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Prototipi e Concept

pubblicato il 27 giugno 2008

Cobra Venom V8

A.A.A., investitori cercasi per creare una nuova muscle car

Cobra Venom V8
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Oggi l'ultra ottantenne Shelby po' decisamente considerarsi una pietra miliare dell'automobilismo sportivo: la sua Cobra è una delle auto più replicate al mondo (se non la più replicata in assoluto), in alcuni casi, anche con licenza ufficiale che da la possibilità di apporre l'originale blasone Cobra sul cofano. Oltre alle repliche però, non si placano nemmeno le fantasie di chi vorrebbe collocare il dna della vecchia Cobra nel 21° secolo, proprio come ha fatto il designer Jamie Martin che con il rendering della sua Venom propone una versione tutta nuova della leggendaria sportiva americana.

Gli ingredienti per creare un prodotto eccelso ci sono tutti, anche se la concorrenza nel segmento delle moderne sportive è molto più minacciosa rispetto a un tempo. Il progetto di Martin punta a realizzare una vettura compatta, dalle dimensioni e dal peso contenuto: oltre al telaio in alluminio, l'uso della fibra di carbonio dovrebbe contribuire a ottenere un rapporto peso potenza pregevole. A quest'ultima dote però, l'apporto maggiore lo darebbe il motore: un classico 8 cilindri a V da 4,6 litri di cilindrata, che raggiungerebbe la potenza massima di 524 cavalli e 569 Nm di coppia a soli 3.500 giri.

L'unico problema di Jemie Martin è quello di trovare un appassionato investitore, senza il quale la sua Venom sarà destinata a rimanere per sempre un rendering, con grande dispiacere di chi la storia della AC Cobra l'avrebbe rivissuta volentieri in chiave moderna.

LE ORIGINI DEL MITO
Era il 1961 quando il pilota texano Carrol Shelby ebbe l'idea di unire le ottime caratteristiche di telaio dell'inglese AC Ace con quelle altrettanto valide dell'americanissimo Ford V8 da 4,2 litri. Ne derivò una vettura molto leggera e veloce, cui diede il nome, minaccioso e possente, di Cobra. Dopo la costruzione dei primi prototipi da parte della AC, Shelby ordinò circa un centinaio di telai. Il mito della Cobra era cominciato. Non passò molto tempo e Shelby manifestò già una certa insoddisfazione per la sua vettura, convinto di poter ottenere molto di più in termini di prestazioni. Il motore, infatti crebbe a 4,7 litri di cilindrata e con lui anche potenza e coppia. La Cobra poteva finalmente contare su prestazioni davvero elevate, che la rendevano molto agguerrita e vincente nella competizioni.

Nel '65 l'ulteriore evoluzione, grazie all'installazione di un poderoso V8 di 7 litri di cilindrata. A questo stadio la Cobra era un'auto completamente nuova rispetto alla derivazione AC Ace: molto più larga, molto più aggressiva e con un telaio nuovo, più rigido del precedente: una tipica muscle car americana, insomma. La Cobra 427 dichiarava una potenza massima di 345 CV, che diventavano oltre 480 in versione ufficiale "tuning" SC e che, nel '67, l'avevano resa una primate tra le supersportive d'Oltreoceano grazie a un tempo di appena 4"2 sullo 0-100. Già nel '68 l'attività Cobra si fermò, elevando le vetture di Shleby già al rango di mito dell'automobile. Tra l'altro, vanno annoverate tra le auto prodotte solo cinque esemplari di Cobra 427 Coupé e la straordinaria Cobra Daytona da competizione.

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Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Prototipi e Concept


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