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pubblicato il 12 giugno 2008

Dalle multe i soldi per rifare le strade

Lo chiedono Anas e Confindustria per Roma, città col primato di incedentalità

Dalle multe i soldi per rifare le strade

Destinare il 50% delle multe alla manutenzione della rete stradale per garantire maggiori standard di sicurezza. E' questa la richiesta di Anas e Confindustria-Finco (Federazione industrie impianti e servizi per le costruzioni) lanciata ieri in occasione del convegno sulla sicurezza stradale "Insieme per la sicurezza stradale". "La fiscalità che arriva dalla strada alle casse dello Stato ammonta a 79 miliardi di euro, ma ben poche di queste risorse tornano alle finalità a cui sono destinate; vengono volentieri dirottate invece per ripianare i bilanci", ha detto Rossella Rodelli Ciavarini, presidente Finco.

La sicurezza stradale è una "grande emergenza nazionale. La destinazione del 50% delle risorse equivale ad una piccola manovra finanziaria il cui gettito è stimabile in almeno 1,7 miliardi di euro che oggi viene incamerato direttamente dalle amministrazioni centrali o locali", ha detto il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, ricordando che i dati Istat parlano di 652 incidenti stradali al giorno, con 16 morti e 912 feriti. Il 40% del totale dei morti sulle strade è riconducibile al cattivo stato della manutenzione, per questo c'è una "forte necessità di recuperare il ritardo infrastrutturale del Paese, sia in termini quantitativi che qualitativi", ha detto il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta.

Per il 2008 l'Anas ha destinato oltre 750 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete e Ciucci ha riferito che l'Anas brevetterà presto un nuovo tipo di gard-rail, più sicuro. Verrà anche istituito a breve un Tavolo permanente di confronto per studiare i progetti da mettere in campo sulla scorta delle proposte e delle criticità emerse durante il primo incontro della "Conferenza cittadina sulla sicurezza stradale", che si è tenuto in Campidoglio lunedì scorso.

"Il problema della sicurezza stradale non riguarda soltanto le grandi arterie su territorio nazionale. Anche in città ha raggiunto ormai una dimensione ed una incidenza tale da farlo rientrare a pieno titolo tra le priorità dell'azione di governo di Roma", aveva detto in Campidoglio l'assessore alla Mobilità e ai Trasporti, Sergio Marchi. Nella Capitale il numero dei decessi conseguenti agli incidenti stradali sono più della somma di quelli che avvengono a Milano, Torino e Napoli messe insieme. Il dato, relativo al 2006, presentato ieri in Confindustria, parla di 231 morti sulle strade romane contro i 100 di Milano, i 49 di Torino e gli 87 di Napoli. Un primato allarmante, soprattutto se si tiene conto che tutte e tre insieme queste città hanno una popolazione di oltre 3 milioni di abitanti e quindi superiore a quella di Roma. Nel corso del 2007 gli incidenti sono stati 40 mila, la media consolidata di decessi che si registrano nella Capitale è di 180 ogni anno.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale


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