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Curiosità

pubblicato il 15 agosto 2008

L'era dell'automobil-dipendente

Viaggio semiserio sulle debolezze dell'automobilista moderno

L'era dell'automobil-dipendente

Non ci crederebbe nessuno, ma l'estate è un insospettabile momento di riflessione sui tanti "problemi" dell'automobilista-tipo. E questa volta lo sguardo non è rivolto ai soliti ai blocchi del traffico, ai solerti ausiliari della sosta, agli autovelox imboscati "a tradimento" o ancora, agli antipatici cantieri che puntualmente invadono le nostre arterie. No no, questa volta ci guardiamo allo specchio. E lo facciamo, per favore, con autoironia.

Gli italici automobilisti sono una categoria a rischio. Oltre a doversi guardare da un regime fiscale e amministrativo che sembra risalire ai tempi del Feudalesimo, devono guardarsi anche dai loro simili. E' il risultato di un'analisi dell'automobilismo estivo che, sintetizzata, ha generato tre interessanti tipologie di utenti: l'Impacciato, il Furbo, e il Gps-Dipendente.

L'IMPACCIATO
L'Impacciato è il più diffuso e subdolo degli "automobilisti estivi". Non costituisce quasi mai pericolo per sè, ma lo è, spesso di riflesso per gli altri. L'Impacciato-tipo abita in città e non si identifica con uno specifico tipo di autovettura. Generalmente va al lavoro in metro e usa l'auto solo la domenica per recarsi in paese dai suoceri, per andare al centro commerciale il sabato o per lanciarsi in mirabolanti avventure durante la villeggiatura. E' qui, che l'Impacciato può esprimersi al meglio, cimentandosi nella creazione di infiniti e variopinti "codazzi" in corsia di sorpasso, magari sul tratto abruzzese dell'A14, perchè il suo occhio non è allenato al sorpasso di un TIR su strade morfologicamente diverse dal Lago salato di Bonneville. Ma non solo. Altro terreno fertile per l'Impacciato sono le bellissime statali appenniniche, dove la natura sembra ancora rigogliosa e incontaminata e per questo merita di essere vissuta a pieno. Dall'auto. L'impacciato non si ferma in uno dei tanti borghetti per ristorarsi e ammirare la bellezza del territorio. No, l'impacciato il panorama lo ammira a 30 all'ora dai finestrini dell'auto ("non c'è tempo per le soste, bisogna rispettare la tabella di marcia!"), ed è tanto generoso che condivide questo piacere supremo non solo con tutta la famiglia, ma anche con i passeggeri del bus di linea che viaggia sul filo dei minuti, con i pendolari che hanno la sfortuna di lavorare anche in agosto e con il corriere di turno che col suo Turbodaily gli piomba alle spalle incavolato come un'ape perchè gli si è rotto il condizionatore e fuori ci sono 35 gradi. Tutti lì, dietro il nostro Impacciato ad ammirare il paesaggio.

IL FURBO
Il Furbo è il naturale opposto dell'Impacciato, con una differenza di tipo costitutivo. Mentre l'Impacciato è tale a prescindere dal contesto, il Furbo diventa furbo quando è in presenza di un Impacciato. Anche il Furbo non ha una tipologia di auto che gli si confà più di altre e il suo terreno può essere qualsiasi territorio ove insista un Impacciato. Il Furbo è pericoloso per sè e per gli altri. Il Furbo è quello che, quando c'è coda, si inventa percorsi alternativi tra improponibili provinciali piene di buche ("io qui ho fatto il militare, conosco la zona palmo a palmo", dice...), che puntualmente finiscono chissà dove. Si esprime alla grande sulle statali secondarie, dove conosce alla perfezione l'andamento del traffico (anche ferroviario...), esibendosi con disinvoltura in sorpassi in prossimità di passaggi a livello e di incroci di varia natura, regolando adeguatamente la velocità mediante opportune "inchiodate" nei pressi dell'autovelox di turno. Questi ultimi sono i peggiori nemici del Furbo, tanto che è diventato esperto nell'elusione dei controlli da parte degli "spioni elettronici". Si è protetto opportunamente dai "raggi" dei radar, mediante scudi fatti di compact disc masterizzati male (anzichè buttarli...), disposti ad hoc. Egli, poi, ha la dogmatica convinzione che se passa sotto il varco del Tutor a 150 all'ora, occupando la corsia d'emergenza, nessuno potrà mai rilevare alcuna infrazione. E lo rinfranca il fatto che contemporaneamente si lascia alle spalle l'Impacciato di turno e il suo bel seguito di "idioti che non sono capaci si fare un sorpasso". Questo è il Furbo, il più sicuro e vulnerabile tra gli automobilisti esaminati. Colui che prima o poi si scontrerà speriamo mai con qualcuno, ma con una realtà che non è sempre come crede...

IL GPS-DIPENDENTE
Il Gps-Dipendente è l'automobilista che ha scoperto l'incredibile mondo dei navigatori satellitari. E non sa più farne a meno. L'automobilista che entra nel tunnel della dipendenza da gps generalmente guida compatte o utilitarie ed è stato attirato nella trappola da una galeotta promozione del centro commerciale di turno. Da quel giorno, meno di 200 euro gli hanno spalancato un universo, perverso, ma tutto da scoprire. Ha finalmente iniziato ad apprezzare la connessione ADSL che sua figlia adolescente gli ha "imposto" e che gli permette di scaricare con estrema facilità aggiornamenti e liste di "POI" (detti anche punti di interesse), sempre più complesse. E con la curiosità di provarle al più presto si lancia in mirabolanti caroselli intorno al proprio isolato, per "vedere come funziona". Ottiente così incredibili conferme, scoprendo che è segnalato anche il tabaccaio sotto casa. Ecco come un normale automobilista diventa così un Gps-Dipendente. Ma è l'infantile meraviglia che si prova quando il navigatore ci segnala presenza dell'autovelox, proprio lì dove incontriamo la pattuglia della Municipale ferma col fatale attrezzo, a costituire il vero punto di non ritorno. Da questo momento in poi, anche il più scettico inizia ad assoggettarsi totalmente alla volontà di quella magica scatoletta: non fa niente se ci porta lungo impraticabili sterrati tra i monti della Maiella. Se ha deciso così il navigatore è biblica verità!
E' l'inizio di una lenta regressione psicofisica. Si inizia con l'impostare alla precisione ogni funzione del navigatore: la voce è quella del comico più in voga, mentre tutti i punti di interesse sono attivi (anche le sedi delle bocciofile...), ed ognuno con il suo suono. Un viaggio, anche il più banale, così diventa simile ad una sinfonia di musica dodecafonica con interventi di cabaret. E il Gps-Dipendente sprofonda sempre di più. Dapprima abbassa il volume dell'autoradio per apprezzare divertito i suoni e i messaggi del suo navigatore, e finisce con la perdita di ogni capacità di orientamento. Quando per volontà divina svanisce la luce della sua personale guida satellitare, il Gps-Dipendente è perso: le carte stradali diventano incomprensibili scarabocchi su un foglio, mentre non vi è più alcuna padronanza nella lettura della segnaletica. Tanto vale fermarsi e lasciarsi andare alla più istintiva delle disperazioni.
Ecco come millenni di crescita della civiltà umana, secoli di sviluppo delle tecniche cartografiche e decenni di studi sulla leggibilità della segnaletica stradale vanno a farsi benedire nello stesso calderone, condensati da una scatola luminosa e parlante che puoi mettere dove vuoi, magari in alto, lì sul parabrezza ad altezza occhi: così si vede anche meglio della strada!

Autore: Salvatore Loiacono

Tag: Curiosità , lifestyle


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