dalla Home

Motorsport

pubblicato il 30 luglio 2008

Max Mosley è pronto per la rivincita

"Presto saprete da chi sono stato incastrato". Ecclestone ha un nome

Max Mosley è pronto per la rivincita

"Chi mi critica pensa che il sesso sia solo quello classico, ma non è così. Mia moglie si è arrabbiata, ma non divorzieremo. Presto saprete il nome di chi ha voluto incastrarmi". Così Max Mosley torna a parlare dello scandalo sessuale che lo ha travolto a marzo. Dalle pagine di un noto quotidiano sportivo italiano il presidente della FIA fa sapere di ammettere tutto sull'orgia con le prostitute, "tranne la storia del nazismo", e si confessa parlando del presente e del futuro.

"Con Ecclestone è tutto risolto", assicura, ma alla fine del suo mandato, avverte, non si ricandiderà. "Non ho più voglia di svegliarmi ogni mattina alle 6 per risolvere i problemi degli altri. Porto a termine il progetto della Formula 1 verde e poi farò il pensionato che va ai festival, legge libri e viaggia". Non sarebbe stato più dignitoso dare le dimissioni appena scoppiato lo scandalo? "Non l'ho mai considerato. Visto la falsità della colorazione nazista ho pensato a contrattaccare. La FIA mi ha appoggiato: non avessi avuto il voto favorevole, me ne sarei andato".

Mosley, che ha vinto la causa con il News of the World condannato a pagargli i danni per violazione della privacy per circa 76mila euro, ha però un rimprovero da fare: "Le grandi Case di Formula 1 hanno avuto parole dure nei miei confronti, ma senza che nessuno sentisse le mie ragioni. Non ho ricevuto neppure una telefonata. Messo in croce senza conoscere i fatti". Eppure chi non lo ha lasciato solo in quel momento difficile c'è stato e Mosley non dimentica. In Ferrari il clima è sempre stato di sostegno e "lo hanno fatto anche Berger, Mateschitz, Frank Williams, Mallya...".

Tuttavia i nomi che Mosley ricorda meglio sono quelli di chi lo ha messo in guardia sul fatto che qualcosa sarebbe accaduto. Alla domanda se Ecclestone l'avesse avverito fin da gennaio sulle possibili manovre per incastrarlo, il numero uno della FIA risponde così: "Certo. Anche il capo della polizia di Londra mi disse la stessa cosa. Bernie mi ha persino fatto il nome di una persona sospetta non distante dalla F.1. Vedremo, presto si saprà".

Autore:

Tag: Motorsport , formula 1


Top