dalla Home

Home » Argomenti » Intermodalità

pubblicato il 8 maggio 2008

Mobilità, bocciato il trasporto pubblico

L'auto si conferma il mezzo più usato, in forte crescita scooter e moto

Mobilità, bocciato il trasporto pubblico

I dati sulle immatricolazioni nei primi mesi dell'anno parlano chiaro: -7,3% a gennaio, -3,9% a febbraio e -18,7% a marzo. Il mercato dell'auto è in calo, complice anche il prezzo del petrolio alle stelle, ma nel quadro complessivo del mercato della mobilità l'automobile si conferma il mezzo dominante. L'81% degli spostamenti motorizzati degli italiani avviene su quattro ruote, ma rispetto al 2006 la percentuale è scesa dell' 1,8%. Nello stesso periodo il trasporto sui mezzi pubblici è aumentato del 1,5% (attestandosi a quota 11,5% sul totale) e quello con moto e motorini dello 0,4% (7,6%).

E' questo quanto emerge dal V Rapporto sulla mobilità urbana realizzato dall'ISFORT in collaborazione con ASSTRA e presentato questa mattina a Genova nella prima delle tre giornate del Convegno ASSTRA "Così è, se vi pare". Nelle grandi città (oltre 250 mila abitanti) i mezzi pubblici nel 2007 hanno perso terreno a vantaggio delle due ruote: i primi sono diminuiti dell'1,6% e l'uso dei motocicli è aumentato dell'1,3%.

Secondo quest'indagine - la maggiore realizzata in Italia sull'andamento della mobilità nelle città di piccole, medie e grandi dimensioni - la crescita delle immatricolazioni delle due ruote sta proseguendo a ritmi molto elevati: +6% tra il 2006 e il 2007% contro lo 0,9% delle quattro ruote. Soprattutto nelle grandi aree urbane si preferiscono i mezzi privati, mentre nelle città di media grandezza il trasporto pubblico ha perso 0,2 punti percenduali ed ha recuperato leggermente (+0,5%) nelle città di piccole dimensioni (meno di 100.000 abitanti).

Per quanto riguarda l'andamento dei mezzi di trasporto motorizzati nelle diverse circoscrizioni territoriali, la quota di mercato del trasporto collettivo nelle regioni del Nord-Ovest ha raggiunto il 19,3% (+2,5) contro una media nazionale dell'11,5%, ed è proprio questa l'unica macroarea dove il peso dell'automobile nella mobilità urbana è inferiore al 75%. Nei territori del Nord-Est, la quota della mobilità collettiva è di poco inferiore alla media (10,6%), ma va considerata la minore incidenza delle grandi aree urbane in queste regioni, in crescita significativa nell'ultimo anno (8,8% nel 2006). Nel Centro Italia, l'elevato peso relativo delle grandi città - Roma e Firenze in testa - ha determina strutturalmente uno share di mercato del trasporto pubblico più alto della media (12,9%), ma solo in modesto consolidamento (+0,5% rispetto al 2006). Per lo stesso motivola percentuale di spostamenti effettuati in moto o motorino è più alta della media: 10%, contro l'8,8% del 2006. Al Sud e nelle Isole l'automobile è utilizzata nel 86,7% degli spostamenti, il trasporto pubblico si attesta al 6,7% e le due ruote al 6,6%.

I CITTADINI HANNO DETTO
Per quanto riguarda il giudizio dei cittadini nei confronti del trasporto pubblico dal Rapporto è emerso un quadro complessivamente negativo, anche se c'è più soddisfazione per la rete metropolitana che per quella urbana. In tema di sicurezza stradale la percezione dei cittadini, secondo il campione analizzato, è sotto questo profilo molto netta: gli intervistati hanno dichiarato che muovendosi nel traffico cittadino si imbattono in parcheggi irregolari delle macchine 6 volte su 10, in parcheggi irregolari di moto/motorini circa una volta su due ed in comportamenti di guida pericolosa di automobilisti e centauri quasi una volta su tre nell'ingombro delle corsie preferenziali o delle zone a traffico limitato da parte di veicoli non autorizzati.

Per ciascuna di queste infrazioni, la sensazione generale è che le multe arrivino soltanto in una quota molto limitata di casi: tra il 20% per la circolazione in aree non consentite ed il 28% per i parcheggi di auto in doppia fila. Si tratta di valutazioni derivanti da un'esperienza quotidiana che può ingannare, ma che denuncia con certezza una circolazione congestionata. Nella percezione degli italiani si tratta di comportamenti che si stanno progressivamente spostando dall'area dell'"illegalità" a quella della "legalità". Infatti, il 35% degli intervistati è d'accordo con l'affermazione "a volte è necessario lasciare la macchina in doppia fila solo per pochi minuti perché non si trova parcheggio" ed è una percentuale in leggera crescita tra il 2006 e il 2007. Inoltre, un quarto degli intervistati è d'accordo sull'idea che "sulle strade a più corsie, in città, è consentito superare a destra" (nel 2006 erano un quinto).

LE SOLUZIONI PROPOSTE
L'aumento dei controlli della polizia municipale resta la via maestra secondo gli italiani: quasi il 50% degli intervistati l'ha indicata come principale opzione e un altro 30% come seconda scelta. Anche l'aumento dei controlli attraverso le telecamere è molto auspicato. Un quarto degli intervistati invece si orienta sul potenziamento della segnaletica per facilitare agli automobilisti. Soltanto una piccola percentuale punterebbe sull'inasprimento delle sanzioni per le infrazioni commesse.

Autore:

Tag: Attualità , immatricolazioni , trasporto pubblico , inquinamento


Top