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pubblicato il 6 agosto 2008

L'Unione Europea decide il futuro dell'auto

Assegnate le frequenze radio perché le vetture "parlino". I primi modelli nel 2010

L'Unione Europea decide il futuro dell'auto

Sarà come essere seduti al cinema, ma in realtà ci si troverà in auto. Il parabrezza potrà essere paragonato ad uno schermo cinematografico tridimensionale su cui compariranno in tempo reale le informazioni su traffico, incidenti, ingorghi, deviazioni e condizioni meteo. Non è fantascienza, ma alcuni dei possibili sviluppi del progetto per auto parlanti che è stato presentato dagli esperti della Commissione UE e che potrebbe rivoluzionare il mondo dell'auto nel giro di pochissimi anni. Già per il 2010 o 2011 queste auto intelligenti, dotate di impianti wireless per comunicare tra loro e con provider che forniscono ai conducenti le informazioni, potrebbero cominciare a circolare sulle strade d'Europa.

Il primo passo concreto è stato compiuto ieri dalla Commissione Europea, assegnando le frequenze radio che potranno essere utilizzate a questo scopo in tutta Europa. Una precondizione indispensabile, hanno spiegato gli esperti di Bruxelles, per dare al progetto quella dimensione continentale necessaria affinchè l'idea possa essere sviluppata a livello industriale. Tecnicamente Bruxelles ha riservato uno spettro di 30 megaherz all'interno della banda da 5,9 gigaherz vhr che, nei prossimi sei mesi, sarà dedicata dalle autorità nazionali in tutta l'Unione Europea alle applicazioni di sicurezza stradale.

Secondo la Commissione Europea c'è un urgente bisogno di questo sistema, battezzato smart vehicle communication systems (sistema di comunicazione intelligente tra veicoli), che dovrà aiutare l'UE a raggingere il suo obiettivo di ridurre le vittime della strada entro il 2010. Nel 2006 i morti sulle strade europee sono stati 42mila e 1,6 milioni di feriti. Senza contare i 7.500 km di code che ogni giorno intasano le strade comunitarie. Tuttavia la decisione è arrivata con ritardo rispetto ad altri continenti. Sistemi simili sono già utilizzati sia in Giappone (dal 1997) che negli Stati Uniti (dal 1999). Per la proposta europea però c'è stato bisogno di un tempo più lungo perchè "solo dal 2002 è stata data alla Commissione competenza esclusiva sulla spettro radio", ha spiegato un portavoce, ed è stata anche necessaria una procedura che ha coinvolto vari comitati di esperti dei 27 paesi membri prima di arrivare all'autorizzazione per questa decisione.

"Stimiamo che i costi arrivino a 80 miliardi di euro entro il 2020", ha detto un portavoce della Commissione. I costruttori dovranno fare la loro parte dotando le auto dei sistemi adeguati a questo tipo di comunicazione, di cui fisseranno i prezzi.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , unione europea


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