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pubblicato il 23 agosto 2008

Jetstream SC250

Dalla scuola inglese arriva una sportiva leggera e performante

Jetstream SC250
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Quando si pensa alle vetture sportive inglesi per antonomasia, vengono subito in mente le creazioni di Colin Chapman, a cominciare naturalmente dalla celeberrima Seven, che ancora oggi sopravvive nelle sue diverse "eredi", come Catheram o Donkervoort. Una sola la filosofia: auto ridotte all'essenziale, eliminando tutto ciò che non sia assolutamente indispensabile, per realizzare una telaistica leggerissima ed inappuntabile, in grado di garantire la massima efficienza stradale anche in presenza di motori poco potenti. Ecco ora in arrivo un'altra creazione di "scuola inglese": la nuova Jetstream SC250.

ESTETICA ESSENZIALE E FUNZIONALE
Di certo non si può definire una "bella" auto, secondo i concetti canonici, ma la sua essenzialità ha il suo fascino: è una sorta di "telaio" al quale è stata data una forma sostanzialmente a cuneo, che obbedisce innanzi tutto a principi meccanici ed aerodinamici, e solo in seconda battuta ad altri aspetti funzionali. Ad esempio, l'abitacolo, rigorosamente senza tetto e portiere di chiusura, è "scavato" nella struttura con l'impiego di sedili "racing" avvolgenti, e a proteggere gli occupanti dal vento c'è solo un essenziale parabrezza avvolgente che ospita anche, alle estremità, gli specchi retrovisori. I fari e le luci sono semplici "spot" sporgenti ma dalla resistenza aerodinamica minima, e solo le ruote posteriori sono avvolte dalla carrozzeria (di fatto, un'enorme presa d'aria), che comprende anche il motore a disposizione centrale, mentre le ruote anteriori sono esterne, coperte solo dai singoli parafanghi. Anche la plancia è praticamente inesistente: il volante, qualche strumento ed una manciata di pulsanti. Quella che a prima vista appare quasi una vettura di costruzione amatoriale, è stata in realtà realizzata da una "firma d'arte": pare che il concept iniziale della SC250 sia infatti opera di quel Brian Rossi che è stato l'autore della Ford Thunderbird del 2002, la cosiddetta "Retro Bird", dalle forme neoclassiche e decisamente differenti...

MOTORE "DI SERIE" E PRESTAZIONI ECCEZIONALI
Spostandoci agli aspetti puramente ingegneristici e stradali, la Jetstream SC250 potrà dare delle soddisfazioni ai fortunati proprietari. La vettura è spinta da un motore centrale disposto trasversalmente e di provenienza GM: è infatti il 2.0 litri Ecotec turbo da 240 CV, con trasmissione meccanica a 6 marce, presente nella Opel Astra OPC (o meglio Vauxhall Astra VRX, visto che la vettura è inglese); il motore, peraltro, può funzionare anche a bio-etanolo. Grazie alla monoscocca in alluminio, con sottotelai anteriore e posteriore in acciaio, e il resto del corpo vettura in compositi, la SC è robusta e leggera (circa 700 kg): in questo modo il passaggio da 0 a 60 mph (96 km/h) viene compiuto sotto i 4 secondi, con una velocità massima di 265 km/h, e con un consumo dichiarato nel ciclo combinato di 7,4 litri per 100 km. Per fare un paragone, la Opel Astra OPC 3 porte di serie raggiunge i 244 km/h, con un consumo medio di 9,2 l/100 km. Sembra garantito anche il piacere di guida: le sospensioni sono a doppio wishbone, la trazione è ovviamente posteriore e la distribuzione dei pesi è al 67% al retrotreno: analoga a quella di una certa Lotus Elise...

IL PREZZO DEL DIVERTIMENTO
Le apparenze da vettura "in kit" non devono trarre in inganno: Jetstream Sports Cars Ltd è infatti un'azienda che, dopo vari spostamenti, ha dal 2005 la sua sede in Cornovaglia, ed è stata fondata da Malcolm Faiers e da John Donnelly, quest'ultimo già attivo nell'ambiente della Formula 1 presso le scuderie Brabham e McLaren.... La SC250 sarà prodotta in numero limitato: 50 sono le vetture previste per il prossimo anno, con una versione portata a 300 CV in cantiere per l'inizio del 2009. Il prezzo, nel Regno Unito, parte da circa 37.000 Euro, con 12 mesi di garanzia: più o meno il costo di una Catheram R400, o di una Ariel Atom, per una vettura forse ancora "acerba", ma per certi aspetti più originale rispetto alla concorrenza...

Autore: Sergio Chierici

Tag: Tuning


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