dalla Home

Attualità

pubblicato il 15 settembre 2008

Sicurezza stradale? Servono "più truppe"

Dall'Asaps un nuovo appello per diminuire gli incidenti

Sicurezza stradale? Servono "più truppe"

"Se quella che si combatte sulle strade è una guerra, vorremmo sapere come si può pretendere di affrontarla con truppe sempre meno numerose, armate male e poco coordinate". Con queste parole Giordano Biserni, presidente dell'Asaps, ha aperto un interrogativo sulla sicurezza stradale pubblicando una lettera sul portale dell'Associazione.

Dati alla mano il numero degli incidenti sulle strade italiane è aumentato, nonostante gli sforzi delle Forze dell'Ordine il numero delle vittime è cresciuto ed ha coinvolto soprattutto i giovani. Per questi "risultati assolutamente insoddisfacenti" si è pensato di fare il punto sulla mobilità in Italia e di richiamare l'attenzione dei "decisori politici e dei tecnici" - come li ha definiti Biserni - sulle condizioni generali del fenomeno. Tra i punti che destano maggiore "preoccupazione" c'è la constatazione che "oltre alle carenze, mai ripianate, nell'organico della Stradale, anche l'età media degli agenti si fa sempre più elevata, sfiorando i 40 anni".

Sul banco degli imputati, oltre alle Forze dell'Ordine, sono saliti anche i complessi sistemi di burocrazia che non fornirebbero gli strumenti adeguati a chi controlla la mobilità sulle strade del paese. "Ai capelli sempre più grigi, si devono poi aggiungere anche autovetture sempre più attempate, ultra bicentenarie in termini di migliaia di km percorsi ed una carenza di strumenti specialistici che si fatica a colmare", si legge nella lettera. "Va poi rivisto il sistema dei ricorsi ai Giudici di pace e le modalità con le quali la PA resiste in giudizio", tanto per snellire anche su questo punto il sistema burocratico italiano.

In particolare sono tre le situazioni di incidentalità su cui si invita a riflettere: la situazione nel trasporto pesante, gli incidenti del fine settimana e quella che colpisce i veicoli a due ruote. Riguardo al primo fenomeno i problemi da risolvere sarebbero legati ai tempi di guida, ai riposi dei conducenti, alla velocità dei mezzi e al tipo di merci trasportate. Nel secondo panorama invece a destare più preoccupazione sono i "casi di plurimortalità nelle strade del meridione, in particolare della Puglia e della Calabria. Regioni che stanno vivendo oggi il modello esasperato di un divertimento protratto nella notte e inquinato dall'assunzione di alcolici e sostanze che era peculiare ad alcune regioni del nord". Infine gli incidenti di chi si move in moto. Anche in questo caso "ben vengano i nuovi moduli operativi polizia/sanità per il contrasto alla guida sotto l'effetto di stupefacenti, ma è indispensabile un rafforzamento costante della presenza delle divise sulle strade e un coordinamento sul territorio che, sinceramente, non è dato a vedere".

Autore:

Tag: Attualità


Top