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pubblicato il 2 settembre 2008

Petrolio sotto i 110 dollari, ma la benzina aumenta

La denuncia di Federconsumatori

Petrolio sotto i 110 dollari, ma la benzina aumenta

108,33 dollari al barile. A tanto è sceso il prezzo del petrolio nelle ultime ore superando, in negativo, la soglia psicologica dei 110 dollari. Un vero e proprio tonfo se si pensa che il massimo storico di 147,27 è stato toccato l'11 luglio, neanche due mesi fa.

La notizia dovrebbe essere a dir poco positiva alle orecchie degli automobilisti, come sottolinea Federconsumatori, perché "sarebbe logico aspettarsi una diminuzione dei prezzi dei carburanti". E invece non è così. Fino ad oggi "di diminuzioni non vi è stata neanche l'ombra, anzi, i prezzi sono vergognosamente aumentati attestandosi intorno a 1,47-1,48 euro al litro, con un sovrapprezzo di 7-8 centesimi al litro. Questi centesimi di euro, denuncia l'associazione, servirebbero per fare il pieno non di carburante, ma di guadagno da parte di chi opera nella filiera. Infatti, le compagnie petrolifere, vessate dalla Robin Tax, guadagnano in questo modo "appena" 315 milioni di euro al mese".

Parole dure e senza riserve che mirano a tutelare i consumatori: "Saranno sempre e solo i cittadini, che, per i carburanti, subiranno ricadute di 7 euro al mese, pari ad 84 euro all'anno". Ecco perché Federconsumatori chiede ancora di "controllare la doppia velocità; completare la liberalizzazione del settore, con una decisa apertura alla grande distribuzione; bloccare, ridurre e restituire il carico fiscale sui carburanti; sospendere la Robin Tax".

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