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Curiosità

pubblicato il 26 aprile 2008

Il sogno di Icaro su quattro ruote

Miti e verità dell'auto volante in più di 50 anni di storia

Il sogno di Icaro su quattro ruote
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I cultori dell'agente 007 ricorderanno una celebre scena de "L'uomo dalla pistola d'oro" nella quale Roger Moore prendeva il volo su una macchina sotto lo sguardo attonito di una pletora di inseguitori; oppure ancora, come non citare le strane macchine volanti di "Blade Runner", dei vari "Star Wars", la fantastica DeLorean di "Ritorno al Futuro" o il traffico apparentemente caotico e distribuito a quote diverse fra i grattacieli de "Il quinto elemento". I più giovani, d'altra parte, hanno assistito nel 2002 alle evoluzioni celesti della Ford Anglia di Harry Potter ne "La camera dei segreti".

Quelli appena citati sono solo alcuni dei tantissimi film nei quali l'auto si è staccata da terra per solcare cieli più o meno liberi, ma dalla fantasia alla realtà il passo non è poi così lungo ed il mito di Icaro in versione quattro ruote, dopo i numerosi tentativi ed esperimenti del passato coronati da successo tecnico ma non commerciale, sembra resistere malgrado tutti i fallimenti.

TERRAFUGIA TRANSITION
L'iniziativa della quale si parla in questi giorni, ultima di una lunga serie, nasce da un progetto di tre scienziati del celeberrimo MIT di Boston che ha suscitato il concreto interesse della società americana - Terrafugia - che lo ha sposato; ogni matrimonio ha delle motivazioni che in questo caso risiedono nelle caratteristiche della "Transition" (questo il nome dell'"aero-mobile") che la metterebbero in grado di superare il non semplice scoglio dell'omologazione stradale. Questo mezzo, per la verità, sembra essere più un aeromobile adattato all'uso stradale che non un'auto che può volare; lo attestano le prestazioni, superiori in aria (oltre 180 km/h) rispetto a terra (140 km/h) e le dimensioni (5,7 metri di lunghezza per una larghezza di 8,4 metri ad ali aperte che, una volta ripiegate, riducono l'ingombro a "soli" 2 metri, in definitiva la larghezza di un Monovolume o di un SUV o di un Van di medie dimensioni). Se gli esemplari della Trasition supereranno i diversi test previsti per l'omologazione stradale, la commercializzazione potrebbe iniziare già nel corso del 2009 e se ciò dovesse avvenire dovremo fare tanto di cappello ai tre progettisti per aver saputo coniugare efficacemente robustezza e leggerezza; non dobbiamo infatti dimenticare che un conto è far muovere la massa di una vettura su asfalto altra cosa è darle spinta ascensionale e mantenimento in quota. Quindi, a parte ogni altra caratteristica tecnica legata a portanza e navigabilità, il team ha dovuto mantenere il peso del veicolo a livelli impensabilmente bassi per una qualsiasi altra vettura odierna, anche di dimensioni ben più ridotte.
Per capire di che ordini di grandezza stiamo parlando é sufficiente paragonare lunghezza e massa media rispettivamente di Citroen C2 (3,67 metri e circa 1.000 kg), di Fiat Panda (3,55 metri e 950 kg circa) e di Toyota Yaris (3,75 metri e 1.050 kg) con i 5,7 metri ed i 600 kg. al decollo della Transition.Altri esercizi interessanti sono quelli relativi al carico utile, che con i suoi 250 kg. è certamente inferiore a quello di auto di pari dimensioni che però rimangono saldamente con le ruote per terra ed alla limitata potenza e consumo del propulsore individuato, grazie alla scarsa massa del Transition, nel Rotax 912 S da soli 100 cavalli. Secondo il produttore la commercializzazione sarà avviata nel corso del 2009; questo annuncio rappresenta, in ordine di tempo, solamente l'ultimo anello di una catena che parte da molto lontano, i cui precedenti affiorano dal quarto decennio del secolo scorso.

LE ALTRE PROPOSTE "CAMPATE IN ARIA"
Ma non è solo Terrafugia ad occuparsi di questo tema; la più celebre Boeing, abituata a realizzazioni ben diverse, sta lavorando ad un progetto a lungo termine, la "Skycar" - letteralmente "auto del cielo" - che vedrà la luce fra un quarto di secolo; dal canto suo la NASA, ha varato il progetto di un Personal air vehicle, che dovrebbe concretizzarsi entro 5 anni; ancora più vicino a noi è il Cell Craft G440 dell'italiano Gino d'Ignazio "Gizio" che tuttavia non è una vettura volante ma una vera e propria piccola aeromobile a decollo e atterraggio verticale (VTOL) - peraltro già testata - per sette persone dalle forme tanto avveniristiche quanto accattivanti.

Un altro italiano, l'ing. Pietro Terzi, ha presentato lo scorso anno la sua "Lucy THM" (Terzi Hyper Mobility) che in realtà non è un'auto ma un "vestito volante" che, grazie ad un autonomo sistema di sostentamento, consente di dribblare traffico ed ingorghi.

In Israele l'inventore Rafi Yoeli (53 anni, due lauree in ingegneria aeronautica, esperienze nelle Industrie Aeronautiche Israeliane ed alla Boeing) ha fondato la sua compagnia ''Urban Aeronautics'' ed ha realizzato un prototipo, già operativo, di un veicolo terra-aria-terra funzionante con otto motori motociclistici per il sostentamento, due eliche poste sul retro per il moto orizzontale e quattro ruote, mosse da altrettanti motori, per il moto a terra.Questo veicolo sarà, nelle intenzioni del suo ideatore, versatile come un elicottero e costerà meno della metà; inoltre, non avendo rotori, potrà letteralmente accostarsi alla finestra di casa e consegnare merci, prelevare malati o infortunati e così via. Il lancio di questo mezzo, che sembra aver suscitato molto interesse da parte di potenziali utilizzatori istituzionali, è pianificato, salvo imprevisti, per fine 2009.

Nel 2005 l'ex cosmonauta russo Igor Volk rilasciò un'intevista al tabloid "Komsomolskaia Pravda" nella quale dichiarava di aver ideato ed effettuato tutte le simulazioni a computer della sua auto-volante Lark, studiando - sull'esempio di Leonardo - il volo degli uccelli ed il loro modo di ripiegare le ali. Strepitose, sulla carta, caratteristiche tecniche e prestazioni: 385 Kg. di peso, capacità di carico 215 kg, 43 km/h la velocità minima di decollo, 700 km/h quella massima con un motore da 760 CV, autonomia fissata in 1500 km a pieno carico e 3.400 con due persone a bordo, spazio di decollo ed atterraggio 27 metri, e, dulcis in fundo, ali ripiegate e rimessaggio in un normale box-auto. Peccato che il progetto sia rimasto incompiuto.

Tornando agli USA, il cui territorio ospita più di 5.000 aeroporti allocati nel raggio di 20 miglia dalla residenza del 98% degli americani (e questo spiega, assieme alle grandi distanze ed ai terreni limiti di velocità, il grande interesse per questo nuovo mezzo di locomozione) la Moller International sta portando avanti un altro progetto di Sky-car, la Volanter, anch'esso un piccolo veicolo a decollo verticale, guidabile però anche su strada; i programmi della casa prevedono la commercializzazione entro due anni anche se, almeno inizialmente il mezzo, visto il milione di dollari necessario all'acquisto, sarà destinato ad una clientela decisamente esclusiva; comunque l'azienda prevede di abbattere il prezzo di vendita sino a centomila euro in funzione della domanda.

Altra giovane azienda azienda familiare fortemente impegnata sul fronte della mobilità alternativa di nicchia, ivi compresa l'auto volante, è la Milner Motors il cui prototipo di "Aircar" , caratterizzato da una estetica retrò che richiama alla memoria i mezzi volanti dei fumetti di "Flash Gordon", è in stato di avanzatissima realizzazione.

Per la verità se da una parte l'idea di volare con una quattro ruote non ha ancora trovato diffusione commerciale, dall'altra l'idea di utilizzare mezzi anticonvenzionali per sganciarsi dall'asfalto e superare sentieri, sabbie, e superfici acquee, ha avuto già da molto tempo successo - sia pure di nicchia - con gli Hovercraft, qui citati solo per ricordare un altro mezzo in grado di volare sia pure a pochi decimetri dal terreno.
L'idea invece di staccarsi "veramente" da terra, per poi tornarvi e circolare in mezzo al traffico di tutti i giorni, è nata nella prima metà del secolo scorso; ricordiamo, fra i vari esperimenti, le americane Aerocar e Convaircar ed il noto "Aerauto" Pellarini entrati nella storia dell'aviazione più come bizzarie che come esperimenti forieri di seguito pratico anche se va ricordato che quest'ultimo volò e circolò su strada - sporadicamente - dal 1947 al 1953 senza riscuotere il successo sperato anche a causa del costo proibitivo per l'epoca, circa mezzo milione di lire...
Sempre negli anni '50, più esattamente nel 1956, la Ford propose la "Volante Tri-Athodyne", che si sollevava dal suolo con tre eliche soffianti l'aria verso il basso e l'elenco potrebbe continuare a lungo...

A questo punto aspettiamo di poter davvero volare via dal traffico della tangenziale nell'ora di punta.

Autore: Giovanni Notaro

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