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Retrospettive

pubblicato il 24 agosto 2008

Stanguellini 1100 Sport Internazionale CS01101

Dopo 50 anni torna a Marsala l'esemplare che batté le esordienti Ferrari

Stanguellini 1100 Sport Internazionale CS01101
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Più di 50 anni fa terminava la sua carriera in un'officina di Marsala la Stanguellini 1100SI matricola CS01101, l'esemplare che fu protagonista a suon di vittorie della ripresa attività sportiva automobilistica italiana all'indomani della guerra, in quelle stesse gare in cui presero parte miti del volante come Nuvolari, Farina, Varzi, Taruffi e Ascari. Oggi, dopo oltre mezzo secolo, la sportiva d'eccezione è tornata in quella stessa città solleticando un ricordo.

LE ORIGINI
Fu il 1947 l'anno di grazia del Marchio fondato nel 1879 da Celso Stanguellini, dedito in origine alla costruzione di timpani da orchestra e poi passato al campo automobilistico come rappresentante Fiat per Modena e provincia. Proprio quell'anno, lo stesso in cui debuttava la prima auto concepita interamente sotto il nome di Enzo Ferrari, la Ferrari 125S, Celso Stanguellini, che negli anni precedenti si era guadagnato ottima fama per le sue elaborazioni su base Fiat di cui era rappresentante per Modena e dintorni, fece sotto la guida del nipote Vittorio il grande salto e costruì per la prima volta in proprio un telaio in tubi d'acciaio ed una scocca in alluminio che rendevano la sua berlinetta leggera appena 550 kg.

Com'era la Stanguellini? Così la ricorda Giuseppe Picciotto, oggi vivace 72enne con ottimi trascorsi da pilota che ne ha eseguito personalmente il restauro durato due anni insieme al figlio Massimo, presidente del club "Ruote a Raggi Sicilia": "Una macchina eccezionale, la guidavo come una bicicletta. Mi ricordo che ad un Giro di Sicilia feci 1080 km a tutta birra senza mai un problema". A spingere la leggerissima barchetta modenese progettata dall'Ing. Alberto Massimino un quattro cilindri di 1089 cc da 60 CV a 6000 giri in versione monoalbero (più avanti arriverà anche una più potente variante bialbero) derivato da quello della Fiat 1100°, alimentato da due carburatori Weber da 32 mm.

GP DI PIACENZA: L'INIZIO DI UNA LUNGA CARRIERA
La barchetta modenese debuttò in gara l'11 Maggio del 1947 al GP di Piacenza con alla guida il primo proprietario, il modenese Ferdinando Righetti, gentleman driver ed amico personale di Celso Stanguellini ed Enzo Ferrari, che dopo il ritiro dalla carriera di pilota portò al debutto nello stesso evento del Campionato Italiano le 125S della neonata Scuderia Ferrari affidate a Franco Cortese e Giuseppe Farina. Le due Rosse furono però sfortunate: Farina si scontrò con un olmo in prova distruggendo l'auto, mentre Cortese si ritirò a tre giri dalla fine per un guasto alla pompa del carburante. Gli annali riportano che la gara fu vinta da Guido Barbieri su Maserati 6CS/46, schierata nella classe maggiore S+1.1 (oltre 1100 cc), percorrendo 30 giri in 55' 24", ma la classifica della classe S1.1 riporta che Righetti completò i 30 giri previsti in 55' 09".600, cioè primo con quasi quindici secondi di distacco.

Appena quattro giorni dopo a Torino si disputò la celebre corsa in salita "Sassi-Superga". La Ferrari era assente, ma fu ancora Righetti ad aggiudicarsi la gara sulla Stanguellini CS01101. Il modenese si ripetè tre giorni dopo con una vittoria di classe nel successivo GP di Asti e poi il 25 Maggio sul circuito cittadino delle "Terme di Caracalla", in quel GP di Roma del '47 ricordato perchè fu la prima vittoria Ferrari della storia. A vincere infatti fu Franco Cortese sulla 125S, ma fu Righetti a siglare al decimo dei 40 giri previsti il giro più veloce, prima di ritirarsi per problemi di carburazione. Le prestazioni di Righetti e della sua Stanguellini non passarono inosservate al Drake, che lo convinse a vendere l'auto per accasarsi presso la sua scuderia.

L'auto passò dunque a Vincenzo Auricchio, della omonima famiglia di noti industriali del formaggio, che debuttò alla guida della CS01101 con un quarto posto di classe nel GP di Vercelli, mentre si piazzò secondo al successivo GP di Vigevano dietro al ferrarista Cortese. Una parentesi alla 1000 Miglia con un 15esimo posto di classe in coppia con Piero Bozzini e Auricchio tornò sul podio dietro a Cortese. Ma è la "Coppa Acerbo" in programma sul circuito di Pescara il 15 Agosto del 1947 che resterà impressa negli annali. A metà gara Auricchio passò in testa e batté la più potente Ferrari 159 S (che aveva preso il posto della 125 S e vantava un nuovo motore V12 da 1903 cc e 125 CV) con un distacco di oltre 7 secondi. Enzo Ferrari presentò ricorso, ma l'Ing. Pasquale Borracci incaricato delle verifiche tecniche scrisse nella sua relazione: "la Stanguellini è un capolavoro di aerodinamica" e la vittoria venne convalidata.

Con un terzo posto e il giro veloce al Circuito del Lido di Venezia, Auricchio divenne Campione Italiano classe 1100 Sport Internazionale e passò ad una più potente Maserati, vendendo l'auto al napoletano Giuseppe Ruggiero, di cui si ricorda una "Coppa Brasile" a Bari in cui chiuse quinto dietro a Chico Landi su Ferrari 166 S, Felice Bonetto e Achille Varzi su Cisitalia D46 e Franco Cortese (che sostituiva un ammalato Tazio Nuvolari) sempre su 166C. Ancora qualche gara minore con Ruggiero e nel 1949 la sorprendente Stanguellini venne acquistata dal pugliese Aurelio Lorenzetti che la impiegò alla 1000 Miglia del 1948 piazzandosi sesto alla Coppa d'Oro di Sicilia del '51 e terzo lo stesso anno sul circuito di Senigallia.

Fu nel 1953 che la Stanguellini 1100 Sport Internazionale finì nelle mani del giovane pilota siciliano Giuseppe Picciotto, che vi esordì non ancora 18enne al Giro di Sicilia di quello stesso anno. Picciotto si distinse soprattutto per la sua audacia e nel suo palmarés le prestazioni più belle resteranno due terzi posti di classe al Giro di Sicilia del '55 e alla Coppa Nissena del '57, anno in cui la vettura andò in pensione. Ottimi risultati considerando che l'auto aveva ormai nove anni di gare alle spalle e gli avversari gareggiavano su mezzi molto più moderni e potenti.

Oggi molte di queste auto non ci sono più, ma la Stanguellini 1100 Sport Internazionale CS01101 è tornata in Sicilia con quello stesso suono che aveva una volta. Quello di un automobilismo rude e pericoloso, che doveva ancora conoscere gli eccessi e i veleni dell'odierna Formula 1.

[ Foto Prinzi - Marsala ]

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