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pubblicato il 25 agosto 2008

BMW M3 Coupè

Una giornata con la vera "M" bavarese tra città, collina e pista!

BMW M3 Coupè
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La storia, la fama, la tradizione della Motorsport la precedono. Sin dalla sua prima edizione 2.3 del 1986 la più estrema delle Serie 3 bavaresi ha reso indimenticabile qualunque strada, coinvolgente ogni accelerazione, clamorosamente intimo qualunque sovrasterzo: la sigla M3, da sempre, ha rappresentato tutto questo, un punto di riferimento tra le sportive "accessibili" e vivibili, una icona del divertimento "made in Germany" . Per molti appassionati questa automobile leggendaria non esiste più, o almeno è cambiata a tal punto da creare qualche scetticismo verso il nuovo modello, considerato molto diverso dalle generazioni precedenti. E' con la nuova BMW M3 Coupè, presentata nel 2007, che le peculiarità tecniche - considerate all'unanimità un simbolo distintivo della più potente delle Serie 3 - sono inequivocabilmente cambiate: normale evoluzione per alcuni, stravolgimento in negativo per altri. Il magnifico 6 cilindri in linea che ha fatto la storia delle M bavaresi non c'è più. I più tradizionalisti hanno vissuto questo lutto nel peggiore dei modi, visto che questo propulsore era considerato una filosofia ed un credo associabile solo a BMW, un po' come è il motore boxer per Porsche e Subaru. Sotto al cofano ora è alloggiato - anche in maniera un po' sacrificata - un possente V8 da 4 litri che ha cambiato l'identità di questa sportiva. Ma ,come biasimare i tecnici di BMW? Con Audi RS4 che viaggiava sul filo dei 420 CV grazie al suo eccezionale V8, Mercedes che con la C63 AMG (commercializzata poco dopo la M3) è arrivata ben oltre i 450 CV e, se vogliamo dirla tutta, Lexus, che con la IS-F stava confezionando una chicca esclusiva anch'essa spinta da otto cilindri, non c'erano molte alternative.

Dopo aver "cambiato pagina" in maniera così decisa, la curiosità di sapere se il nuovo DNA è all'altezza della "M" di Motorsport è tanta: la sensazione è simile al desiderio di gustare nuovamente il vostro piatto preferito, che per anni avete assaporato al solito ristorante, ma ora che la gestione è cambiata dovete assolutamente verificare. Come per la "nuova gestione", la quale ha diritto ad una regolare degustazione prima di essere giudicata, anche gli interrogativi su questa nuova M3 vanno approfonditi con una adeguata prova prima di arrivare ad affrettate quanto istintive conclusioni.

Per chiarirci le idee abbiamo scelto la carrozzeria Coupè, l'evergreen, l'intramontabile la prima e unica versione ad aver abbinato in maniera leggendaria la lettera "M" al numero "3". Siamo consapevoli che di recente abbiano fatto il loro debutto in società le carrozzerie cabrio-coupè e berlina oltre al cambio a doppia frizione M-DCT, ma al fascino della due porte a tetto rigido e cambio manuale proprio non abbiamo saputo resistere: siamo dei romanticoni. Una sportiva godibile a 360°, anche in questo modo è conosciuta questa automobile e, proprio seguendo questa peculiarità, abbiamo strutturato la nostra prova mettendo la M3 Coupè di fronte a vari scenari di "quotidiana passione" per l'auto condensati in un week-end.

QUEL SABATO MATTINA CHE ASPETTAVI
A livello teorico, dopo una settimana di lavoro, il sabato è un momento che viene vissuto nelle più diverse maniere: c'è chi vi condensa tutte le commissioni che non è riuscito a svolgere prima, c'è chi anticipa con immenso gusto la chiacchierata al bar con gli amici pronosticando le partite del fine settimana e c'è chi si ritrova una libidinosa new entry in garage. Dimenticarsi di aver parcheggiato una M sotto casa è praticamente impossibile, quindi è del tutto normale che, se in un sabato mattina qualunque i ritmi sarebbero stati molto più blandi, con 420 CV tutti da scoprire parcheggiati a pochi metri dal letto, la frenesia porta a divenire più selettive in alcune operazioni di routine, facendo meno gli schizzinosi sull'abbinamento cromatico scarpa-cintura (quel che viene viene!) oppure spazzolandosi i denti un paio di volte in meno. Cercando di formattare ogni ricordo precedente riguardo all'auto che riposa in garage, apriamo la saracinesca (quella manuale ha sempre un fascino senza tempo) e ciò che ci appare davanti è una M3 Coupè, con tutti i muscoli posizionati al posto giusto e tutte le bombature pronte ad esplodere, proprio come chiunque in cerca di una "M" si aspetterebbe. I quattro scarichi cromati che riflettono i primi e tenui raggi del sole non sono solo un sentimentale omaggio alla precedente E46, ma anche una necessità funzionale. Iniziamo a "girare intorno alla "emmona" con occhio critico, concentratissimi: la silhouette è atletica, ma senza dubbio lo sport che pratica questa massiccia sportiva è più vicino alla pallanuoto più che alla danza classica. Gli enormi cerchi da 19 pollici sembrano essere antecedenti ai passaruota tanto la dimensione di quest'ultimo sembra azzeccata, mentre dettagli come le branchie laterali, l'enorme bocca anteriore e il power drome sopra al cofano la differenziano parecchio dal resto della gamma di Serie 3 Coupè. In ogni caso, non conoscendola, questa M3 mette un poco in soggezione, e il perché è presto detto. Avete mai discusso con un "palestrato"? Fino all'ultimo non si sa mai se il volume della sua massa muscolare sia genuina (in questo caso è consigliabile dargli ragione subito) o gonfiata (anche qui è meglio dargli ragione, ma si può attendere un poco di più)! Allo stesso modo, questa M3 mette subito in mostra quello che può essere il suo carattere, anche se la domanda che echeggia nella mente di chi la osserva è: "ma te li meriti proprio tutti questi muscoloni?".

Salendo a bordo l'atmosfera è la medesima di una normale Serie 3 Coupè, anche se con qualche aggiunta. Per prima cosa cerchiamo subito il magico tasto "pompa e sgonfia" che regola i fianchetti laterali dei sedili sportivi, dopodichè iniziamo a palpeggiare quel volante cicciotto marchiato "M" che qui è dei serie, ma che comunque rimane un optional per il resto della gamma. Basta, abbiamo aspettato anche troppo, è il momento di dar fiato alle otto trombe e, dopo aver alloggiato la chiave nell'apposito spazio, premiamo con una cera emozione il tasto "start/stop" con cui si avvia e si spegne il motore. La musica è rauca e sottomessa all'inizio, ma dopo un lieve invito a farsi sentire domandato da qualche sollecitazione del piede destro la risposta è di quelle che fanno star bene.

IN CITTA': NON SEMBRA NEANCHE UNA "M"
Qualche commissione in giro per il centro dovevamo farla anche noi, ed è quindi con un po' di malinconia che posticipiamo le vere presentazioni con la nuova M3 a strade e traffico più adeguati. Tutto fa brodo però, e un po' di tempo tra semafori e sampietrini non possono che rendere ancora più intime le nostre conoscenze. I numerosi settaggi possibili riguardanti assetto, acceleratore, sterzo e controllo della stabilità danno la possibilità al guidatore di selezionare la configurazione meno aggressiva per affrontare la giungla cittadina. Il risultato è senz'altro apprezzabile e, tenendo in considerazione quelle ruote da 19 pollici, un assetto comunque rigido e una frizione non proprio "agevole", questa M3 ha saputo accompagnarci con modi garbati per le vie cittadine, anche se era più che avvertibile una certa sottomissione forzata a quell'habitat veramente ostile per la sua indole. Cambiando a bassissimi regimi il V8 non ruggisce, ma miagola, un suono che non attira attenzione (se non le orecchie dei più esperti) e viene facilmente surclassato dal caos del traffico cittadino: gli amanti della discrezione saranno molto soddisfatti di questa dote, una caratteristica che rende un'auto "visibile" solo se chi sta alla guida lo desidera.

DOLCI COLLINE FATEVI AVANTI
Esiste forse qualcosa di più inebriante di una breve gita collinare per fare la prima conoscenza con una così caliente compagna di viaggio? Ebbene eccoci qua: il traffico è praticamente inesistente e la visuale è ottima, presupposti sufficienti alla prima ufficiale "apertura" delle danze! Dopo aver regolato l'EDC su Sport e il DSC su M-Drive premiamo il tasto "Power" e subito avvertiamo un repentino aumento dei giri motore. Partiamo: la risposta dell'acceleratore è fulminea, tutta un'altra storia rispetto alla configurazione cittadina, così come impressionante è la coppia motrice ai bassi regimi. Il V8 è qui che si sente, in basso, una zona dove il 6 cilindri in linea stentava a decollare è divenuta per questo motore terreno di caccia. Il misto lento permette di apprezzare la zona iniziale del contagiri e provoca una espressione di semi-stupore se si pensa che sotto al confano c'è un motore aspirato che riesce a far festa fino a oltre 8.000 giri (ottomila!). Anche se per ovvie ragioni di sicurezza non siamo riusciti a mettere davvero alla corda "Miss M", il motore è stato molto chiaro nella sua esposizione, manifestando senza troppi fronzoli un carattere più corposo e quasi spaventoso se paragonato al 6L precedente. Improvvisamente siamo assaliti da dubbi esistenziali di irrequieta natura e l'unico nome che echeggia nella nostra mente è: Santamonica!

IN PISTA A MISANO: INTIMITA' A SANTAMONICA
Se volete davvero "concludere" con una donzella di tale levatura e sapere una volta per tutte se è il tipo che fa per voi c'è un solo posto dove poter andare, la pista. Sembra un controsenso: un luogo così aperto e selvaggio è davvero in grado di regalare tanta intimità? Ebbene sì, 420 CV hanno bisogno di essere sfogati con naturalezza (e in sicurezza) e i turni di prove libere che - troppo raramente - molti circuiti italiani organizzano per le auto stradali, sono la prova del nove per verificare se il "rapporto" può funzionare o meno. Al modico prezzo di 78 euro prenotiamo 25 sacri ed inviolabili minuti di pista sul circuito di Santamonica (Misanocircuit.com - Misano Adriatico - Rimini), recentemente ristrutturato. Prima dell'inizio dei turni, i preparativi e la concitazione che avvolge le automobili che attendono di accedere al circuito sono un qualcosa di sempre memorabile: c'è chi controlla la pressione delle gomme, chi controlla i livelli del proprio motore, chi invidia e fotografa le auto altrui e chi, come noi, cerca di impostare l'elettronica nel più efficace dei modi tramite il noto sistema iDrive recentemente aggiornato. Tutto è regolato verso l'estremo e, premendo il tasto sul volante "M mode" ci aspettiamo che questa M3 parta già con gli artigli ben estratti e digrignando i denti: EDC "Sport", Power in "SportPlus", Servotronic in "Sport" e il DSC in "OFF".
È il momento di partire. Il cielo è sereno e la temperatura di 27°, ma un uragano lo creiamo noi facendo ululare questo V8, che irrompe nell'abitacolo non appena ci danno il via libera per accedere ai 4.180 m di tracciato. Il primo giro è di riscaldamento, nulla di più; ci rinfreschiamo la memoria sulle nuove traiettorie della pista e prendiamo confidenza con la virulenta impostazione elettronica della vettura, in particolare del tasto "Power SportPlus", molto ma molto sensibile ad ogni variazione sul tema "acceleratore". A partire dalla metà del secondo giro aumentiamo gradualmente il ritmo e la nostra M3 Coupè esegue le nostre richieste senza troppi complimenti. Differenti punti della pista, come nelle curve veloci - il "Curvone" - oppure la serie di chicane alla "Variante del parco", giro dopo giro mettono in luce quello che nel nostro inconscio avevamo intuito. La progressione, la fluidità, l'allungo e le sonorità del V8 di questa BMW M3 sono un qualcosa che, a livello di prestazioni pure, superano con una certa facilità la stragrande maggioranza delle sportive oggi in listino. Purtroppo però pochi giri in pista ci hanno permesso di vedere che c'è "dell'altro". Se la massa in ordine di marcia di oltre 1.700 kg può dare una certa sicurezza nelle curve affrontate a circa 200 km/h, in situazioni più lente risulta invece essere un limite. Nei veloci cambi di direzione la tenuta di strada risulta essere sempre - e ripetiamo sempre - eccellente; il grip offerto dalla vettura è fenomenale anche se, in certe occasioni, è avvertibile come la scocca della vettura "doppi" la traiettoria impostata e mantenuta dalle ruote con un lievissimo ritardo, mettendo in mostra uno spostamento del corpo vettura che mal si addice al club delle sportivissime. Decisamente dal fiato corto i freni, affaticati dopo poche staccate e del tutto inadeguati ad un utilizzo molto spinto (un difetto ben conosciuto alle precedenti M3). Le temperature iniziano a salire e i freni fanno ancora i monelli, così decidiamo di rallentare gradualmente l'andatura per far raffreddare il tutto ed avviarci all'uscita.

IL GIOCO VALE LA CANDELA?
Tutti i numeri parlano a suo favore e con una goduria di V8 del genere sembra proprio che questa M3 abbia il coltello dalla parte del manico. Veloce, rabbiosa e comoda, questa coupè bavarese rappresenta un equilibrio che difficilmente può essere eguagliato nella sua categoria. Gli unici limiti reali al divertimento di guida, oltre ad una manovrabilità del cambio manuale non adeguata, sono i consumi, esagerati sempre e comunque, lontani dagli 8 km/litro dichiarati dalla Casa: anche se siete i felici possessori di un pozzo petrolifero la noia di rifornire quasi quotidianamente la vostra M3 alla lunga potrebbe logorarvi.

Noi però non stavamo cercando una sportiva con cui macinare 100.000 km l'anno, bensì conferme riguardo l'handling di questa M, e le abbiamo trovate. Il miglior biglietto da visita della M3, ovvero la sua capacità di coinvolgere e appagare alla guida, è rimasto vigoroso e invidiabile. Anche se il listino parla di 69.370 Euro, con gli accessori che merita questa vettura può arrivare a costare oltre 80.000 Euro, un prezzo elevato,ma che consentirà al suo possessore di godere di una vera sportiva capace di cambiarsi d'abito al solo sfioramento di un tasto: il Dr. Jekyll e Mr. Hide è tornato, in edizione ristampata, riscritta e naturalmente, solo in tedesco!

Scheda Versione

Bmw M3 Coupé
Nome
M3 Coupé
Anno
2007 - F.C.
Tipo
Premium
Segmento
medie
Carrozzeria
coupé
Porte
2 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Bmw


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