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Curiosità

pubblicato il 15 luglio 2008

smart fortwo compie 10 anni

Ricorrenza importante per la microcar di Mercedes, pronta per nuove sfide future

smart fortwo compie 10 anni
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Probabilmente, per capire le origini della smart bisogna far riferimento ad un particolare tipo di orologio. Quanti tra i nostri lettori ricordano il travolgente successo iniziale degli orologi Swatch? Costi di vendita ridotti rispetto alla concorrenza, efficienza tecnica e buona robustezza, design e colori innovativi e alla moda, forte differenziazioni tra i modelli, possibilità di personalizzazione. Pensando agli Swatch, forse si può immaginare cosa passasse per la testa al loro "inventore", Nicolas G. Hayek, quando ebbe l'idea nei primi anni '90 di espandere la propria società, la SMH, entrando nel settore automobilistico con un'innovativa citycar. Una vettura più corta rispetto al consueto, ma con un buono sfruttamento degli spazi interni, capace di raggiungere velocità adeguate ai limiti stradali ed autostradali, consumando poco; un'auto economica da produrre, vendibile quindi a prezzi concorrenziali, "verde" ante-litteram grazie ad un'alimentazione a batteria, o per lo meno ibrida, e soprattutto "alla moda" come gli orologi Swatch, sia per forme e colori, sia per le possibilità innovative di personalizzazione.

LE ORIGINI DELLA MCC
I colloqui tra Hayek e diverse Case automobilistiche (tra le quali, pare, anche la nostra Lancia) per la concretizzazione di questa idea proseguirono per alcuni anni, finché non fu raggiunto l'accordo con un costruttore importante, Daimler-Benz, nel 1994: fu così creata una nuova società, la MCC (Micro Compact Car AG), con sede nella città svizzera di Biel. La nuova vettura peraltro sembrava coincidere perfettamente con i progetti Mercedes-Benz, avviati addirittura negli anni '70, di un "auto del futuro" supercompatta, in parallelo con l'inedita e più grande Classe A, che debutterà sul mercato nel 1996.

MMC fu impegnata, dunque, nelle operazioni preliminari di progettazione (a Renningen, in un centro tecnico della Mercedes), sia con la realizzazione dell'apposita fabbrica di Hambach, la cosiddetta "smartville", in Francia, sia con la costruzione di differenti prototipi, ciascuno dei quali anticipava alcune caratteristiche della smart definitiva: oggi queste fantasiose concept cars sono patrimonio del Museo Mercedes-Benz di Stoccarda. Alla fine, comunque, la smart trovò la sua forma finale: il debutto avvenne al Salone dell'Auto IAA di Francoforte nel settembre del 1997.

2 LUGLIO 1998: LA PRIMA SMART
Tuttavia, già nelle operazioni di marketing che anticiparono la presentazione della vettura, si poteva osservare che qualcosa era cambiato rispetto all'idea originaria: costosissime brochure patinate e "argentate" venivano spedite per posta a potenziali clienti, sottolineando più l'aspetto "trendy" del modello rispetto a quello di giovane ed innovativa city-car. In effetti, il progetto aveva subito una svolta dal punto di vista tecnologico: in 2,50 metri di lunghezza e circa 1,50 sia in larghezza che in altezza, la smart presentata a Francoforte era dotata dell'innovativa cellula strutturale di sicurezza denominata "Tridion", di un motore posteriore da 599 cc con blocco cilindri e testata in alluminio (45 o 55 CV), di un cambio sequenziale automatico, che nella versione a richiesta "Softouch" poteva diventare interamente automatico, di pannelli in plastica della carrozzeria colorati e potenzialmente intercambiabili. Un veicolo sofisticato, e piuttosto costoso da produrre, lontano dalle intenzioni di Hayek, che per la verità rimase poco convinto anche da altre questioni, come il fatto che Mercedes ritenesse premature sia la versione elettrica o ibrida, sia il modello "conviviale" a quattro posti (forse anche per paura di "assalire" la nascente Classe A). Il 2 luglio 1998 uscì, dunque, la prima smart dalla catena di montaggio, e le prime vetture furono poste in vendita nell'ottobre del 1998; quasi contemporaneamente Daimler-Benz AG rilevò la quota di SMH, diventando unica protagonista del progetto...

All'inizio la "MCC Smart City-Coupé" veniva venduta nei cosiddetti Smart Center, luoghi piuttosto raffinati, distribuiti soprattutto nelle grandi città, che avevano la forma di futuristiche torri trasparenti, con le vetture scenograficamente in vista (anche se, almeno in Italia, non mancavano anche piccoli autosaloni di aspetto "tradizionale"). Proprio per il posizionamento del prodotto a livello di marketing, con un prezzo non proprio da discount, in media superiore ai 20 milioni di lire, ma probabilmente anche per altri motivi "tecnici" (comportamento stradale su fondi disconnessi o bagnati, rigidità, lentezza del cambio), l'inizio delle vendite non fu particolarmente felice. Mercedes intervenne dunque sull'intero progetto in vario modo, per "rilanciare" rapidamente il modello, ad esempio abbassando i prezzi, modificando il software del sistema di controllo di trazione "Trust", cambiando assetto e regolazione degli ammortizzatori e soprattutto vendendo la vettura anche nei "normali" saloni Mercedes. Queste soluzioni - e anche l'abitudine da parte degli automobilisti ad una forma che inizialmente era forse assimilata più ad un "quadriciclo" che ad una microcar tecnologica e costosa - permisero lentamente all'auto di acquistare popolarità: in Italia, ad esempio, è risultata di fatto la vera alternativa al maxi-scooter (o alle Fiat 500 d'epoca) nelle grandi metropoli come Roma o Milano, o anche nelle città storiche con strade anguste e tortuose.

IL MARCHIO SMART AMPLIA: ARRIVANO ROADSTER E FORFOUR
Nel frattempo, smart (divenuto marchio a sé stante all'interno del gruppo Daimler-Chrysler) ampliava la propria gamma con una serie di modelli: la Cabrio (ovvero la coupé trasformabile), la Crossblade (sempre la coupé modificata in una sorta di "barchetta" priva di porte e tetto), le interessanti Roadster e Roadster Coupé con carrozzeria originale (che debuttarono nel 2003 che si dice potrebbero tornare oggi sul mercato per via inglese) e la quattro posti smart forfour (2004), progettata con Mitsubishi, in realtà una normale trazione anteriore a due volumi (la Colt) "trasformata" esteticamente in smart.

Sempre per motivi economici (il marchio smart era costantemente in perdita nell'ambito del gruppo), arrivò la nuova decisione di interrompere la produzione di smart roadster (2005) e, dopo soli due anni, della smart forfour (metà 2006), concentrandosi soltanto sulla smart fortwo, e sulla sua erede. Nel frattempo, veniva mostrata nel 2005 la concept car smart crosstown, che proponeva, ancora allo stato di studio, una dei "desiderata" iniziali di Hayek: un sistema di propulsione ibrido.

LA SECONDA VITA DI SMART FORTWO
La seconda generazione di smart fortwoha quindi debuttato nell'aprile 2007; leggermente aumentata nelle dimensioni (oggi è un poco più difficile parcheggiarla "trasversalmente" al marciapiede), è stata perfezionata in tutti i componenti meccanici e migliorata anche in termini di finiture, confort e dotazioni di serie; nello stesso tempo, il nuovo design ha permesso di semplificare ed ottimizzare i processi produttivi - basta osservare, ad esempio, l'eliminazione del complesso finestrino laterale posteriore. Sono aumentate le cilindrate e le potenze dei motori, ora un tre cilindri benzina di 999 cc di cilindrata da 61 e 71 CV, o turbocompresso da 84 CV - 98 CV per la versione Brabus, e un 3 cilindri turbodiesel da 45 CV dai consumi irrisori (3,3 litri per 100 chilometri secondo nel ciclo combinato a norma CEE), con un'autonomia teorica di circa 1.000 chilometri con un pieno e le emissioni di CO2 più basse al mondo per un'auto di serie (88 grammi per chilometro): anche per queste doti, in Italia e in Germania, un quinto delle Smart immatricolate ha il motore diesel. C'è poi la versione a benzina denominata mdh (micro hybrid drive), ossia dotata di un sistema start/stop: con una potenza di 71 CV, è in grado di consumare circa 0,4 litri in meno nel ciclo combinato, e di ridurre le emissioni medie di CO2 di circa 9 grammi per km, rispetto al corrispondente modello a benzina.

Provando a tirare le somme, si può dire che la smart fortwo, dagli inizi della sua carriera, sia stata complessivamente un successo in termini di vendite: è stata distribuita in 37 paesi (tra questi Sud Africa, Taiwan, Hong Kong, Messico, Australia, Malesia e Canada) in oltre 900.000 esemplari, di cui più di 150.000 della sola seconda serie. E' l'unica vettura ancora in produzione esposta al MOMA (Museo d'Arte Moderna) di New York, e proprio negli Stati Uniti ha debuttato ufficialmente dall'inizio del 2008, attraverso il Penske Automotive Group, a dimostrazione del fatto che anche in un mercato prima dominato da veicoli di grandi dimensioni e cilindrata, si stiano cominciando ad apprezzare citycar piccole ed economiche: finora sono state 11.400 le smart immatricolate negli USA, e molto probabilmente sono destinate ad aumentare di numero... Inoltre, smart si prepara ad essere introdotta nel mercato cinese a metà del 2009, dal momento che le sue caratteristiche sembrano sposarsi bene con le esigenze automobilistiche territoriali - come peraltro dimostrano i già esistenti "cloni" della fortwo. Nel 2010, infine, è prevista l'introduzione sul mercato della prima smart a motorizzazione completamente elettrica, con batterie a ioni di litio: già dalla fine del 2007, a Londra, è stato avviato un progetto pilota con un gruppo selezionato di clienti, per la sperimentazione di 100 prototipi a trazione elettrica e la relativa raccolta di esperienze ed informazioni sull'uso reale della vettura.

Dopo 10 anni, dunque, smart è dunque un progetto vivo, in continua evoluzione, che si sta aprendo sempre di più ai mercati internazionali, proponendosi come soluzione possibile - e in parte già collaudata con successo - per la mobilità internazionale del XXI secolo.

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Autore: Sergio Chierici

Tag: Curiosità , Smart


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