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pubblicato il 8 giugno 2008

De Tomaso: all'asta i beni rimasti

Il 28 giugno, a Modena, la liquidazione giudiziale

De Tomaso: all'asta i beni rimasti

La storia, le vicissitudini, le auto, i problemi, i successi, la malinconica fine. E poi gli incroci con la Maserati, l'era della sfortunata Biturbo, prodotta dalla Innocenti. Alla maggior parte dei astanti è poco nota la storia del marchio De Tomaso.
Le sue vicende si sono concluse nel 2003 con l'avvio della procedura di fallimento. Il prossimo 28 giugno questà si concluderà a Modena con la vendita all'asta di quello che rimane dei beni dell'azienda: verranno messi all'incanto i diritti di sfruttamento del marchio De Tomaso, Pantera e Guarà (l'ultimo modello prodotto), a un prezzo base di 1,78 milioni di euro. Successivamente, sarà la volta dello stabilimento: 5.000 metri quadri proposti al prezzo base di 7,63 milioni di euro. Tutti i dettagli sono disponibili all'interno degli avvisi di gara scaricabili dal sito ufficiale della De Tomaso

UN PO' DI STORIA
Classe 1928, Alejandro De Tomaso, argentino di San Luis, a soli 23 anni dovette fuggire in esilio in Uruguay per aver partecipato a un tentativo di complotto contro il presidente Peron. La passione per l'automobilismo lo convinse a intraprendere la carriera sportiva misurandosi con le Osca. Successivamente, sbarcò in Italia dove, nel 1959, con la fondazione del marchio che porta il suo nome, iniziò la sua esperienza come costruttore. E' del '63, infatti, dopo essersi cimentato nella costruzione di alcuni prototipi, la nascita della Vallelunga, la prima De Tomaso della storia, equipaggiata con il motore della Ford Cortina da 104 CV e caratterizzata dall'innovativo e leggerissimo telaio in alluminio. Seguì nel 1968 la possente Mangusta, auto oggi rara e preziosa (solo 400 esemplari prodotti). Ma è con la Pantera, nata nel 1971 e motorizzata con un 8 cilindri Ford Cleveland da 5,8 litri e 330 Cv, che iniziò il successo del marchio De Tomaso. Della prorompente supercar modenese rimase folgorato anche The King, Elvis Presley, che la volle per la sua collezione. La Pantera rimase in produzione fino al 1996. Sono poi da ricordare la berlina Deauville, prodotta dal '72 al '75 e la cabriolet Longchamp (1974 - '79).
L'ultima auto a portare il marchio De Tomaso, la Guarà, fu prodotta dal '94 al 2003 anno della scomparsa di Alejandro. Si registrò, nel 1996, il tentativo di mettere in cantiere un'altra auto, la Biguà, prodotta di concerto con il marchio italiano Qvale. La vettura, poi ribattezzata Mangusta, non andò mai in produzione a causa del deteriorarsi dei rapporti tra le due aziende. Il progetto fu ceduto a quest'ultima ma la Qvale Mangusta non vide mai la luce. Allorché la Qvale fu acquistata dall'MG il progetto si trasformò nella MG XPower SV, anche quest'ultima, come noto, molto poco fortunata.

Dopo la scomparsa di De Tomaso, l'azienda passò in gestione alla vedova Isabella e al figlio Santiago ma nel giugno 2004 fu dichiarato il fallimento. La Guarà continuò a rimanere in listino fino al 2006 ma non si ha notizia di alcuna auto costruita in questo periodo.

Autore: Alvise-Marco Seno

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