, senza ulteriori perdite di tempo, la politica fiscale sui prodotti energetici, in particolare sui carburanti". E' questo l'appello di Salvatore Pistola, presidente dell'UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri), di fronte al continuo calo del mercato dell'auto in Europa, che solo ad agosto ha perso il 15,6%.

A soprendere di più il presidente dell'Associazione dei costruttori esteri di automobili è stata "l'asimmetria temporale fra il consistente calo del greggio e l'estenuante permanenza del costo dei carburanti alla pompa su livelli non comprensibili. Attualmente il prezzo del petrolio è praticamente simile a quello registrato lo scorso febbraio, quando però la benzina e il gasolio costavano rispettivamente il 6% e il 9% in meno di oggi", ha sottolineato.

Tra gli elementi che hanno inciso maggiormente sul calo della vendita di auto nuove c'è proprio, secondo l'UNRAE, la forte crescita del prezzo del carburante alla pompa registrata nell'ultimo anno. A questa già grave causa se ne aggiungono altre due: la scarsa propensione all'acquisto di beni da parte di molte famiglie alle prese con l'aumento del costo della vita e del denaro ed il relativo clima di fiducia ai minimi degli ultimi anni.

In questo quadro economico molto negativo si dovrebbe "ripartire dall'automobile per rilanciare i consumi", cosa che influirebbe sul Pil, rappresentando un fattore chiave per avviare la necessaria inversione di tendenza di buona parte dei principali indicatori, che oggi sono tutti al ribasso. "E queste considerazioni valgono per l'Italia, ma hanno valenza anche per quel che riguarda gli altri grandi mercati continentali, tutti alle prese con problemi analoghi", ha detto Pistola.

I 5 grandi mercati dell'Europa Occidentale, ovvero Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna, che rappresentano insieme circa il 74% di tutte le vendite continentali, nel bimestre estivo, come hanno dimostrato i dati Acea, hanno fatto registrare una diffusa contrazione delle immatricolazioni. Tuttavia il presidente di UNRAE ha sottolineato la "tenuta" dei mercati francese e tedesco. In particolare, in Germania la debolezza economica ha frenato la domanda, mentre Vdik, l'Associazione degli importatori tedeschi, chiede con forza al Governo incentivi all'acquisto di vetture a basso impatto ambientale.

In Spagna, invece, secondo Pistola, la grande flessione delle vendite è legata soprattutto al calo delle immatricolazioni a persone fisiche (-30%). Ed è per questo che secondo l'Aniacam, l'Associazione delle Case estere operanti in Spagna, la flessione dell'intero mercato arriverà nei prossimi mesi al 30%. Situazione non dissimile nel Regno Unito, dove l'Associazione dei costruttori britannici ha ridotto le previsioni per l'intero anno, scendendo dai 2.390.000 originari a 2.260.000 immatricolazioni.

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