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pubblicato il 31 agosto 2008

Circolazione vietata ai veicoli "troppo veloci"

La proposta di Famiglia Cristiana per salvare vite

Circolazione vietata ai veicoli "troppo veloci"

"Se si limiterà la velocità delle auto alla fabbricazione, la competizione tra costruttori si rivolgerà alla sicurezza, alla comodità, all'economia, con vantaggio per l'ambiente". Così si legge su Famiglia Cristiana, il noto mensile legato al mondo cattolico, su cui è stato pubblicato un provocatorio articolo firmato da Adriano Sansa, sindaco di Genova fra il 1993 e il 1997.

Il punto di partenza del ragionamento proposto è la cronaca. Il ricordo ancora fresco di quanto avvenuto nei giorni di Ferragosto sulla A4, quando un Tir ha invaso la corsia opposta disintegrando il guardrail e spezzando la vita di 7 persone, fa riflettere sulla sicurezza stradale. "Il conducente del Tir aveva rispettato i limiti di orario? Si potrebbero munire i veicoli di sistemi di sicurezza e di ripristino della corretta direzione. Costano, quanto?", ha scritto Sansa riferendosi ai numerosi dispositivi attualmente allo studio dei costruttori. La proposta è quella di incentivare la loro adozione e di imporre su tutti i mezzi sistemi di rivelazione di velocità che segnalino con luci e suoni il superamento dei limiti consentiti. Altrimenti si passa alle maniere forti: "vietare la circolazione di veicoli che possano superare le velocità consentite".

Addio supercar quindi, ma addio anche a SUV, berline e utilitarie di qualunque genere e tipologia. Se infatti si considera che il limite massimo consentito sui tratti di autostrade ad almeno 3 corsie è di 130 km/h (elevato a 150 km/h, ma solo in alcuni tratti di autostrada appositamente segnalati e da valutare caso per caso) e si accetta in toto la protosta pubblicata su Famiglia Cristiana, praticamente quasi tutte le vetture attualmente in commercio sarebbero "inadeguate".

A questo punto sono i concetti di "buon senso" e "responsabilità" ad essere chiamati in causa:
"Se rivalutiamo il senso della corresponsabilità per le stragi di ogni giorno, in quali condizioni si guida? E' civile e generosa la manica larga con alcolisti e tossicodipendenti alle visite mediche?", si legge nell'articolo. Che il pugno duro possa essere utile in certi casi lo hanno dimostrato i numeri, quando a partire dal 3 ottobre 2007 (da quando è entrata in vigore la legge 160) gli incidenti sono diminuiti del 12,3%.

Sotto esame anche la burocrazia italiana, che non può essere esclusa quando si ragiona a 360 gradi, perché ne dipende in parte la sicurezza del veicolo in sé. Adriano Sansa ha aperto un interrogativo: "funziona seriamente in tutto il Paese il sistema delle revisoni, o non è a volte un mercatino di bollini?". E poi c'è la questione delle infrastrutture. Abbiamo visto che, ad esempio, Autostrade per l'Italia ha promesso più sicurezza e meno traffico entro la fine dell'anno ed ha investito milioni di euro per migliorare la qualità delle sue strade. Il tasso di mortalità è stato già ridotto, ma il cammino da percorrere è ancora molto lungo e l'alta velocità resta sempre la principale causa di morte.

Siamo d'accordo, "questa vergogna deve finire", ma forse oltre che limitare la velocità delle vetture servirebbe "un'impennata di orgoglio e di responsabilità" nella coscienza degli automobilisti.

[ Per scaricare l'articolo originale di Famiglia Cristiana clicca qui ]

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Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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