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Mercato

pubblicato il 28 aprile 2008

Mercato auto: a fine anno previsto -13%

Un recupero "non è più realistico" secondo il Centro Studi Fleet & Mobility

Mercato auto: a fine anno previsto -13%

A dicembre 2008 il mercato dell'auto si fermerà a 2.167.000 immatricolazioni, un dato che tradotto in percentuale rappresenta un calo del 13% rispetto al 2007. La stima emerge da una ricerca del Centro Studi Fleet & Mobility secondo cui la flessione registrata nei primi mesi dell'anno (-10%) - soltanto nel mese di marzo il crollo è stato pari al 18,8% - non sia legato soltanto a fattori congiunturali, ma anche strutturali. La preoccupazione è forte: "fino ad un mese fa - ha detto il Direttore del Centro Studi Fleet & Mobility Pierluigi Del Viscovo - si riteneva che comunque si sarebbero raggiunte a fine anno le 2.450.000 immatricolazioni, perché era previsto nei piani delle case che, in un modo o nell'altro, le avrebbero messe sul mercato. Ma a questo punto il gap è talmente ampio che il recupero appare non realistico".

Il quadro emerso dalla ricerca è allarmante. "Il settore sta vivendo il momento più critico dal 1993, quando il mercato segnò meno 29%, e allora non c'erano le auto a km 0", ha aggiunto Del Viscovo. Nonostante l'incentivo alla rottamazione stia producendo ancora qualche effetto positivo, anche se limitato, ciò che preoccupa di più il Centro Studi è da un lato la classe politica e dall'altro la recessione economica, che "colpirà l'Italia nel 2008 e in modo più deciso nel 2009".

Nell'elenco dei fattori strutturali, alcune tendenze vengono classificate come positive ed altre come negative. Di positivo ci sarebbe, secondo il Centro Studi, il fatto che gli Italiani tendono a cambiar le auto più rapidamente che in passato, spinti dall'evoluzione tecnologica. Inoltre le automobili più vecchie, quindi maggiormente inquinanti e soggette alla limitata circolazione urbana, verrebbero sostituite con maggior frequenza ed anche il prezzo delle auto appare drasticamente ribassato grazie agli strumenti di credito.

Tra i fattori strutturali che invece inciderebbero in maniera negativa sul mercato italiano, il Centro Studi segnala la scarsa fiducia degli italiani nel futuro e chiama in causa il "super-Euro" parlando di una "politica monetaria assente che genera soltanto atteggiamenti difensivi e non proattivi". A questo, gli autori della ricerca aggiungono una minore sensibilità degli automobilisti agli incentivi statali ed anche una sempre minore efficacia della pressione all'acquisto esercitata delle Case.

Un'ultima riflessione è stata dedicata al prodotto auto che cambia troppo rapidamente. La corsa parallela dei produttori all'auto super economica da un lato e a quella super lussuosa dall'altro, al SUV ma anche alla piccola citycar... starebbe generando nella clientela una generale confusione, la confusione starebbe portando alla riflessione, la riflessione all'attesa e l'attesa uccide il mercato.

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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