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pubblicato il 8 maggio 2008

Engine of the Year 2008

BMW fa, come da tradizione, incetta di premi; riconoscimenti anche a VW, Porsche, Toyota e Subaru

Engine of the Year 2008

Engine of the Year 2008 è ancora dominio BMW che si aggiudica il titolo nella categoria più importante di International Engine of the Year e si aggiudica altre cinque categorie su 10: da 1,4 a 1,6 litri insieme a PSA Peugeot Citroën, da 1,8 a 2 litri, da 2,5 a 3 litri, da 3 a 4 litri e oltre 4 litri. Due premi a testa per Toyota (meno di 1 litro e Green Engine of the Year) e Volkswagen (da 1 litro a 1,4 litri e da 1,8 a 2 litri) mentre uno va a Subaru per la categoria da 2 a 2,5 litri. Otto categorie su 11 sono andate a costruttori tedeschi, le altre tre ai giapponesi; sette su 11 a motori sovralimentati, cinque su 11 a motori con iniezione diretta e tutti sovralimentati; quattro su sette utilizzano un sistema di sovralimentazione doppio tra questi un Diesel, l'unico tra i vincitori di categoria. Questi i verdetti dei 64 giurati di tutto il mondo (tra i quali tre italiani e Matt Davis, collaboratore di OmninAuto.it) provenienti da 32 paesi. Vediamo in dettaglio categoria per categoria, partendo dalla più importante.

INTERNATIONAL ENGINE OF THE YEAR 2008
E' il 6 cilindri 3 litri a benzina biturbo di BMW che si conferma per il secondo anno e vince ovviamente anche nella sua categoria da 2,5 a 3 litri. È uno dei capolavori di Monaco e non a caso ha l'architettura che è l'emblema del credo tecnico di BMW: il 6 cilindri in linea. Ha l'iniezione diretta di benzina con iniettori piezoelettrici centrali a 200 bar e due piccoli turbo, ognuno per 3 cilindri che soffiano a 0,6 atmosfere. Nato con 306 CV e 400 Nm da 1300 a 5000 giri/min per la Serie 3, la Serie 1 e la X6, sulla nuova Serie 7 raggiunge 326 CV e 450 Nm da 1500 a 4500 giri/min. Le sue doti principali sono la spinta imperiosa, costante sin dal minimo accompagnata da un sound degno di un V8. Il fatto stesso di adattarsi a vetture di taglia e caratteri così diversi dimostra la sua duttilità.

Al di sotto di 1 litro. Vince il 3 cilindri mille di Toyota da 69 CV che equipaggia Yaris, le gemelline Aygo/C1/107 e molti modelli Daihatsu. Unisce grande raffinatezza (controalbero, variatore di fase continuo, impianto di aspirazione in un sol blocco di resina, canne distanziate di soli 7 mm), compattezza e un peso di soli 67 kg, caratteristiche che favoriscono l'efficienza generale delle vetture alle quali è applicato. Il piccolo Toyota è al quarto titolo dal 2005 ad oggi.

Da 1 a 1,4 litri. Stravince per la terza volta il fantastico 4 cilindri 1,4 Volkswagen a iniezione diretta con doppia sovralimentazione, turbo e compressore volumetrico per una pressione massima di ben 2,5 bar. Rappresenta l'esempio più raffinato di downsizing perché ha fino a 180 CV e una coppia di 240 Nm già da 1750 giri/min. Ha debuttato sulla Golf V e ha generato dietro di sé tante derivazioni, anche con il solo turbo, montate su ogni tipo di vettura: dalla coupé come la Scirocco alla piccola bomba come la Seat Ibiza Cupra, dal SUV come la Tiguan alla berlina alto di gamma come la Skoda Superb. Tra le sue note fondamentali c'è anche la silenziosità.

Da 1,4 a 1,6 litri. Vince il 4 cilindri 1,6 litri a iniezione diretta turbo frutto del progetto congiunto tra BMW e PSA che ha debuttato sulla MINI e poi su altri modelli Peugeot e Citroen. Anche qui la coppia massima di 240 Nm arriva subito da 1600 giri/min ed è ben distesa fino a 5000 giri/min grazie alla turbina "twin scroll", ovvero con condotti sdoppiati per le coppie di cilindri in modo da minimizzare i disturbi nei flussi dei gasi di scarico e migliorare la risposta. Ne esistono altre versioni da 150 CV, da 211 CV per la MINI Cooper S JCW e persino da 200 CV per la Peugeot 207 Rally da corsa.

Da 1,8 a 2 litri. Anche stavolta vince un motore turbo a iniezione diretta ed è il 2 litri Volkswagen Audi che ha debuttato sulla Golf 5 GTI con potenza da 165 CV e 280 Nm e raggiunge anche i 272 CV e 350 Nm sull'Audi TTS. Stupefacenti sono i dati di emissioni, ma soprattutto i consumi che questo motore offre nella guida normale grazie alla coppia abbondante e disponibile per un'ampia gamma di giri unita alla capacità di spingersi con decisione anche oltre i 7mila giri. È il quinto anno che domina questa categoria.

Da 2 a 2,5 litri. Qui vince il 4 cilindri boxer 2,5 litri montato sulle Subaru Impreza e Legacy che si era aggiudicato questa categoria già nel 2006. Disponibile in versioni da 230 ai 320 CV della Impreza WRC STi, questo motore dall'architettura unica piace per le sue capacità insite di compattezza e di "distensione" che favoriscono la miglior ripartizione delle masse per l'intera vettura. E poi è pieno di coppia e di grinta con un sound unico.

Da 3 a 4 litri. C'è da chiederlo? Vince il V8 4 litri della M3 con i suoi 420 CV, la capacità di girare fino a 8400 giri e di erogare la coppia massima di 400 Nm già a 3900 giri/min ma 350 Nm sono disponibili da 2300 giri/min fino al regime di potenza massima. Merito di tutta la tecnologia della Motorsport: dalla centralina elettronica da oltre 200 milioni di operazioni al secondo alle fusioni fatte dove nascono i V8 di Formula 1; dalle farfalle motorizzate singole che si aprono in soli 200 ms al peso di soli 202 kg. Un capolavoro di prestazioni, ma anche di fruibilità.

Oltre 4 litri. Bravi, vi siete risposti già da soli: è il V10 5 litri da 507 CV delle BMW M5 ed M6. Si tratta del fratello maggiore del V8 della M3 e ne replica in grande tutte le caratteristiche. Raggiunge la potenza massima a 7750 giri/min, gira fino a 8300 giri/min e ha 520 Nm a 6100 giri/min, ma già da 2600 giri/min ha oltre 400 Nm. Il suo urlo è un po' sgraziato per via della V a 90° che ha obbligato a un angolo di manovella e a una sequenza di scoppio diversa da quelli canonici con V a 72°, ma l'erogazione è memorabile. È la quarta volta che vince in questa categoria, nel 2006 se ne è aggiudicate addirittura altre due e belle pesanti come quelle di International e Performance Engine of the Year. Nel 2007 si è dovuto privare del titolo più importante a favore del fratellino 3 litri biturbo.

BEST PERFORMANCE ENGINE
Ecco un altro illustre boxer: il 6 cilindri 3,6 litri biturbo della Porsche 911, il primo e per ora unico motore a benzina dotato di turbocompressore con turbina a geometria variabile, ma ha anche altre raffinatezze come la distribuzione con variazione della fasatura e dell'alzata delle valvole. Stupisce già con 480 CV sulla Turbo, lascia senza fiato con i 530 CV della GT2 ottenuti modificando le giranti, innalzando la pressione di sovralimentazione da 1 a 1,4 bar e attraverso un nuovo impianto di aspirazione senza toccare minimamente i consumi (12,5 litri/100 km). Impressionante anche la coppia: 680 Nm da 2200 a 4500 giri/min che arrivano come folate impetuose. Anche qui si tratta di una conferma visto che questo motore nel 2007 aveva vinto la categoria da 3 a 4 litri. La GT2 raggiunge 329 km/h e fa lo 0-100 in 3,7 secondi, 11,2 per arrivare a 200 e 33 per passare la barriera dei 300.

GREEN ENGINE OF THE YEAR
Dominatore assoluto per il quinto anno è l'1,5 litri della Toyota Prius accoppiato al motore elettrico che negli anni ha collezionato ben 12 titoli in categorie diverse. La sua particolarità è di funzionare a ciclo Atkinson, ovvero con un rapporto di espansione superiore a quello di compressione per avere un elevato rendimento. E se anche la curva di coppia è sfavorevole, ci pensa il motore elettrico da 67 CV a bilanciarne le debolezze per consumi ed emissioni di CO2 da city car (104 g/km di CO2). La Prius può anche viaggiare a emissioni zero fino a 48 km/h per circa 2 km. Nel 2009 arriveranno molti ibridi, ma anche la nuova Prius, ancora più efficiente.

NEW BEST ENGINE OF THE YEAR
Il 4 cilindri 2 litri di BMW è l'unico Diesel premiato, ma ne ha tutte le ragioni. Tutto in alluminio, ha 204 CV a 4400 giri/min, che vuol dire una potenza specifica di oltre 102 CV/litro, e 400 Nm, la coppia di V8 4 litri. È inoltre il primo Diesel con iniezione common rail a 2000 bar e fa della 123d la prima vettura al mondo da oltre 200 CV con emissioni al di sotto dei 140 g/km di CO2 (138 per la precisione) e consumi di soli 5,2 l/100 km. È capace inoltre di prestazioni formidabili: 238 km/h e 0-100 km/h in 7 secondi netti. Un mostro di efficienza grazie alla sovralimentazione a doppio stadio: una piccola che agisce da sola ai bassi regimi, si sovrappone ai medi con quella più grande che poi va da sola fino al massimo dei giri. Anche questo è downsizing.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Attualità , concorsi


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