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pubblicato il 4 settembre 2008

La Tata NANO sconvolge l'India

Le polemiche esplodono e gli scontri spingono Tata a produrre in un altro Stato

La Tata NANO sconvolge l'India

La produzione della Tata NANO sta diventando un vero e proprio "affare di Stato". A causa delle vivaci manifestazioni e dei prolungati scioperi che stanno bloccando le vie d'accesso alla fabbrica di Singur, in West Bengala, dove i lavori sono stati sospesi ormai da giorni, la Tata Motors ha annunciato di essere pronta a trasferire l'impianto in un altro Stato per produrre l'auto da 1.700 euro. Lo stato del Maharashtra, quello del Gujarat e il Rajasthan si sono fatti avanti per ospitare la fabbrica, mentre il ministro del commercio Kamal Nath ha invitato Ratan Tata a spostarsi nell'Uttar Pradesh. Anche il governatore del West Bengala, Gopal Krishna Gandhi, ha dimostrato il suo impegno ed ha scritto al patron della casa automobilistica indiana per informarlo sulle iniziative intraprese per consentire la riapertura della fabbrica, in cui il gruppo Tata ha investito 350 milioni di dollari.

Alla sua costruzione si oppongono da settimane Ong, movimenti sindacali e agricoltori, perché i terreni in cui sono stati aperti i cantieri sono stati ceduti dal governo di Calcutta al colosso indiano - proprietario anche di Jaguar e Land Rover, nonché partner di Fiat - senza dare alcun indennizzo agli agricoltori ormai "ex" proprietari oppure, in alcuni casi, dandogli una piccola somma di denaro. Dalla loro parte si sono schierati attivamente sia gli studenti universitari della facoltà di Ingegneria che il partito di opposizione del Congresso Trinamol (CT), i cui militanti sono stati aggrediti dai manifestanti pro Tata, come ha riferito la polizia indiana. Esaminando la questione da un punto di vista più ampio si potrebbe dire che le proteste a Singur non sono altro che l'espressione di un contenzioso più vasto che vede i contadini combattere contro l'espansione del sistema industriale in un paese in cui due terzi della popolazione dipendono dall'agricoltura per il loro sostentamento.

Non c'è da stupirsi quindi che la decisione di sospendere la costruzione della fabbrica della NANO e la minaccia di spostare l'impianto in un altro Stato abbia scatenato la rabbia dei sostenitori del progetto, molti dei quali membri del partito comunista al potere nel Bengala occidentale e contadini che hanno già accettato gli indennizzi per il loro terreno o un posto di lavoro nella fabbrica stessa.

A questo punto è difficile prevedere in che modo si risolverà la questione. Secondo fonti interne all'azienda, il lancio sul mercato dell'auto più economica del mondo, previsto per ottobre, dovrà aspettare, anche se la riapertura dei cantieri potrebbe non essere così distante. Per domani è stato fissato il primo faccia a faccia tra il governatore del West Bengala e 5 esponenti del CT, tra cui la leader Mamata Banerjee, che ha detto "non è escluso che potremo risolvere il problema entro 48 ore".

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Tag: Attualità , Tata , produzione , dall'estero , india


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