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pubblicato il 28 aprile 2008

Le Bellezze del Lago di Como

Villa d'Este 2008: emozioni d'altri tempi

Le Bellezze del Lago di Como
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Bellezza, storia e passione. Sono i tre ingredienti che anche quest'anno hanno caratterizzato il Concorso d'Eleganza di Villa d'Este conclusosi questo fine settimana sulle sponde del lago di Como. Un evento di caratura planetaria quanto ad espressione dell'automobilismo d'epoca, e non solo: col patrocinio di BMW Group, questa manifestazione offre ampio spazio al futuro e alle concrete proposte di Costruttori e Carrozzieri di fama mondiale che, a pochi passi dalle vere protagoniste della manifestazione, espongono tecnologici prototipi oltre ad inediti modelli dal design unico.

EMOZIONI PER TUTTI
Non è necessario essere grandi appassionati d'auto per apprezzare una manifestazione come questa, ne bisogna possedere un'auto d'epoca per comprendere il valore delle vetture esposte nella splendida cornice di Villa d'Este e Villa Erba.
Due giorni per celebrare le gesta di quei creativi d'altri tempi che, grazie alla loro inventiva e al loro eccelso senso estetico, hanno dato vita a vere e proprie opere d'arte in movimento che, oggi più di ieri, abbiamo il privilegio e sentiamo il bisogno di ammirare. Di certo, nell'era del "downsizing", dell'ecologia e della mobilità sostenibile, sarebbe alquanto incoerente paragonare il meglio della produzione d'auto moderna con queste rappresentanti dell'automobilismo d'epoca: sotto la voce "efficienza" le tecnologie di oggi non hanno concorrenti nel passato (basti pensare che per eguagliare le prestazioni di un millesei attuale servirebbe almeno 8 cilindri e 4 litri di quarant'anni fa!), ma se parliamo di impatto emotivo, allora il discorso cambia e le linee delle anziane protagoniste messe in mostra sul Lago di Como rimangono un punto di riferimento.

L'artigianalità, la cura e - diciamolo - il sentimento riposto nella creazione di uno specifico modello rappresentano una dedizione al primato estetico e una continua ricerca della perfezione, peculiarità difficilmente raggiungibili oggi, sia che si parli di Costruttori che guardano solo ai volumi di vendita sia per quelli più attenti "all'immagine". Ricarrozzare una sportiva del passato, al tempo, aveva un significato intrinseco che va oltre il comune appagamento dell'ego. Se oggi le auto sportive sono un bene costoso, ma comunque diffuso, negli anni del dopoguerra il possedere una vettura prestazionale era un segno distintivo, un simbolo di appartenenza ad uno status sociale ben al di sopra della media: avere poi la possibilità di creare un nuovo abito su misura per la propria vettura significava essere consapevoli che, da li a qualche mese, si sarebbe aggiunta alla storia una pietra miliare dell'automobilismo. Non esistevano sigle con significati appartenenti a culture lontane o a filosofie ormai dimenticate: qui chi creava nuove auto e nuovi stili aveva un nome e soprattutto cognome, come dimostrano le firme delle più celebri Carrozzerie che operavano all'epoca: di conseguenza, anche le auto da loro modificate ereditavano - come se fossero "adottate" - un nuovo "cognome". La classificazione dei modelli era semplice, intuitiva, vera, senza troppi giri di parole; termini come "veloce", "sport", "granturismo", "superleggera" non erano soltanto aggettivi (o promesse per il potenziale cliente), ma vere e proprie caratteristiche del modello che si guadagnava tale nomenclatura solo quando era realmente meritevole (le "GT" o le "Sport" di oggi sono quello che promettono di essere o il marketing continua ad ingannarci?).

L'INTIMITA' DI VILLA ERBA
Oltre alle auto ci sono anche i collezionisti ad essere al centro dell'attenzione, donando un attributo impareggiabile alla propria vettura esposta. Parlare di auto con gli amici al bar, oppure in chat tra colleghi di lavoro è una cosa, ma farsi aprire lo sportello di un pezzo unico da un personaggio al quale per tutta la vita "altri" hanno aperto sportelli, è ben altra cosa. Ed è esattamente quello che accade a Villa Erba nella giornata aperta al pubblico. Chiedere direttamente al proprietario dell'auto - che può essere facilmente un collezionista con numerose supercar d'epoca in "garage" e svariati milioni di dollari in "banca" - la storia di quella precisa vettura e, in molti casi, salire a bordo della stessa non è un avvenimento raro. Ed è ancora più frequente incontrare un meritevole espositore, così innamorato della propria auto, da non voler lasciar andare via il visitatore che, in molti casi, rimane positivamente impressionato dalla cordialità e dalla passione dimostrata da questi speciali "espositori". Dunque conoscere le auto di Villa d'Este non significa solo essere in grado di descriverne i dati tecnici, bensì apprenderne le curiosità legate a quella precisa vettura (rimasta in panne in quel posto in quell'anno, acquistata a quel prezzo da quella persona, incidentata e rimessa a nuovo da quell'altra) raccontate dall'ultimo discendente dei passati proprietari che, come leggende di altri tempi, tramandano verbalmente racconti che solo pochi conoscono, ma che ogni appassionato (vero) vorrebbe sapere.

IL CONCORSO
L'edizione 2008 del Concorso d'Eleganza ha visto assegnare il premio "Best of Show", e quindi vincitrice del Trofeo BMW Group, alla Ferrari 166 MM Berlinetta Touring del 1949. Inizialmente acquistata direttamente da Enzo Ferrari dal Conte Giannino Marzotto, la vettura fu successivamente dotata dalla Touring di una carrozzeria coupé aerodinamica nello stile della Touring Superleggera. Nel 1950 l'automobile fu esposta al Salone di Ginevra. Verso la fine degli anni Cinquanta, l'automobile fu utilizzata per gare minori negli Stati Uniti e, nel 1965, fu venduta (insieme al motore originale del 1949) a un collezionista americano, che la tenne fino al 2001. L'attuale proprietario, John Croul, acquistò l'automobile nel 2003 e la fece restaurare ripristinando integralmente le condizioni originarie.

Sabato i visitatori di Villa d'Este hanno nominato la vincitrice della Coppa D'Oro. I voti dei presenti sono andati in gran parte alla Mercedes-Benz 540 K Autobahnkurier del 1938. Solo due coupé dalla forma aerodinamica furono costruiti sulla carrozzeria della Mercedes-Benz 540 K. L'automobile fu acquistata dal Dr. Ignacio Barraquer nel 1938 e fino al 2004 restò di proprietà della famiglia. L'Autobahnkurier passò quindi a Deborah e Arturo Keller, che la sottoposero a un completo restauro.

Il Trofeo BMW Group Italia è andato alla Delahaye 135 M di Figoni & Falaschi, anno di costruzione 1937. La Roadster fu presentata al Salone dell'Auto di Parigi nel 1937 e venduta a un marajà indiano. Cinquant'anni dopo, la Delahaye lasciò l'India e fu restaurata in Inghilterra. L'attuale proprietario, Peter Mullin, Stati Uniti, ha acquistato la vettura nel 1993.
Domenica, a Villa Erba, i visitatori hanno invece eletto la Bugatti Veyron Fbg Hermès del 2008 l'automobile più bella nella categoria Concept Cars and Prototypes.

Per la classifica completa vi invitiamo a visitare il sito ufficiale.

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Tag: Eventi , car design , auto storiche , mostre


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