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pubblicato il 24 aprile 2008

Honda S2000

Tecnologica, veloce, a tratti estrema: divertimento allo stato “brado”

Honda S2000
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Un tempo le auto sportive erano oggetti per pochi e sagaci ardimentosi, gente con ben più di una caratteristica talentuosa nel loro corredo di qualità. Il minor traffico sulle strade (le autostrade semideserte potevano considerarsi veri e propri circuiti di prova: non era evento raro che la quiete della campagna romagnola della A1, dritta come una freccia, venisse rotta dal boato di un plurifrazionato di una Ferrari, Maserati, Lamborghini o Bizzarrini lanciate a 280 dai loro smaliziati ed eroici collaudatori), la minore tecnologia, la maggior passione di chi le pensava e costruiva, creavano oggetti straordinari ma, allo stesso tempo, terrificanti per gli inesperti. Eppure estremamente appaganti: l'auto era uno stallone imbizzarrito da domare con prontezza, tecnica, coraggio, esperienza, sensibilità: freni incerti e facili al fading, nessun controllo di trazione, niente ABS, niente ESP ma solo l'affidamento sul bilanciamento del telaio. Chi ci riusciva era un mito! La loro natura selvatica si rifletteva anche nello stile, nel comfort, nella dotazione, specchio, del resto, del grado di evoluzionismo dell'epoca: design semplici ma con una personalità distintiva, abitacoli piccoli e angusti, dotazione scarsa e limitata all'essenziale.

IL PREZZO DI UN PRESENTE "OBESO"
Se il punto focale della questione sono le emozioni genuine e "sincere" che l'auto sportiva moderna può potenzialmente offrire e se il metro di paragone, doveroso, sono le auto del passato, la questione si complica. Le macchine di oggi sono più sicure (drogate di elettronica come sono), più robuste, più affidabili, più facili da usare e da portare ai limiti (anche se, a onor del vero, quest'ultima può rivelarsi un'arma a doppio taglio a causa del peso e degli stessi motori, alle volte anche troppo potenti rispetto alle potenzialità della meccanica).
Quelle proposte del mercato a prezzi con ancora un seppur minimo barlume di umanità (fino a 45.000 euro) sono trendy, sfiziose, comode, confortevoli ma non sempre hanno quel pizzico di "follia" abilmente celato da un ottimo equilibrio generale, fino al punto di poterle guidare in pista in un "track-day". Il risultato è che le più coinvolgenti e vicine alla perfezione navigano nelle alte sfere dell'automobilismo di nicchia e d'elite: vetture per le quali la "normalità" richiede di mettere a budget un investimento ben oltre i 100.000 euro per poter affermare di riuscire a toccare il cielo con un dito. Ma anche, lì, giova ricordarlo, la variabile comfort è come una spada di Damocle: e allora lo spauracchio del peso eccessivo incombe nuovamente. A meno che...

DAL 1999: S2000 CONTRO TUTTE
Quando nacque, nel 1999, ci furono valide alternative, dal punto di vista del rapporto qualità/prezzo, in grado, concretamente, di strapparle lo scettro di reginetta delle spider? Oggettivamente: no! Né consola sapere che, forse, oggi, tra le numerose alternative del mercato, qualcosa di "simile" o migliore ci possa essere: l'Honda S2000 è sulla breccia da quasi 9 anni. Oggi costa 42.000 euro ma, a quanto pare, potrebbero essere i migliori mai spesi per chi ricerca un prodotto di nicchia, affidabile e veloce, anzi velocissimo!

La Porsche Boxster S richiede un motore 6 cilindri da 3,4 litri (e un prezzo base di oltre 57.000 euro, optional esclusi), la BMW Z4M a fronte di 343 ghiotti cavalli non si scomoda per meno di 62.000 euro, la Nissan 350Z Spider, forse con 44.000 euro di prezzo e 313 Cv di potenza è lì. Lo Stesso dicasi per l'Audi TTS Roadster, fresca new entry della categoria. Però c'è l'impressione che qualcosa non vada all'incastro: non ci siamo sul piano del prezzo, della categoria, dell'immagine di marchio, del dato meccanico incontrovertibile e che rappresenta la chiave di volta della Honda S2000: 9.000 giri!

COME LEI NESSUMO MAI
Furio Fraccaroli, Presidente dell' S2K Club Italia, l'unico sodalizio italiano riconosciuto ufficialmente da Honda, afferma, ala sua terza Honda S2000, che, forse, nessuna macchina è come lei. E ne spiega le ragioni; a questo prezzo, quale altra spider possiede un motore 4 cilindri di 2 litri non sovralimentato con 240 cavalli e un "tiro" fino a 9.000 giri? Il motore, un capolavoro di ingegneria automobilistica, nasce perfetto: 240 cavalli sono più che sufficienti, non avrebbe alcun senso tentare di ricavarne ulteriore potenza in quanto non esistono miglioramenti veramente alla portata. Si possono, eventualmente, effettuare piccole modifiche di miglioria su assetto, freni, campanatura, convergenza, zone di intervento che le consentono di "uscire" dalla configurazione media per il guidatore di tutti i giorni e lasciano al possessore appassionato la facoltà di andare alla ricerca della vera quadratura del cerchio, di trovare il "punto di non ritorno" dove l'S2000 è al massimo stadio del suo potenziale.

STRUMENTAZIONE E ABITACOLO
Il design è tipicamente nipponico, moderno ma con un'immagine retrò: muso molto lungo, abitacolo arretrato, coda compatta, assenza di spigoli vivi, forme nette, volumi piccoli, omaggio alla leggerezza e all'agilità. Aperta la piccola porticina, scesi nel piccolo e angusto abitacolo, la posizione di guida quando accomodati nel piccolo sedile (regolabile solo in lunghezza) è quasi perfetta: effettivamente bisogna sperare di "nascere" piccoli di statura poiché il volante è fisso ma è pressoché impossibile sentirsi a disagio; ci si trova bassi, infossati, tremendamente vicini all'asfalto, quasi in trincea. L'enorme tunnel centrale che taglia seccamente in due l'abitacolo in lunghezza, nasconde parte del motore (montato in posizione anteriore ma centralmente, entro il passo per migliorare l'equilibrio) e la trasmissione; in posizione avanzata, la leva del cambio, qualcosa che potrebbe far perdere la testa a chiunque: leveraggio corto (anzi, cortissimo), ottima manovrabilità, preciso negli innesti. Un capolavoro. Il volante classico, a tre razze, è un diametro molto ridotto e l'impugnatura molto grossa, altro elemento che "pizzica i nervi". Dietro, la strumentazione digitale con il contagiri con l'inizio della zona rossa a 9.000 giri e che non può non suscitare l'interrogativo se sia possibile arrivare a un valore simile. L'allestimento, razionale, è ridotto ma è in linea con lo spirito dell'auto: climatizzatore semiautomatico, vetri elettrici, capote elettrica (rigorosamente in tela e senza inutili complessi sistemi ausiliari che la nascondano sotto la carrozzeria), specchi elettrici, servosterzo, un potente impianto audio.

SU STRADA: UN MOTORE "INFINITO"
Sei al semaforo, e davanti inizia un rettilineo vuoto. Ammettiamo pure di essere in un paesaggio intrigante come un misto veloce collinare. Dentro la prima: parti di scatto, l'Honda S2000 si carica in coda e fugge. Arrivi a 5.000 giri e ti immagineresti che tutto fosse quasi finito. Invece ci sono altri 3.000 giri e il motore si deve ancora scatenare. A questo livello la fasatura variabile del 4 cilindri 2.000, infatti, modifica la distribuzione facendo avvertire un ulteriore calcio in avanti mentre il rombo si fa indiavolato. Seconda marcia e l'emozione si ripete: l'S2000 (pesa 1.275 chili) si catapulta in avanti e la velocità inizia a divenire preoccupante (per l'amato tesserino rosa): i 100 orari (raggiunti in poco più di 6") sono già un ricordo e all'ingresso della terza le sensazioni somigliano sempre più a quelle di una specie di muletto dove sulle sembianze di un'intrigante spider sia stata nascosta la meccanica di una macchina da corsa. Dalla quarta in poi i conti con la fisica iniziano a essere necessari a meno di non disporre di un paio d'ali, ma l'S2000 "avrebbe" tutta l'intenzione di continuare ancora a deflagrare in una lunga esplosione. Curva a sinistra, ampia ma non troppo: la ragione chiama i freni all'appello. Giù una possente frenata che richiama l'andatura a più miti consigli; si ritorna intorno ai 100 orari, e inizia l'impostazione: dallo spigolo destro verso la corda l'S2000 esibisce tutta la sua precisione di sterzo. L'impianto frenante di serie, peraltro, risponde al richiamo piantando gli artigli della vettura senza esitazioni. L'assetto è piatto e rigido, tiene aggrappato il corpo vettura in traiettoria ad esclusione di un certo sottosterzo, facilmente controllabile. I trasferimenti di carico non hanno capacità di metterla in crisi. L'S2000 è molto ben equilibrata e piantata a terra, segue fedelmente il percorso fino al punto di corda. In uscita, un perentorio affondo di gas inizia a mettere in crisi la coda e parte un sovtrasterzo ma il controllo riesce agevole grazie alla rapportatura dello sterzo, davvero indovinata. E in un batter d'occhi la controsterzata è riuscita senza staccare le mani dalla posizione 9:15; arriva la prossima curva, ancora verso sinistra ma molto stretta: lunga frenata, scalata in seconda e velocissimo ingresso verso la corda, con una ancora più rapida uscita dal lato opposto. Quindi piccolo rettilineo, affondo, passaggio in terza e di nuovo staccata con scalata in seconda e ampio tornante verso destra. Proviamo a frenare decisamente in curva durante l'ingresso. La coda si alleggerisce, l'S2000 inizia a scivolare sulle quattro ruote ma è straordinario sentire chiaramente il feeling con l'intero corpo vettura: leggero, agile, complice. In questa situazione, le correzioni di sterzo e acceleratore riescono quasi intuitive grazie al feeling uomo-macchina che si è creato. Si passa da una curva all'altra con la rapidità e l'agilità che non t'aspetteresti, neanche fossi uno sciatore impegnato in uno Slalom Speciale. In fondo, l'S2000 è proprio in queste situazioni che dimostra la bontà del suo progetto, pensato per dimostrare, ancora una volta, come con un buon motore, un telaio ben concepito e con tutte le masse in equilibrio e, soprattutto, un peso "ragionevolmente" contenuto (1.275 kg), un'auto non abbia bisogno delle portentose iniezioni di cavalli che ci si aspetterebbe. Gli inglesi, d'altro canto, ringraziano e invitano a meditare.

Nella grande offerta del mercato automobilistico di oggi è facile perdere la bussola. Acquistare un auto ed essere sicuri di aver scoperto la quadratura del cerchio. Ovviamente è una questione di spinte all'acquisto di esigenze, di valori, di gusti, di necessità. Ma se la necessità è il divertimento sfrenato a un prezzo elevato, certo (la Honda S2000 è pur sempre un'auto estremamente sfiziosa, buona solo per due persone), ma non esorbitante, allora la scelta potrebbe essere quella definitiva!

[foto: Alvise-Marco Seno]

Autore: Alvise-Marco Seno

Tag: Test , Honda


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