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pubblicato il 22 aprile 2008

Uomini vs Donne al volante: i maschi rischiano di più

Uno studio spiega le differenze tra automobilisti/e

Uomini vs Donne al volante: i maschi rischiano di più

Uomini e donne hanno comportamenti molto diversi alla guida. L'opinione comune vuole che sia la "donna al volante" ad essere "un pericolo costante", ma la scienza sembrerebbe non essere d'accordo. L'uomo, soprattutto in adolescenza, sarebbe più "spericolato" rispetto alla donna e quindi potenzialmente più "pericoloso". L'abilità alla guida o l'essere capace di ottenere il massimo in termini di prestazioni da un'automobile non c'entrerebbe nulla: a fare la differenza sarebbero le componenti culturali, biologiche e psicologiche che contraddistinguono i due sessi. A sostenere questa ipotesi è un eminente psicologo, Professor Geoffrey Beattie capo della Facoltà di Psicologia della Manchester University, che ha di recente pubblicato uno studio dal titolo Sex differences in driving and insurance risk.

VENERE E MARTE
Dopo aver analizzato per circa quattro anni un campione di automobilisti di ambo i sessi di ben 4 continenti (Europa, Africa, Asia e America), il Professor Beattie ha concluso che in tutte le culture l'uomo tende ad essere più aggressivo della donna "per natura", una caratteristica che al volante si tradurrebbe in un comportamento più esasperato. Statisticamente l'uomo infrange più spesso della donna i limiti di velocità, passa più di frequente con il rosso ai semafori e ad anche nel caso della guida in stato d'ebbrezza i dati parlano di una percentuale più alta al maschile.

L'IMPORTANZA DELL'ETA'
Anche l'età farebbe la differenza. I guidatori giovani sarebbero più a rischio degli adulti. Biologicamente le abilità cognitive - ovvero le capacità che ci permettono una corretta interpretazione ed integrazione della realtà (l'attenzione selettiva ed il processo che porta alla decisione - decision making) sono controllati dalla corteccia prefrontale del cervello, sia nell'uomo che nella donna. Gli studi hanno dimostrato che nel periodo adolescenziale queste facoltà non sono ancora del tutto sviluppate e che continuano a maturare fino all'età adulta. Per questo la velocità nella reazione ad uno stimolo dipende, non soltanto dall'esperienza maturata alla guida, ma anche dall'età dell'automobilista che è più a rischio di incidente quando è giovane.

UNA PROPRIETA' DA DIFENDERE
Da un punto di vista strettamente psicologico-culturale tra i due sessi il più competitivo sarebbe il maschio, che alla guida sarebbe dunque più "portato" a mettersi in mostra e a dominare gli altri. Da questa prospettiva per gli psicologi l'automobile sarebbe un vero e poprio "spazio personale" che in certi casi "va difeso". Si tratta di un concetto complesso che occorrebbe collegare a quello della comunicazione non verbale - ovvero del linguaggio del corpo, paralinguagio - ma per semplicità ci limiteremo a riassumerne per sommi capi il suo significato. L'uomo, per natura "padrone" del suo territorio, sarebbe più aggressivo della donna quando si tratta di difendere il proprio spazio, anche quando questo assume le sembianze di una vettura. Per questo l'automobilista maschio avrebbe un atteggiamento più autoritario e vigile delle automobiliste.

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Tag: Curiosità , sicurezza stradale , lifestyle


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