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Anticipazioni

pubblicato il 24 luglio 2008

TH!NK City

Debutta al Salone di Londra la city car elettrica norvegese, ormai pronta per i mercati internazionali

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Le auto, con motorizzazione elettrica, soprattutto se destinate all'uso cittadino, svolgeranno molto probabilmente un ruolo di primo piano nel mercato europeo del prossimo futuro. Ciò, almeno, è quanto si può dedurre osservando il consistente numero di proposte ad "emissioni zero" al debutto al Salone di Londra. Ieri vi abbiamo riportato della gamma NICE; oggi vi parliamo di una famosa microcar che ritorna sul mercato europeo dopo alterne vicende: la TH!NK City.

I più documentati forse ricorderanno che Think era una piccola Casa automobilistica norvegese che ebbe l'idea, circa 17 anni fa, di costruire una citycar a due posti con carrozzeria in plastica. L'azienda fu poi acquistata dal Gruppo Ford nel 1999, evidentemente con l'obiettivo di produrre in serie la microcar elettrica e di distribuire l'auto a livello internazionale, in anticipo su gran parte della concorrenza. Tuttavia, a seguito della ristrutturazione del marchio americano, agli inizi del 2003 la Think fu messa in vendita, e ceduta nel 2006 ad un gruppo di imprenditori (ancora) norvegesi capitanati dal Jan-Olaf Willums. Da allora sono iniziati i lavori per un nuovo progetto di citycar (la sesta generazione), con l'intenzione di lanciare al più presto sul mercato. E probabilmente ci siamo quasi.
Grazie all'apporto di capitale privato, agli inizi 2008 è stato così possibile avviare la costruzione dei primi esemplari della nuova TH!NK City, nello stabilimento di Aurskog, presso Oslo in Norvegia, pronti per la consegna entro l'anno in alcuni mercati europei, a cominciare da Norvegia, Danimarca e Svezia. Ora al Salone di Londra viene presentata anche nella versione con guida a destra, che sarà però disponibile per la vendita nell'estate del 2009.

Tra le caratteristiche principali della vettura c'è innanzi tutto la motorizzazione interamente elettrica. Le prestazioni sono di tutto rispetto per una "cittadina" (circa 105 km/h di velocità massima, e un'accelerazione da 0 a 80 km/h in 16 secondi), a fronte di un'autonomia di oltre 200 km nella guida urbana, contro i circa 80 km della versione precedente. Per la ricarica delle batterie (al sodio o al litio), è prevista una carica completa che può essere effettuata, ad esempio, durante la sosta notturna, ma già nelle prime 4 ore di carica le batterie possono passare dal 20% all'80% di capacità. Il costo di gestione stimato, almeno secondo il comunicato diffuso a Londra, per un utilizzo di 10.000 miglia (oltre 16.000 km) è di 100 sterline, ossia circa 126 euro; il tutto, ovviamente, non emettendo nell'aria alcunché,

Per quel che riguarda la carrozzeria, la Casa produttrice fa notare come l'auto non sia un quadriciclo, ma una "vera" automobile, realizzata con le medesime modalità progettuali e costruttive delle sorelle più "grandi", compresi i crash test europei e nord americani. Il corpo vettura è moderno e giovanile, con abitacolo a due posti (ma a richiesta può diventare una 2+2) e con alcuni elementi che ispirano "simpatia" (ad esempio, i fari anteriori quasi circolari). I pannelli della carrozzeria sono realizzati in plastica ABS già colorata: questo e altri accorgimenti permettono alla TH!NK City di essere riciclabile al 95% (per le batterie esaurite è prevista la restituzione alla Casa), e di venire prodotta con processi minimamente inquinanti.

Non è stato comunicato ancora il prezzo definitivo di vendita, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 mila Euro, con un equipaggiamento di serie comprendente ABS, servosterzo, chiusura centralizzata, vetri laterali e specchi retrovisori elettrici, impianto di riscaldamento dell'abitacolo elettrico da 4 kW; tra gli optional, radio CD e sistema di navigazione, tetto trasparente, cerchi in lega. Da notare che, grazie ad alcune importanti convenzioni - tra cui quella con General Electric - TH!NK sta cercando di aprirsi una strada verso il mercato americano, dove prevede di essere presente nel 2009 con una fabbrica in loco; nei piani dell'azienda è prevista anche la realizzazione di altre industrie in Europa e in Asia.

A parte il prezzo ancora piuttosto elevato (sempre che non intervengano incentivi locali per l'acquisto di veicoli "verdi"), l'idea ricorda molto da vicino quella dell'originaria smart pensata da Nicolas G. Hayek...

Autore: Sergio Chierici

Tag: Anticipazioni , auto elettrica , auto ibride


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