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pubblicato il 4 giugno 2008

Carburanti: è boom di benzinai "no logo"

Gli sconti delle nuove "pompe bianche" arriverebbero fino a 16 cent/litro!

Carburanti: è boom di benzinai "no logo"

L'aumento del prezzo del petrolio sta rivoluzionando ogni aspetto del mercato automobilistico. Crescono soltanto gli utili delle società petrolifere, come Shell, che ha registrato nel primo trimestre un aumento dei profitti pari al 25%. Nel nostro paese si sta moltiplicando il numero dei gestori indipendenti che vendono carburante a prezzi più bassi di quelli praticati sulla rete tradizionale grazie a particolari condizioni di mercato. Per conoscere la mappa di tutti gli impianti italiani basta cliccare qui. Secondo le stime di Codacons, infatti, si possono risparmiare fino a 8 euro a pieno. Gli sconti stimati, infatti, arrivano a 16 centesimi al litro per la benzina e a 13 centesimi per il diesel.

PERCHE' COSTA MENO
Il fenomeno, tutto italiano, è nato in alcune piccole realtà locali, ma ormai riguarda un po' tutta la penisola. Era il 1994 quando due piccole compagnie cominciarono a praticare 100 lire di sconto: un esempio che ha innescato una reazione a catena. Nella maggior parte dei casi si tratta di imprenditori che gestiscono solo uno o due impianti, ma da qualche tempo il fenomeno coinvolge la grande distribuzione, infatti molte stazioni sorgono a ridosso di outlet o centri commerciali.
La conduzione autonoma dell'impianto gli permette di ridurre i costi di gestione ed anche l'assenza delle grandi campagne pubblicitarie che vengono sostenute dalle compagnie tradizionali fa la differenza sul prezzo al consumatore. Intervenendo poi sul margine lordo - che per gli operatori è pari a circa il 14 centesimi per litro - l'imprenditore riesce a spuntare prezzi alla vendita più bassi di quelli della rete tradizionale.

"CONCORRENZA SLEALE"?
Per i sindacati si tratta di "concorrenza sleale", soprattutto alla luce dell'improvvisa crescita del numero di impianti. Tra il 2003 e il 2005, nonostante la riduzione prevista nella riforma varata dal ministro dell'Industria Pierluigi Bersani nel 1998, ''sono stati aperti circa altri 4 mila distributori'', ha detto Alessandro Zavalloni, segretario nazionale della Fegica-Cisl. Fino al 2002, rileva il sindacato, ''per effetto della ristrutturazione della rete concertata fra gestori e compagnie petrolifere sono stati chiusi circa 6.000 punti vendita''.
Il problema, secondo la Fegica-Cisl, è che le compagnie petrolifere che gestiscono sia la rete tradizionale che l'extra rete, ''per conquistare i contratti con i retisti privati e collocare il prodotto, preferiscono spostare i costi industriali fissi - stoccaggio, logistica, trasporti e i margini di guadagno - solo sulla rete tradizionale, dove sono protette dall'esclusiva, penalizzando gestori ed i consumatori che da loro si riforniscono''.

DOVE SONO LE "POMPE BIANCHE"
Di stretta attualità la pubblicazione da parte delle Associazioni a difesa del consumatore dell'elenco degli indirizzi delle "pompe bianche" in Italia. Una lista sempre più ricercata dagli automobilisti, che indica l'indirizzo preciso di 265 gestori indipendenti sul territorio nazionale.
Marche, Lombardia e Lazio sono le regioni in cui ce ne sono di più, mentre è fuori dall'elenco il Friuli Venezia-Giulia.

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Tag: Attualità , guida all'acquisto , carburanti


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