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Prototipi e Concept

pubblicato il 10 luglio 2008

Auto Union Tipo D Concept 2008

L’originale proposta di un designer della Repubblica Ceca

Auto Union Tipo D Concept 2008
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L'Auto Union Type D dei tardi Anni Trenta potrebbe, almeno sulla carta, avere una sua pronipote. Si chiama Tipo D Concept 2008 e intende rappresentare la visione moderna di quell'auto costruita in un'epoca considerata pionieristica per le competizioni, eppure già così avanti nel sviluppare bolidi con potenze inaudite. L'autore del progetto, Lukas Vanek, si è diplomato allo Istituto Europeo del Design di Torino, e grazie all'esperienza qui maturata, è riuscito a creare un'interpretazione in chiave moderna di una delle auto più colossali che siano mai state prodotte.

Pur basata su uno stile vecchio di 70 anni, la Tipo D Concept 2008 riesce a essere una concept estremamente attuale. La sua struttura principale prevede un telaio in fibra di carbonio, attorno al quale si sviluppa una carrozzeria metallica (come la sua progenitrice). Il motore, posteriore-centrale, potrebbe essere un 12 cilindri a V da 6,5 litri di cilindrata in grado di sviluppare 650 cavalli e di spingerla oltre i 300 km/h. Elementi particolarmente futuristici che sottolineano la sua appartenenza all'era ultramoderna sono la luce verticale posteriore a led, lo spoiler posteriore ai lati della coda e il dorso in fibra di carbonio posto immediatamente alle spalle del pilota.

Se le caratteristiche tecniche del nuovo Concept di Vanek impressionano, allora come possiamo considerare gli straordinari contenuti della sua capostipite? L'Auto Union Tipo D nacque nel 1938 come erede della Type D 16 cilindri per adeguarsi al nuovo regolamento delle vetture Gran Prix che impose la cilindrata limitata a 3.000 cc. Costruita per la formula tre litri, era equipaggiata con un motore molto simile ma con frazionamento a 12 cilindri e 3 litri di cilindrata, dotato di sovralimentazione mediante due compressori volumetrici. Il motore, sebbene in grado di raggiungere i 10.000 giri di regime di rotazione, non andò mai cautelativamente oltre i 7.000 ma fu comunque in grado di sviluppare in gara 420 cavalli. Ciononostante, la vita del reggente della squadra corse Auto Union, Robert Eberan von Eberhorst, non fu facile contro lo strapotere delle Mercedes progettate da Ferdinand Porsche (al quale, peraltro, non era stato rinnovato il contratto con l'Auto Union). In più, si sentiva molto la mancanza del grande Bernd Rosemeyer, scomparso tragicamente l'anno prima durante un tentativo di record con la Type C, modello precedente alla Type D (16 cilindri, 5 litri, oltre 500 CV, 400 orari di velocità). Ed infatti, nonostante il talento di Hans Stuck, che condusse brillantemente la Type D in alcune gare in salita (diventando così campione europeo della Montagna), e di Tazio Nuvolari, vincitore a Monza e a Donington, le Mercedes vinsero la stagione di corse.

[Via diseno-art]

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Prototipi e Concept


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