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Motorsport

pubblicato il 14 settembre 2008

L'uomo della pioggia

Vettel trionfa al Gran Premio di Monza

L'uomo della pioggia

Tanti primati in uno: la prima volta di Vettel, la prima volta di una Scuderia che si scrive Toro Rosso, ma col cuore ancora si pronuncia Minardi. La prima volta di questo motore Ferrari su un telaio made in Faenza ed infine il primato del più giovane vincitore di un Gran Premio iridato.

Fortuna per Vettel? Certamente si, ma solo quel pizzico che serve e non di più. Circostanze favorevoli? Può darsi ma, da sole non sarebbero bastate, neppure condite dalla fortuna - il che poi è quasi la stessa cosa - se del cocktail vincente non avessero fatto parte bravura, raffinata sensibilità di guida, velocità, freddezza e controllo.

Cosa chiedere di più a un ragazzino al quale il mezzo che guida, che solo da quest'anno ha dimostrato una crescita fatta di piccoli, ma significativi e continuativi progressi, ha sinora permesso di ottenere, a volte, qualche buon piazzamento?

Saremo degli irriducibili romantici, ma nella lotta di Davide contro Golia le nostre simpatie sono sempre andate al primo come, nei duelli inter-pares, preferiamo al ragionatore colui che getta il cuore oltre l'ostacolo ed è disposto a rischiare.

Oggi non diciamo che è nata una stella unicamente perché Vettel lo era ancor prima di debuttare in formula uno. Il cosiddetto "piccolo Schumacher" cresciuto a pane, pioggia e - appunto - Kerpen, è approdato nella massima formula con un palmares personale considerevole eppure semisconosciuto ai più in quanto la Formula 1 uccide, mediaticamente, qualsiasi diversa categoria.

Campione di kart e di Formula BMW, Vettel ha corso con successo anche in Formula Renault e nella "Ultimate Masters" della Formula 3. Con i suoi 21 anni e 73 giorni diviene il più giovane vincitore di un Gran Premio iridato di tutta la storia della F1, battendo in questa speciale classifica "verde" Alonso, che sino ad oggi la deteneva con 21 anni e 237 giorni; d'altronde Vettel sembra abbonato a questo genere di exploit: è stato - non più tardi di ieri - il più giovane ad ottenere una pole position in un GP iridato, il più giovane collaudatore di una vettura di F1 (19 anni e 53 giorni) e, ancora una volta, il più giovane driver di F1 ad essersi "beccato" una multa per superamento dei limiti di velocità in pit-lane.

Tornando alla gara, Sebastian è stato sin da ieri messo in condizione di esprimere il suo potenziale da una pioggia che ha tagliato le "gambe" ai mezzi più performanti, rendendoli più vulnerabili agli attacchi altrui e permettendo quindi all'uomo, una volta tanto, di potersi esprimere alla pari o quasi. Ed infatti l'acqua ha permesso a molti outsider di inserirsi di prepotenza, nelle zone alte tanto della classifica quanto delle prove; il tutto, non va dimenticato, in una gara dove quasi tutti i partenti hanno tagliato il traguardo.
Lo stesso Fisichella che tanto ama la pioggia e da questa è ricambiato, ha scalato la classifica delle bagnatissime prove mancando veramente per poco la top ten e, nuotando controcorrente, ha portato la Force India ad una posizione nello schieramento di partenza semplicemente impensabile per il potenziale della macchina; anche per questo il suo ritiro è stato ancora più amaro.

Nuvolari, che - come tutti i suoi contemporanei - correva in mezzo a platani e scarpate, soleva dire che le curve erano "le risorse del pilota" comprimendo in tale concetto quello, più ampio, di situazione difficile, di scarsa aderenza, di necessità di coraggio e lucidità.

Giove pluvio ha in questo week-end riproposto, con presupposti di sicurezza ben diversi, una situazione di difficoltà superiore alla media, condizionando i vari team nelle strategie ed i piloti nel loro operato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: a parte Hamilton, che ha fatto vedere in rimonta cose egregie (in alcune occasioni, al limite del regolamento) molti degli gli episodi più interessanti sono stati firmati da piloti al volante di auto appartenenti al cosiddetto Campionato di serie B; la stessa classifica finale vede alternarsi frequentatori abituali dei quartieri alti ad inquilini meno blasonati: Vettel ha tento a distanza Kovalainen che ha salvato l'onore della McLaren, Kubica bravissimo e furbissimo ha imposto alla sua squadra la propria tattica ed è salito sul podio per la gioia di tutta la BMW. Alonso guadagna un quarto posto che, con la macchina che si ritrova vale una vittoria. Seguono Heidfeld che nobilita la sua Sauber, Massa che, senza infamia e senza lode, rosicchia nella classifica iridata un punto ad Hamilton giunto settimo. Chiude la zona punti l'ottavo Mark Webber, eccellente terzo in prova.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Motorsport


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