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pubblicato il 9 febbraio 2018

Ferrari Portofino: la gran turismo sport, quella di Maranello

Un design ricercato e un carattere ancora più sportivo per la Gran Turismo emiliana da 600 CV!

Galleria fotografica - Ferrari Portofino, con 600 CV dice addio alla CaliforniaGalleria fotografica - Ferrari Portofino, con 600 CV dice addio alla California
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Raccogliere il testimone dalla Ferrari più venduta di sempre potrebbe intimorire, ma non la nuova Portofino che con modi eleganti ma decisi prende nettamente le distanze dalla precedente California, una icona di bellezza e stile nata alla fine degli anni ‘50 in quel di Maranello e che oggi le Case d’Asta battono a più di 20 milioni di dollari. Un nome tornato circa 10 anni fa con una convertibile arrivata alla sua ultima evoluzione, la T Handling Speciale, che ora lascia spazio alla Portofino, la più potente convertibile con tetto rigido retrattile al mondo che abbiamo provato sulle incantevoli, seppur bagnate, strade pugliesi.

Com’è

“Chiedete a un bambino di disegnare una macchina, di certo ne disegnerà una Rossa.” Le parole sono del Drake e mi chiedo se il disegno di questo giovanissimo appassionato oggi potrebbe raffigurare una Ferrari in cui poter viaggiare con la famiglia, ma velocemente e, volendo, scrutare il cielo e fantasticare sulle forme delle nuvole perchè, magia, il tetto in un attimo vola via. Più esattamente in 14 secondi la Portofino si trasforma da sportivissima e proporzionata coupé in una filante e sinuosa spider. Le sue forme sono state rese inequivocabilmente affascinanti dal Ferrari Design Centre che, grazie all’intuito e al talento di Flavio Manzoni, ha proiettato la Portofino a un piano immensamente più elevato e raffinato rispetto alla California. I fari anteriori full LED a sviluppo orizzontale con sagoma ad L ora hanno nella parte esterna un'inedita presa che soffia aria dentro i passaruota ottimizzando l'aerodinamica, mentre in coda i gruppi ottici sono stati posizionati all’estremità del corpo vettura alleggerendo il design del volume posteriore, nonostanti le dimensioni. La rivoluzione poi continua anche dentro dove sono ben quattro gli schermi che illuminano la vita di bordo: due TFT nel quadro strumenti, regolabili con gli appositi tasti dietro al volante, mentre l’infotelematica full HD Multi-Touch con schermo da 10,25 pollici e grafica 3D e sdoppiabile rimane al centro, anche se il vero must invece è ora il fullHD Touchscreen da 8,8 pollici dedicato al passeggero. Il volante di ultima generazione dal disegno quasi rettangolare ingloba tutte le funzionalità possibili, dalle mappe, al tergilunotto fino agli indicatori di direzione, ma la vera rivoluzione riguarda i sedili anteriori: sono molto più leggeri, pluriregolabili anche con tasto dedicato, ma sopra ogni cosa super sottili, così da offrire 5 cm in più per i due piccoli passeggeri. Sempre presente il wind deflector che riduce del 30% il flusso d'aria nell'abitacolo e previene la rumorosità aerodinamica.

Come va

Il conTurbante V8 di 90° e 3.855 cc cresce di potenza con l’aggiunta di 40 CV, toccando ora i 600 CV a 7.500 giri/min, con la coppia che si ferma a 760 Nm da 3.000 a 5.250 giri/min. Le modifiche hanno riguardato nuovi pistoni e bielle, un sistema di aspirazione ottimizzato, un impianto di scarico con collettore monofuso e Variable Boost Management del turbocompressore. Questo si traduce in una velocità massima di oltre 320 km/h per la Ferrari Portofino, 3,5 secondi per passare da 0 a 100 e un consumo combinato di 10,7 l su 100 km. Per la prima volta è stato montato anche il differenziale posteriore elettronico di terza generazione (E-Diff3) integrato con il F1-Trac per migliorare grip e controllo della vettura; questo è integrato anche con lo sterzo elettrico EPS per garantire una risposta più diretta del volante… e volete sapere la verità? Funziona! Nel breve test sulle strade intorno ad Alberobello, l’alternanza di sole e pioggia non mi ha impedito di apprezzare una nuova personalità di questa convertibile che, un po’ come accaduto per lo stile, distacca enormemente la T Handling Speciale. La rigidezza del telaio aumentata del 35% e il peso diminuito di circa 80 kg, fanno in modo che l’avantreno sia molto più preciso in inserimento, così come esemplare risulta la compostezza in percorrenza di curva e, pure quando si forza l’andatura nel misto stretto, quel lieve sottosterzo che in passato poteva lievemente manifestarsi, qui è ben raro da incontrare. L’impianto frenante non è stato minimamente impensierito dalle mie andature stradali su asfalto peraltro bagnato, un contesto che però i ha permesso di testare la sensibilità dell’elettronica unitamente all’assetto. Col manettino in “Confort” la Portofino non permette una sbavatura e quasi anticipa gli errori del pilota, mentre rimane più permissiva in Sport: qui è il guidatore a doversi fidare dell’elettronica e provocare qualche sovrasterzo esagerando col gas, ma i momenti di “divertimento” non sono mai così vasti come nella modalità ESC OFF, in cui la pista rimane il recinto migliore dove studiare al meglio l’equilibrio di una Ferrari. E il sound? Una bella sinfonia, ma lontano dalle urla del V8 di qualche anno fa; non è una questione di Turbo, ma una volontà dei tecnici Ferrari che desiderano continuare a considerare la Portofino una GT, non una Sport, di conseguenza l’etichetta e il portamento la fanno da padrona su melodie che, comunque, mi mancano un po’.

Curiosità

Per passare da Dr Jekyll a Mr Hyde, ovvero per ripiegare il tetto rigido, bastano 14 secondi e la novità è che le operazioni di apertura o chiusura possono essere effettuate fino a 40 km/h. L’abitabilità interna è stata migliorata da ogni punto di vista, sia in termini ergonomici ma anche per quel che concerne la gestione dei sedili anteriori. Il rinnovato sistema di infotelematica infatti, tra le sue inedite funzionalità, include anche un rimando diretto alla configurazione dei sedili tramite il tasto “Confort” posto proprio sul lato dei sedili stessi.

Quanto costa

Una 2+2 bella e convertibile, con un bagagliaio da 292 litri, un conturbante V8 davanti e la trazione dietro, l’elettronica giusta e un fascino ora molto più efficace di prima per una GT di Maranello che esprime ora una fruibilità a tuttotondo, strizzando l’occhio alle sorelle maggiori più estreme. Anche i prezzi sono “tipicamente Ferrari”, con un listino che parte da 196.000 euro e una dotazione molto completa che include tra l’altro i cerchi da 20 pollici con pneumatici 245/35 davanti e 285/35 dietro, i freni carboceramici con pinze anteriori da 390 mm o il sistema multimediale HD Multi-Touch, mentre sono optional, per esempio, i sedili con disegno Daytona o Trapuntato.

La scheda

Motore: V8 90° Turbo da 3.855 cc
Consumo medio: 10,7 l/100 km
Emissioni CO2: 245 g/km
Accelerazione 0-100 km/h: 3,85 sec. (0-200 km/h 10,8 sec.)
Velocità massima: oltre 320 km/h

 

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Tag: Test , Ferrari , test


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