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Mercato

pubblicato il 17 settembre 2008

Porsche può controllare Volkswagen

Con il 35,14% la Casa di Stoccarda ha la maggioranza, ma è guerra in famiglia

Porsche può controllare Volkswagen

Appena un 4,89%. Tanto è bastato rilevare a Porsche per ottenere il controllo di fatto del gruppo di Wolfsburg, il cui volume d'affari, lo ricordiamo, è sei volte superiore a quello della Casa di Zuffehausen. La quota detenuta dalla Porsche è salita dunque dal 31 al 35,14% e "questo assicura a Porsche una maggioranza durevole all'assemblea degli azionisti della Volkswagen", si legge in una nota, in quanto è difficile che in un'assemblea si presenti una percentuale di soci superiore al 70%.

Ma anche se per il terzo Costruttore più grande del mondo è iniziato un nuovo capitolo, "l'obiettivo di Porsche resta quello di aumentare la propria quota in Volkswagen oltre il 50%. Il passo fatto oggi rappresenta una pietra miliare lungo questo cammino", ha detto il presidente di Porsche Wendelin Wiedeking, annunciando che questo target potrebbe essere raggiunto già nei prossimi mesi.

La notizia di questa determinante operazione finanziara non ha rallentato la scivolata in Borsa della Casa di Stoccarda . Le azioni di Porsche hanno infatti segnato un calo del 3,5%, mentre quelle di Volkswagen sono risultati uno dei pochi titoli positivi sulla Piazza di Francoforte con un rialzo del +0,42%.

IL RUOLO DI AUDI
La scalata di Porsche nel capitale ordinario di Volkswagen porta con se diverse conseguenze anche per Audi. La legge tedesca obbliga la Porsche a presentare un'offerta pubblica di acquisto per la Casa di Ingolstadt, di cui detiene già il 99,14% attraverso la nuova filiale Volkswagen.
Porsche "considera Audi una parte integrante del gruppo Volkswagen", ha confermato Wiedeking, che però ha anche ammesso di non avere alcuna intenzione di rilevarla completamente. La Casa di Stoccarda è intenzionata ad offrire il prezzo minimo previsto dalla legge per ogni azione Audi: circa 487 euro.

VENTI DI GUERRA ED UN GRANDE OSTACOLO PER PORSCHE
La trasformazione di Volkswagen in una filiale integrata nella holding europea creata da Stoccarda per raggruppare tutte le sue partecipazioni non poteva arrivare in un momento peggiore di questo. Non solo c'è tensione tra i vertici delle due aziende, guidate da due cugini che si scontrano a colpi di alta finanza per vincere una battaglia tra potenti clan familiari che controllano i due protagonisti dell'automobilismo tedesco - i Porsche e i Piech - ma i dipendenti Volkswagen sono da mesi sul piede di guerra contro il nuovo proprietario.
Grazie alla maggioranza acquisita da Porsche, i rappresentanti dei lavoratori saranno ora inseriti nel nuovo consiglio di fabbrica di Porsche Se. Come alcuni già ricorderanno, i sindacati della Volkswagen sono dalla parte del Land della Bassa Sassonia, che è secondo azionista Volkswagen con una quota appena superiore al 20%. Questo dato di fatto ha un ruolo chiave nella vicenda perché la quota garantisce al Land della Bassa Sassonia la cosiddetta "minoranza di blocco".

Ed è proprio questo l'unico ostacolo esistente sulla via di Porsche per andare oltre quel 50% tanto ambito. Il diritto di veto garantito al Land della Bassa Sassonia sulle decisioni strategiche è la sola ancora di salvezza dei sindacati, che proprio la scorsa settimana hanno manifestato a Wolfsburg contro la richiesta dell'Unione europea di abbandonare tale legislazione speciale.
I rappresentanti dei lavoratori hanno portato a casa una prima vittoria facendo passare, venerdì scorso nel consiglio di sorveglianza Volkswagen, un ordine del giorno che obbliga Porsche a farsi approvare in futuro tutti i progetti di collaborazione con Audi dall'organismo di controllo Volkswagen. Anche se la richiesta è stata approvata, Ferdinand Piech, che è a capo del consiglio di sorveglianza di Volkswagen e co-proprietario di Porsche per questioni di parentela, si è astenuto dal voto.

Pare dunque che Wolfgang Porsche, capo del consiglio di sorveglianza di Porsche, vorrebbe rimuovere dal suo incarico il cugino, ma senza il via libera del presidente della Bassa Sassonia, Christian Wulff, non è possibile e questi avrebbe già espresso la propria opposizione. "Vogliamo che a bordo restino tutte le personalità forti: Wolfgang Porsche, Wendelin Wiedeking, Ferdinand Piech", ha detto Wulff.

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Tag: Mercato , Porsche , VIP , unione europea , dall'estero


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