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pubblicato il 16 giugno 2008

Caro Petrolio: immatricolazioni in calo in tutto il mondo

Si salvano solo i mercati asiatici

Caro Petrolio: immatricolazioni in calo in tutto il mondo

Tempi duri per il mercato dell'auto a livello mondiale. Il caro petrolio sta colpendo duramente i principali mercati e insieme alla cattiva congiuntura economica internazionale è tra le principali cause di una diminuzione delle immatricolazioni. In Europa e negli Stati Uniti si assiste a bruschi cali che hanno spinto GM ha chiudere quattro stabilimenti dove sono assemblati Suv e pick-up. In Asia, invece, la situazione è molto diversa. Soltanto in questo continente le immatricolazioni continuano a salire ed anche la produzione galoppa a ritmi sostenuti, spinta dalla crescita economica record e dalla domanda di motorizzazione di massa.

EUROPA
Per il mercato dell'auto in Europa occidentale maggio è stato un mese negativo. I dati dell'Acea hanno rivelato un calo del 7,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con 1.334.081 immatricolazioni contro le 1.446.000 di maggio 2007. Secondo l'analisi dall'istituto di analisi J.D.Power, la debolezza del mercato "è seria", al punto che "il rallentamento potrebbe anche durare nel 2009, se non addirittura oltre".

AMERICA DEL NORD
Caduta libera negli Stati Uniti per le vendite di Suv, minivan e pickup. Se il vice direttore generale di Nissan in Nordamerica, Dominique Thormann, ha lanciato l'allarme annunciandone il calo del 20% nei primi cinque mesi dell'anno, per gli analisti di Power Information Network (una divisione di J.D. Power e Associates) "il destino dell'intero settore è incerto". Da maggio le vendite complessive di automobili sono scese dell'8% ed i veicoli di grossa cilindrata sono stati i più penalizzati dall'aumento del prezzo della benzina (-21% per i pickup, -32% per i Suv). E' in questo contesto che un colosso come General Motors ha deciso di chiudere 4 fabbriche di SUV licenziando più di 8.000 persone e sta valutando l'ipotesi di vendere Hummer.
"L'ultima cosa di cui ha bisogno una famiglia media è andare a comprare un'auto nuova", ha detto Rebecca Lindland, analista di settore per la società Waltham, per cui "a non aiutare il mercato e la domanda di autovetture, sono stati il prezzo elevato della benzina e i costi alimentari con i quali le famiglie americane hanno dovuto fare i conti in questi ultimi mesi".

ASIA
Gode di ottima salute il mercato orientale. Nei primi cinque mesi dell'anno le vendite di auto in Cina sono cresciute del 17,4% rispetto allo stesso periodo del 2007, per un totale di 3,02 milioni di unità. I dati diffusi dall'associazione nazionale dei costruttori parlano di ben 2,23 milioni di berline, 179.200 SUV e 93.200 veicoli. Le loro consegne hanno toccato a maggio quota 564.600 (+16%) e secondo le ultime stime diffuse proprio il 2008 dovrebbe segnare il sorpasso di quota 10 milioni di unità vendute, con una crescita rispetto all'anno 2007 del 14%. I modelli più venduti sono stati Santana, Jetta, Excelle, Corolla e Camry, mentre i marchi cinesi hanno raggiunto le 560.700 unità.
In India le vendite a maggio hanno segnato un +14,3% al 2007, per un totale di 110.743 unità. Al rialzo dei prezzi del carburante, che si è fatto sentire anche su questo mercato, Hyundai, Maruti e altre case automobilistiche hanno pensato di rispondere lanciando nuovi modelli e introducendo sconti. A maggio, Suzuki Maruti ha venduto 57.315 vetture (+16%) e Hyundai, la seconda maggiore casa per quota di vendite, ha toccato un +47% con 24.506 consegne. La Tata Motor, la terza casa costruttrice, è rimasta stabile, con 14.228 unità vendute.

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Tag: Attualità , immatricolazioni


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