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pubblicato il 1 settembre 2008

Bloccata la produzione della Tata Nano

In proteste i contadini che si oppongono alla confisca dei terreni agricoli

Bloccata la produzione della Tata Nano

La produzione della Tata NANO è ferma. L'uscita della vettura a basso costo, prevista per ottobre, potrebbe slittare a data da definirsi perché Tata Motors ha evacuato la sua fabbrica di Snigur (nello stato nord orientale indiano del West Bengala) a causa delle crescenti proteste dei contadini che per giorni hanno bloccano l'accesso agli operai opponendosi alla costruzione dello stabilimento sui terreni tolti senza risarcimenti. La richiesta è che la Tata rinunci a 162 ettari di terreno destinati agli impianti dei propri fornitori perché le persone a cui apparteneva la terra non hanno mai accettato gli indennizzi offerti dal Governo del West Bengala ritenendoli insufficienti.

Formazioni di sinistra del West Bengala (stato governato dal partito comunista) hanno protestato per settimane insieme ai naxaliti e alle associazioni non governative, bloccando l'accesso a uomini e mezzi e rallentando la produzione della NANO. Molti lavoratori non si sono neanche recati al lavoro per paura degli scontri e delle violenze, che nei mesi scorsi hanno fatto registrare oltre 10 vittime. Per questo l'azienda, che si è detta "preoccupata per sicurezza dei lavoratori", ha deciso di chiudere la fabbrica: "gli operai e gli altri dipendenti sono molto impauriti e temono ritorsioni da parte dei manifestanti", si legge in una nota.

Incerta la data di riapertura. "E' impossibile prevedere quanto a lungo durerà lo stop", ha detto un portavoce del Costruttore indiano. Ratan Tata, patron della casa automobilistica, ha annunciato che se le manifestazioni e le violenze continueranno, sarà costretto a trasferire le fabbriche dal West Bengala in un altro stato indiano, ma per il momento ogni tentativo di mediazione è fallito. Mamata Banerjee, una leader politica diventata il punto di riferimento delle lotte contadine in tutto lo Statocon, fino ad oggi non si è neppure seduta personalmente al tavolo del negoziato.

La promessa del debutto della NANO nell'ultimo trimestre del 2008 vacilla. Se il Costruttore rinunciasse ai 162 ettari e quindi delocalizzasse la produzione di una parte della componentistica, l'obiettivo - secondo la stessa Tata - diventerebbe addirittura impossibile perché da quando è stato annunciato il progetto della NANO le quotazioni di gran parte delle materie prime necessarie per il suo assemblaggio sono cresciute. L'auto low cost rischia dunque di "costare" parecchio, almeno a Tata.

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Tag: Mercato , Tata , produzione , india


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