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Attualità

pubblicato il 3 luglio 2008

Piu' realismo ed equilibrio nel mercato delle quattro ruote

L’opinione

Piu' realismo ed equilibrio nel mercato delle quattro ruote

Il termometro del caldo continua a salire, mentre quello dei mercati e delle vendite scende inverosimilmente. Lungi da noi l'idea di fare del catastrofismo strumentale, non possiamo tuttavia esimerci, come testata motoristica, dal denunciare ciò che sta accadendo nel mercato delle quattro ruote nel quale nel mese di giugno si è registrato un meno 20% nelle vendite. Un dato preoccupante, da non prendere sotto gamba, soprattutto perché si aggiunge ai tanti "meno" percentuali, di altri prodotti. Ancor più preoccupante se facciamo riferimento ai dati forniti dagli esperti del settore, formulati all'inizio dell'anno, di gran lunga più ottimistici. La lettura dei quali, a posteriori, ci invita a due riflessioni.

Una prima considerazione, la più sbrigativa, ci porta a criticare la metodologia delle previsioni che ha prodotto delle conclusioni le quali, a posteriori, appaiono come parte di una strategia strumentale di comunicazione dei produttori mirata a sostenere a tutti costi l'offerta. La seconda, più riflessiva, ci invita a ritornare con coerenza sui nostri passi: sulla teoria cioè che non si possa continuare a sognare mercati avulsi dalla realtà. Che in Italia si debba continuare a vendere mediamente 2.250.00/2.300.000 veicoli all'anno su un territorio di 301.278 kmq attraversato in lungo e in largo da circa 35.000.000 di veicoli, non può essere sostenuto nel lungo periodo, da nessun tipo di legge "pro domo", anche considerando possibili incentivi.

Che il prezzo del barile, continui a salire per ragioni fisiologiche in base alla richiesta dei mercati emergenti, è un altro dato di fatto inconfutabile. Che un'economia malata più o meno endemica nei singoli paesi, di riflesso, possa influenzare in negativo tutti i consumi, è un ulteriore prova che dovrebbe portarci tutti insieme ad analizzare il fenomeno "consumismo" per i suoi eccessi, senza penalizzare le singole categorie. Magari programmando in modo più razionale la scelta delle produzioni più "utili".

Compito questo riservato alla politica con la "P" maiuscola, non a quella del "tirem innance" andiamo avanti, suggerita da interessi di bottega. Una politica auspicata quest'ultima, ma che attualmente non si vede neppure all'orizzonte e che produce inevitabilmente solo sconcerto anziché soluzioni. Il problema è più delicato di quanto si possa pensare e si registra nella sua drammaticità nel mondo della comunicazione dove la creatività delle offerte pubblicitarie si scontra con il linguaggio crudo della realtà politica-economica quotidiana. A tale proposito, vorremmo rassicurare i lettori di OmniAuto.it, fedeli ed occasionali che la nostra redazione non è composta da guru, ma da attenti cronisti della mobilità e di tutto ciò che la medesima porta con sé come sviluppo sociale. Ma proprio per ciò, gradiremmo responsabilmente che i politici con la P maiuscola unitamente ai costruttori lavorassero in prospettiva, ciascuno per le proprie competenze, a soluzioni ancora più compatibili con l'ambiente e con l'economia. A tutela di mercati più equilibrati e quindi di tutti.

Autore: Claudio Casaroli

Tag: Attualità , immatricolazioni , statistiche , guida all'acquisto , finanziaria 2008


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