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Retrospettive

pubblicato il 17 maggio 2008

La Mille Miglia

Vi raccontiamo la storia della regina delle corse italiane

La Mille Miglia
Galleria fotografica - La Mille Miglia compie 80 anniGalleria fotografica - La Mille Miglia compie 80 anni
  • 1928 - Piazza della Loggia a Brescia	   - anteprima 1
  • 1929 - Rossi/Battioni su Fiat 509 S (Passo della Futa)	   - anteprima 2
  • 1930 - Tazio Nuvolari e Giovan Battista Guidotti, su Alfa Romeo 6C 1750 GS	  	   - anteprima 3
  • 1936 - Piazza della Vittoria	   - anteprima 4
  • 1937 - Il Marchese Tonino Brivio e Carlo Ongaro su Alfa Romeo 8C 2900	   - anteprima 5
  • 1937 - Carlo Pintacuda e Paricle Mambelli, su Alfa Romeo 2900 A	   - anteprima 6

"La corsa più bella del mondo", così la definì Ferrari, venne ideata nella seconda metà degli anni '20 dello scorso secolo da Aymo Maggi, Renzo Castagneto e Franco Mazzotti; sembra sia stata la reazione dei tre appassionati alla mancata assegnazione alla natia Brescia del Gran Premio d'Italia.
L'idea iniziale puntava all'organizzazione di una sola edizione della gara, da svolgersi su un percorso ad "otto" (Brescia-Roma-Brescia) per una distanza di circa 1.600 km (le mille miglia, del nome definitivo). Ma l'enorme successo ottenuto "costrinse" gli organizzatori a ripetere l'evento che venne quindi corso per 24 volte: 13 dal 1927 al 1938, una nel '40 a circuito ridotto ed 11 dal 1947 al '57, su distanze variabili fra i 1512 ed i 1830 km; il tracciato infatti venne più volte modificato in base alle condizioni stradali, compreso il senso di marcia, orario o antiorario.
Altro dato interessante, testimonianza dell'enorme evoluzione dei mezzi in gara, é il raffronto tra le medie dei vincitori della prima ed ultima edizione della Mille Miglia: dai 77,238 Km/h di Minoia-Morandi su OM (1927) ai 157,650 km/h di Moss-Jenkinson su Mercedes 300 SLR, che si aggiudicò l'edizione del 1955, la più veloce in assoluto.

IL PERIODO ANTEGUERRA
La prima edizione - 26 marzo 1927 - vide al via settantacinque equipaggi italiani e due soli stranieri; di questi 55 videro il traguardo e fra loro vinsero Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi su OM 665 S Spyder (la marca italiana piazzò tre sue vetture ai primi tre posti della classifica assoluta) , in 21 ore, 4 minuti, 48 secondi e 1/5 alla media di Km/h 77,238.
Le edizioni del 1928 e 1929 videro il dominio dell'Alfa Romeo - con la famosa e modernissima 6C spyder Zagato da 1.500 cc. nel '28 e da 1.750 cc. nel '29, condotta in entrambi i casi dall'equipaggio Campari-Ramponi; l'Alfa si aggiudico, sempre con la 1750 Spyder Zagato in versione GS condotta però da Tazio Nuvolari, l'edizione 1930 abbattendo per la prima volta il muro dei 100 km/h di media (100,450 Km/h in 16h, 18', 59".
L'edizione 1931 registrò il primato della Mercedes che battè con l'equipaggio Caracciola-Sebastian, il record di Nuvolari con 101,147 km/h percorsi in 16h, 10', 10"; dal 1932 al 1938 un pubblico nazionalista e plaudente registrò il monopolio dell'Alfa Romeo i cui equipaggi si divisero il gradino più alto del podianno dopo anno con Borzacchini-Bignami , Varzi-Bignami, Pintacuda-Della Stufa, Brivio-Ongaro, Pintacuda-Mambelli e Biondetti Stefani.
L'ultima edizione anteguerra, quella del 1938, fu vinta dall'Alfa 8C 2900B Spyder Touring che fece registrare la media-record di 135,391 km/h in 11h, 58', 29"; l'Alfa era proprio quell'anno rientrata nelle competizioni in prima persona accorpando la Scuderia Ferrari lasciandone la direzione ad Enzo Ferrari con il risultato di vedere il podio interamente monopolizzato dalle sue auto.
La gara fu funestata dal gravissimo incidente occorso alla Lancia Aprilia dell'equipaggio Bruzzo-Mignanego che a Bologna travolse 33 spettatori, 10 dei quali rimasero uccisi; questo episodio, sommato ad un altro fortunatamente meno grave, decretò la soppressione della corsa che, nel 1939 non venne disputata;

CIRCUITO DI BRESCIA, UNA PARENTESI BELLICA
L'edizione 1940 della Mille Miglia cambia itinerario e denominazione e diviene il "1° Gran Premio Brescia delle Mille Miglia"; la gara venne disputata su un circuito stradale stabilito fra Brescia, Cremona e Curtatone su una distanza di 165 km da ripetersi 9 volte per un totale di 1.486 km (il chilometro in più é rappresentato dalla differenza di distanza fra partenza e traguardo, non coincidenti); questo percorso anomalo, utilizzato una sola volta, fa registrare la vittoria di Huschke Von Hanstein-Baumer su BMW 328 Coupé a 166,723 Km/h di media (8h, 54', 46")

IL DOPO GUERRA
Devastazione alle spalle, un'Italia con voglia di riscatto vide, alle 14.00 del 21 giugno 1947, partire la prima auto partecipante alla prima Mille Miglia post bellica, poi vinta da Biondetti-Romano su "Alfa Romeo 8C 2900B aspirato berlinetta Touring" in 16h, 16', 39" a 112,240 km/h di media; Biondetti si ripeterà, a fianco rispettivamente di G. Navone e E. Salani, nel 1948 (con i suoi 1830 km la più lunga edizione della storia della corsa) e nel 1949; il forte stradista toscano vinse entrambe le edizioni su Ferrari 166, in versione "S" nel '48 e MM l'anno dopo.
Nel 1950 e nel 1953 andò all'equipaggio Marzotto-Crosara il primo dei quali era famoso sia per la sua velocità e sia per correre in doppiopetto con tanto di camicia e cravatta; in entrambi i casi l'equipaggio porterà al traguardo una vettura del Cavallino rampante - una Ferrari 195 S Coupé Touring la prima volta e l'anno dopo una potentissima 340 America spyder Vignale da oltre 4 litri di cilindrata con la quale, in 10h37'19", fecero registrare la nuova media record di 142,347 km/h; a tali edizioni partecipò J.M. Fangio, terzo nel '50 su Alfa Romeo 6C 2500 Competizione Coupé e secondo nel '53 su Alfa 6C 3000 cc. Competione Coupé.
Villoresi-Cassano si aggiudicarono su Ferrari 340 America Coupé Vignale l'edizione 1951 mentre la successiva andò all'equipaggio Bracco-Rolfo sempre su Ferrari (250 S Coupé Vignale 3.000 cc.).
L'egemonia del Cavallino rampante viene interrotta nel 1954 da una Lancia, la D24 Carrera Spyder Pininfarina, una notevolissima Sport biposto corsa da 3.284 cc, condotta Alberto Ascari che vincerà, in solitario, in 11h, 26',10" ad una media di 139,645 km/h; all'estremo opposto della classifica - dal 175° al 178° posto - troviamo quattro Isetta dotate di motore monocilidrico da 236 cc. la prima delle quali, percorse i suoi 1.597 km in 22h, 4', 52" alla media di 72,311 km/h.

VERSO LA FINE
L'Italia della Mille Miglia ancora non lo sa ma si sta avvicinando a grandi passi alla fine di un'epoca, che prima di tramontare lascerà comunque segni indelebili quali la vittoria con record imbattuto dell'equipaggio Moss-Jenkinson su Mercedes 300 SLR spyder da 3 litri e 310 CV, in pratica a Formula Uno W 196 aerodinamica in versione biposto. Moss divorerà i 1.595 chilometri da Brescia a Brescia in 10h, 07', 48", alla media di 157,650 km/h, primato imbattuto ed entrato nella leggenda; a questa performance contribuì il navigatore di Moss, il giornalista inglese Denis Jenkinson, il quale durante le ricognizioni prese puntigliosamente appunti su un rotolo di carta continuo avvolto su una prima bobina che in corsa, curva dopo curva, srotolò, lesse e riavvolse su una seconda bobina.
Moss diede circa 32 minuti a Fangio, solo su una vettura analoga, e circa 45 a Maglioli-Monteferrario, su Ferrari 118 LM Spyder Scaglietti.
Ancora oggi la Mercedes celebra questo trionfo partecipando in forze ad ogni edizione della Mille Miglia rievocativa: tra partecipazioni private ed ufficiali 25 sono le vetture della stella tre punte presenti all'edizione 2008.
Le edizioni 1956 e 1957 saranno vinte entrambe da Ferrari condotte da piloti senza coequiper, nel primo caso da Eugenio Castellotti, al volante di una 290 MM spyder Scaglietti da 3,5 litri in 11h, 37', 10" ad una media di 137,442 kmh, la seconda dalla "Volpe Argentata" l'Ingegner Piero Taruffi che, al volante di una 315 S spyder Scaglietti da 3,8 lt., - 10h27'47" - Km/h 152,632. Terzi arrivarono, con una prestazione sensazionale, Gendebien-Washer su Ferrari 250 GT TDF da 3 litri, una GT in mezzo ad una muta di sport assai più potenti, in 10h, 35', 53" ad una media di 150,688 km/h.
Con l'edizione 1957, che come è noto fu l'ultima a causa della strage di Guidizzolo nella quale perirono il pilota Ferrari Alfonso de Portago, il suo secondo Edmund Nelson e 9 spettatori, si chiude l'epopea della Mille Miglia e, in realtà, di tutte le grandi corse su strada.

I TENTATIVI SUCCESSIVI
L'Automobile Club di Brescia nel 1958, 1959 e nel 1961 organizzò, sempre con il nome di Mille Miglia, altrettante competizioni articolate su una formula ibrida basata su brevi tratti stradali a velocità pura (in genere ricavati da percorsi di gare in salita) da alternarsi a lunghe tappe di trasferimento da effettuare ad una velocità media controllata di 50 km/h. La formula non ebbe successo e, appunto nel 1961, venne abbandonata.

Autore: Giovanni Notaro

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