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Attualità

pubblicato il 28 maggio 2008

Greenpeace protesta "alla Flinstones"

Clamorosa contestazione davanti alla sede dei costruttori d'auto europei

Greenpeace protesta "alla Flinstones"

Dalla sede dell'ACEA (l'associazione europea che riunisce i costruttori di automobili) fino alla sede del Parlamento Europeo sulla celebre auto dei Flinstones: con questa originale protesta sei attivisti di Greenpeace travestiti da cavernicoli hanno protestato a Bruxelles contro la pressione che secondo loro le Case automobilistiche stanno esercitando per cercare di mitigare la legislazione sui limiti alle emissioni di CO2 delle auto che dovrà essere discussa e votata in autunno.

L'associazione ambientalista ha voluto portare così all'attenzione dei media e della politica comunitaria il suo ultimo report "Driving Climate Change - How the car industry is lobbying to undermine EU fuel efficiency legislation", nel quale denuncia come, a discapito dell'emergenza climatica, l'industria auto stia colpevolmente temporeggiando nel produrre auto più efficienti allo scopo di salvaguardare i profitti immediati.

LEGISLAZIONE SLITTATA AL 2015
La critica è rivolta innanzitutto alla richiesta dell'ACEA, poi esaudita dal Parlamento Europeo, di posticipare l'entrata in vigore delle nuove norme dal 2012 al 2015, che rappresenterebbe un ulteriore ritardo nell'applicazione dell'"ACEA agreement", un impegno volontario da parte dei costruttori che nel 1998 prevedeva la riduzione dei limiti di CO2 a 140 g/km dal 2008 in risposta ai 120 g/km che la UE si era prefissata nel 1995. Secondo l'associazione dei Costruttori non ci sarebbe il tempo di adattare entro il 2012 la produzione e i costi sarebbero altissimi: "Non meno del 60% delle auto che saranno sul mercato nel 2012 sono già in produzione adesso", come dichiarato nello scorso Febbraio da Christian Streiff, presidente dell'associazione oltre che del gruppo PSA Peugeot-Citroen.

PESO vs. IMPRONTA A TERRA
I prossimi tetti delle emissioni di CO2 previsti nella prossima legislazione si baseranno sulla media fra tutti i modelli prodotti da un singolo Costruttore, che verranno rappresentati in un grafico che rappresenta il rapporto fra il livello di emissioni e due parametri che sono tuttora in fase di studio per il calcolo di CO2 emessa e quindi dell'efficienza: il peso e l'impronta a terra (una misura che si calcola moltiplicando la carreggiata per il passo). Greenpeace sostiene che l'impronta a terra sia un parametro più obbiettivo, perché riflette più correttamente il segmento di appartenenza di un veicolo (e quindi i consumi) e perché i costruttori potrebbero innalzare volutamente il peso per rientrare in questi limiti.

GERMANIA CONTRO TUTTI
Francia e Italia da un lato e Germania dall'altra parte, i paesi che insieme producono la quasi totalità del parco circolante europeo, sono infatti divisi sull'adozione di questi due parametri. Questo perchè i costruttori italiani e francesi sono specializzati nelle auto di piccola cilindrata, al contrario dei tedeschi che devono al segmento premium la maggior parte dei loro introiti. Greenpeace accusa i tedeschi inoltre di sfruttare la presenza di loro connazionali nei posti chiave in cui si stanno discutendo le nuove norme. Il dito è puntato soprattutto sul Commissario UE all'Industria Gunter Verheugen, alleato politico dell'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder che a sua volta fu membro del consiglio di amministrazione di Volkswagen.

Insomma, il dibattito sulle prossime politiche ambientali che investiranno il mondo dell'auto è accesissimo e non mancano le argomentazioni sia dall'una che dall'altra parte.

Greenpeace protesta "alla Flinstones"

Clamorosa contestazione davanti alla sede dei costruttori d'auto europei

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Tag: Attualità , inquinamento , statistiche , dall'estero


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