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pubblicato il 3 luglio 2008

1 milione di Dacia Logan

Breve analisi del successo della prima auto (e di un marchio) "low cost"

1 milione di Dacia Logan
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Vi ricordate il motto "questa non è una vettura, ma un'arte di vivere"? Inutile rammentare il modello a cui la frase si riferisce, tanto è famoso; piuttosto è da sottolineare la nazionalità dell'auto, capostipite di più di una generazione di "utilitarie alla francese", che hanno fatto della praticità e dell'economia di gestione il proprio cavallo di battaglia. Non è forse casuale, dunque, che sia francese la progettazione di quella che potrebbe essere definita la "capostipite" delle moderne auto dichiaratamente "low cost", e che ha recentemente festeggiato il milione di unità vendute. L'auto è, ovviamente, la Logan, venduta in alcuni mercati con il marchio Renault, ma più nota con il marchio della fabbrica da cui proviene il modello originario, in Romania: Dacia. Vediamo di percorrere brevemente le vicende di questa Casa, finora pressoché sconosciuta in molti paesi, ma oggi nuova protagonista del mercato.

DACIA: GLI INIZI E LE AUTO SU LICENZA FRANCESE
Nata in Romania come azienda statale nel 1966, Dacia (che riprende l'antico nome del territorio) aprì il primo stabilimento nel 1967 a Pitesti, vicino a Bucarest. Come spesso è accaduto nelle fabbriche dell'Europa dell'est, vennero stretti accordi con aziende "occidentali" per la costruzione su licenza di veicoli già sul mercato: Dacia strinse dunque un accordo con Renault, producendo versioni locali di celebri modelli, dalla R8 alla R20. L'auto probabilmente di maggior fama fu l'edizione rumena della R12, prodotta dal 1969 al 2004 con vari nomi (Dacia 1300, 1310...) e in numerose versioni e varianti. Sebbene nel 1995 Dacia producesse anche la "Nova", basata sulla Peugeot 309, pochi anni dopo Renault si garantì l'esclusiva del marchio, acquistando la maggioranza del capitale societario nel 1999, fino ad arrivare all'attuale 99,43%. Si preparavano, dunque, nuovi progetti per la Casa automobilistica rumena.

LA LOGAN E LA "RINASCITA" DEL MARCHI
Nel 2004 a Dacia fu affidato il compito di realizzare una vettura che veniva dichiaratamente definita come "low cost": la Logan, una tre volumi dalle linee semplici e squadrate basata sulla piattaforma della precedente Renault Clio, che però veniva proposta sul mercato a 5.000 euro nell'Europa orientale, e a circa 8.000 euro nei mercati più evoluti, come il nostro, nei quali venivano richiesti accessori e allestimenti di livello superiore, sia per questioni di normative territoriali che per motivi di puro marketing. Per portare il progetto a regime, Renault ha programmato una completa modernizzazione (costata, al 2006, circa 772 milioni di euro) dell'intera Dacia: innanzi tutto, l'ampliamento e la riqualificazione degli storici stabilimenti di Mioveni, vicino a Pitesti, con l'aumento significativo di posti di lavoro nel territorio; quindi la riorganizzazione della rete dei fornitori, e di tutta la struttura commerciale, dai saloni ai servizi post-vendita (oltre 13.000 dipendenti contribuiscono attualmente alla produzione, alla distribuzione e all'esportazione delle vetture), nonché più di un milione di ore di corsi di formazione per il personale. Il primo risultato di tale sforzo economico ed organizzativo è stato il successo della Logan nel mercato locale: nel solo 2007 sono stati 102.062 i veicoli venduti in Romania, di cui 95.212 ad uso privato e 6.850 commerciali, e lo stato dei balcani è diventato il sesto mercato del gruppo Renault.

UNA FAMIGLIA DI AUTO A VOCAZIONE INTERNAZIONALE
La Logan ha conosciuto quindi un successo internazionale, grazie anche agli accordi con altri stati, spesso con mercati automobilistici in crescita o in via di sviluppo, per l'impianto di apposite linee di montaggio: la vettura, oltre che in Romania, viene prodotta attualmente anche in Russia, Brasile, Colombia, Marocco, Indiae - con qualche difficoltà - Iran, ed è venduta in 59 paesi del mondo. Inoltre, la Logan è diventata in quattro anni una vera e propria famiglia di vetture: sebbene la più venduta nel 2007 rimanga l'originaria berlina a 3 volumi, si sono aggiunte sulla medesima piattaforma "X90" la MCV, le versioni Van e pick-up e la recente Sandero a 2 volumi e 5 porte, variante esteticamente appetibile anche per il nostro mercato. In più, è stata da poco mostrata ufficialmente la versione ristilizzata della Logan, che promette una maggiore attenzione a design e a finiture, mantenendo i costi sostanzialmente in linea con quelli finora praticati.

DACIA: UN MARCHIO STRATEGICO PER RENAULT
Se, prima della Logan, le vetture con marchio Dacia potevano essere viste dai mercati più "evoluti" con un po' di diffidenza, ora ci si rende conto che la scelta strategica di Renault è stata lungimirante, e forse particolarmente adatta all'attuale momento economico. Renault si è "costruita" un marchio parallelo per vetture da vendere a prezzo inferiore, anche nei mercati occidentali, tenendosi pronta ad eventuali crisi economiche, o comunque ad una rinnovata domanda di vere "utilitarie": non è forse un caso che, dopo la Romania, i mercati dove la Logan ha avuto più successo nel 2007 sono, nell'ordine, Russia, Francia, India, Germania e Brasile. Con la Logan, Renault ha fatto da apripista al segmento delle low cost, che ora si sta rivelando come quello più in crescita, e sul quale si stanno concentrando gli interessi di tutte le Case automobilistiche. In più, la Casa francese ha posto una "testa di ponte" verso oriente, supportata da fabbriche come quelle di Russia e India, pronte ad affrontare le nuove esigenze dei consumatori dei mercati in crescita.

Il record di un milione di Logan vendute in quattro anni è un risultato che sicuramente fa riflettere, tenendo conto che il numero è destinato ad aumentare con la produzione di altri 4 nuovi modelli a partire dal 2012. Chissà che il ritorno al principio originario di "utilitaria" non diventi in futuro, anche a prescindere da motivazioni strettamente economiche, un'"arte di vivere" anche da noi...

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Autore: Sergio Chierici

Tag: Mercato , Dacia , produzione


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